La Fine e l’inizio dell’amore
Gilberto Gamberini
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Dedicato
a tutti coloro che si sentono dei Cyrano,
apparentemente,
brutti fuori, ma belli dentro,
e che basta lasciarli esprimere,
basta che cerchino in se la forza per
esprimersi,
per comprendere come in realtà sono
bellissimi.
Dedicato
a tutti quelli, che, pensano
che un loro supposto “problema” fisico
pregiudichi i loro rapporti con gli altri
e non faccia realizzare i loro sogni.

Non è mai così,
è un falso problema,
come sosteneva Milton
H Erickson.
Devono avere il coraggio di esprimersi,
ed esprimendosi, finalmente,
firmeranno un trattato di pace con loro
stessi
ed otterranno i loro scopi,
e se non li otterranno in questa occasione,
ci saranno infinite altre occasioni della loro vita.
Inoltre non possiamo piacere a tutti,
non possiamo piacere sempre,
dobbiamo concedere agli altri la libertà
di non piacere,
come dobbiamo conservare la nostra libertà,
che, non tutti ci piacciono.
E questo prescinde dal nostro naso alla
Cyrano
o da altri attributi
fisici di handicap,
veri o falsi,
che ci attribuiamo.
Prescinde, sempre, da questo,
perché poi, magari,
nelle imperscrutabili sfumature
dell’essere
può darsi che sia proprio
il nostro presunto handicap a piacere.
Quanto non sappiamo le cose,
quando non conosciamo le risposte
alle domande che ci facciamo,
chiediamo all’altro,
chiediamolo
all’altro nel reale,
senza restare nel nostro virtuale,
che ci avvelena la vita.

Concetto espresso con altre parole, ma,
con lo stesso spirito
da Milton
H Erickson, nei suoi racconti didattici.
A volte la timidezza si esprime così,
dandosi mille personali risposte,
alle proprie mille domande.
Le domande possiamo porcele anche noi,
anche se non sempre serve farlo,
ma, le risposte:
devono sempre darcele gli altri.
Una volta,
a Bologna, accadde, che,
due ex compagni di scuola,
un uomo e una donna,
si rincontrarono dopo molti anni.
Lei gli disse,
uso la traduzione letterale dal bolognese,
perché èsprime di più il concetto
“sai…a quei tempi..io ti avrei fatto un pigiama di saliva…
ma tu eri così malgustoso…!
(mi piacevi un sacco ma tu ti davi un
sacco di arie….)
E lui,
che, a quei tempi, aveva l’acne
e pensava, che,
ogni sguardo su di lui
fosse rivolto ad ogni suo singolo brufolo,
e che questo causasse un reazione di
ribrezzo,
per cui si chiudeva in se stesso,
in modo tale, che,
all’esterno appariva
come uno che non voleva mischiarsi,
disse:
“no non ero malgustoso….
ero
solo timido e avevo paura dei giudizi degli altri”

Dedicato
a coloro, come Cyrano,
che, non cedono mai le proprie idee
e, che, combattono fino in fondo per
attuarle,
e, che, non si rassegnano a pensare,
che se tutto fino a ora è andato così,
debba per forza continuare andare allo
stesso modo,
dai grandi uomini e donne
famose della storia,
ai piccoli uomini e donne
della cronaca quotidiana
o a quelli di cui nessuno si occuperà mai,
ma, che,
anche se una sola persona gli ha amati,
rispettati e ricordati,
già questo basterebbe a renderli eterni.

Dedicato
agli ultimi del mondo,
ai paria di Gandhi,
ai paria di ogni giorno, che,
incrociamo nelle
strade e,
che, ci appaiono, in un qualche modo,
brutti e diversi,
dedicato alle loro ragioni,
alle ragioni degli ultimi,
che, non sono meno importanti
di quelle degli altri.
Perché chi si sente brutto,
si sente ultimo sempre
e non crede mai, che,
dietro
di lui ci sia qualcun altro.
Dedicato a coloro, che,
muoiono, col loro segreto,
in solitudine,
senza mai essere veramente nati
e vissuti.
Dedicato
a coloro, che, soffrono per la fine di un
amore,
del loro grande amore,
di quell’amore che gli ha preso le forze,
che gli ha preso la vita
e senza il quale
pensano di non poter più continuare a
vivere.
Dedicato
a coloro che non comprendono quella fine
e continuano a non volerla vedere nei
mille gesti,
nelle mille sfumature, intorno a loro,
e continuano ad alimentarsi della loro
illusione.

