
Gilberto Gamberini
Infibulazione, catena da interrompere
La recente legge che vieta
le mutilazioni genitali femminili, per evitare a tante bambine la sofferenza e
l’umiliazione di pratiche che ne sanciscono simbolicamente l’”impurità” e la
sottomissione, mette – per fortuna – tutti d’accordo. La parità sessuale è
diventata, nel mondo occidentale, la misura democratica di una società…
Infibulazione e
clitoridectomia non costituiscono solo un attentato all’integrità fisica e
psichica della donna che le subisce, ma qualcosa di persino più grave, un
attentato profondo al suo essere pienamente persona, pubblicamente riconosciuta
come tale. La donna nigeriana che è stata arrestata con la sua borsa di
attrezzi, mentre stava per praticare l’infibulazione a una neonata, non è che
l’anello di una catena della discriminazione femminile che si tramanda da donna
a donna, attraverso l’inculturazione più ancora che la coercizione. È giusto
che venga punita in modo esemplare, perché la catena va interrotta con un atto
di forza e di giustizia, ma dobbiamo pensare che anche lei avrà subito le
stesse pratiche, che anche lei è stata educata a credere che si diventi donne
attraversando quel terribile rito di dolore e di negazione di sé. …
Ma il consenso unanime sulle
conclusioni (il divieto delle mutilazioni genitali) non parte sempre da
coerenti premesse comuni. La posizione di chi ritiene che tutte le culture
debbano essere poste sullo stesso piano, senza dare giudizi di valore,
confligge, spesso in modo assai evidente, con il riconoscimento dei diritti
delle donne e delle pari opportunità tra i sessi. Le pratiche di mutilazione
femminile sono infatti profondamente intrise di significati tradizionali,
religiosi e simbolici. Come si fa a condannare queste pratiche, che tutti
avvertiamo come intollerabili, e insieme non avere un atteggiamento di
imperialismo culturale, negando ad alcuni il diritto a mantenere i propri riti,
le proprie usanze, il senso di appartenenza etnica e identitaria? Spesso,
quando si tratta di leggi sulle discriminazioni contro le donne, le si
definisce “conquiste di civiltà”, senza però andare a fondo alla questione. Di quale civiltà si parla, infatti?
Di quella occidentale, fondata sulle radici giudaico cristiane, che ha
consentito lo sviluppo dei diritti umani, l’idea di eguaglianza tra i soggetti,
pari dignità tra i sessi, difesa della vita.
Insomma, di quei “princìpi non negoziabili” richiamati
recentemente dal Papa, oppure anche dei «contenuti
irrinunciabili fondati sul primato e sulla centralità della persona umana»
citati dal cardinale Ruini. È questo, di cui stiamo parlando. L’idea di persona
è nata nel cristianesimo, negarlo vuol dire solo censurare la verità; ma
collocando quei diritti non negoziabili nella storia dove sono nati,
riconosciamo che hanno un intrinseco valore universale, e che non possono che
valere per gli esseri umani in quanto tali. ………Fonte Eugenia Roccella AVVENIRE…

Non ti apri più come un fiore….che
si richiude quando cala il sole…
Dove sono i gesti dell’amore…..?
Quando il ricordo non è più sorriso…..
L’Infibulazione dal punto di
vista psicologico è un trauma, uno shock traumatico quando viene effettuata,
ed uno shock post traumatico quando viene
ricordata e rivissuta nel tempo.
E’ difficile superarla,
perché vi è una interconnessione fisica e psichica, che si autoalimenta. La
cavità vaginale richiusa in modo meccanico o in altro modo, la cicatrizzazione
che avviene in maniera non controllata, spesso complicata da infezioni che la
rendono anomala, rendono l’ingresso della cavità vaginale virtuale con
difficoltà ad avere rapporti nella età della maturazione sessuale,
Il rapporto sessuale in tal
caso diviene fonte di ulteriore dolore e di rinnovo memnonico del ricordo del
trauma subito con la mutilazione iniziale. E’ un qualcosa che ti segna la vita,
un marchio della tua sottomissione,
e del tuo essere oggetto, del tuo essere e continuare ad essere dolore,
donna e dolore, fonte di piacere solo per il maschio…
che ti apre e ti richiude
come un sipario….
Foto riprodotte a fini
didattico esplicativi
Gilberto Gamberini
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