Nessuna psicoterapia
potrà tornargli il loro amore: quell’amore,
quella specie di unico amore.
Io dico
di continuare ad amare,
di continuare a farlo, per loro stessi,
finchè, magari,
quando tutte le lacrime saranno piante,
quando raggiungeranno il fondo di quel
terribile pozzo,
il loro sguardo si volgerà da un’altra
parte,
per un amore che non solo chiede, ma altrettanto
da.
Io non posso dire loro di non soffrire,
posso solo condividere con loro quella
sofferenza,
ed aiutarli a risalire da quel pozzo,
perché, solo comprendendo definitivamente
le cose,
le si può poi superare.
Quando ogni loro dubbio sarà chiarito,
quando si renderanno conto
che nulla resta da fare in quel loro
presente,
che è già passato,
allora,
si renderanno conto
che può esistere un diverso
futuro.
Io dico
di non pretendere che quell’amore venga
ricambiato,
se ciò non può più avvenire.
L’importante è che quell’amore venga
dato.
Come diceva
Cyrano, “ que pour ton bonheur je donnerais le mien, quand meme tu devrais n’en
savoir jamais rien”
Per la tua felicità io ti darò la mia,
anche se tu non lo saprai mai.
“J’ai l’ame
lourde encor d’amour inexprimee ….Mon coer ne vous quitta jamais une seconde ,
et je suis et je serai jusque dans l’autre monde, celui qui vous aima sans
mesure »
Ho l’anima ancora colma di un non
inespresso amore…il mio cuore non ti abbandonerà mai, neppure per un
attimo, e io sono e sarò sempre, in questo e nell’altro mondo colui che ti
amerà sempre, senza limiti….

Quello che tu senti dentro di te
resterà finchè vorrà restare,
poi, magari, nel tempo,
scoprirai, che, esistono prati e fiori,
più belli di quelli che hai sempre pensato
fossero gli unici al mondo.
Quando sarai stanco di volgerti indietro,
guarderai a quello che ancora non conosci,
che hai davanti a te,
e lo
guarderai con occhi nuovi,
con gli occhi
di un bambino
che tutto deve ancora imparare,
e come sempre accade,
scoprirai che il più grande amore,
è quello che ancora deve venire,
e quando tu lascerai che le cose accadano
allora le vedrai veramente
accadere.
se lo vuoi,
esprimilo fino in fondo,
striscia per terra,
se lo vuoi e se lo puoi,
per quell’amore,
ma, poi, una volta,
che hai espresso tutto,
una volta, che,
hai svuotato la tua anima colma,
devi accettare la realtà delle cose.
Gioca
tutte le tue carte, ma, poi,
devi accettare la realtà di quel gioco.
Tu fai
tutto quello che ti senti liberamente di
fare,
non trattenerlo dentro,
come una marea che ti sommerge e ti
opprime,
ma, poi, devi accettare la realtà
di quel mare
e poi guardare altrove,
ascoltare altrove,
percepire il calore dove c’è,
e non cercarlo invano dove c’era stato,
ed ora non c’è più.
Ma io voglio che tu te ne renda conto,
voglio che tu allunghi le mani,
voglio che tu cerchi quel fuoco,
si fallo, devi farlo…
Dimmi cosa senti ora….
Ti sentirai stanco…come dopo aver percorso
più della metà del cammino della tua vita…
svuotato…
lo so, lo sento, lo vedo, lo ascolto
lo comprendo,
ma, verrà il momento, che,
tutto ciò ti verrà tornato,
aspetta nel tempo, che,
il tempo faccia passare ed evolvere
questo momento di inverno della tua vita
e che ritorni la tua
primavera
e la tua estate.

Tu hai detto,
hai espresso,
hai comunicato
tutto ciò che senti
e questo ti
deve bastare…
non puoi fare altro…
Ora hai tutto fatto,
ora hai tutto detto….
non ti resta che aspettare,
che, tutto passi….
Devi lasciare all’altro
la stessa libertà, che,
tu conservi dentro di te,
la libertà di dire di no o di dire di si.
Non è amore
quello che si trasforma in odio,
non è mai stato amore,
ma solo possesso.
Un anima non la si possiede…
non la si possiede mai,
ma, la si coltiva….
giorno per giorno…
come un fiore…
un anima non la si rinnega,
ma si continua ad amarla…
Ma le risposte sono un’altra cosa..
Noi amiamo
per quello che proviamo nel cuore…
Non per le risposte che otteniamo…
E quell’amore, che proviamo in noi,
nessuno ce lo potrà mai
togliere..
Gilberto Gamberini
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