I
Bambini del Non Ritorno
Gilberto Gamberini
Copyright ©
2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.

Per
bambini,
rientrati in Italia,
che, in Asia hanno perso i genitori
o risultano ancora dispersi,
io auguro loro un miracolo
per
questo Natale e per questo Anno Mancato e,
che, in questi minuti, in queste ore o in
questi giorni,
i loro genitori diano segno di se
e che le famiglie si ricongiungano.
Quei bambini,
è stato giusto riportarli qui,
ma, proprio, per quei bambini
è necessario continuare a cercare quei
genitori,
dati per dispersi…
Le autorità, i medici, gli psicoterapeuti
della protezione civile
dovranno loro spiegare e rispiegare tutto
questo:
che è necessario continuare a cercare quei
genitori:
perché, per quei bambini, ritrovarsi qui,
senza i loro genitori significa
ammettere la loro morte, e questo loro non lo vogliono.
Le autorità, i medici, gli psicoterapeuti
della protezione civile
dovranno loro spiegare e rispiegare tutto
questo:
che è necessario continuare a cercare quei
genitori:
per vincere il loro senso
di colpa di essere sopravissuti,

che è necessario continuare a cercare quei
genitori:
per vincere il loro senso di colpa di
essere sopravissuti,
per vincere la loro rabbia di essere stati
lasciati soli,
che, si può tradurre, anche,
in un paradossale odio verso quegli stessi
genitori dispersi,
odio che è in realtà amore,
ma anche rabbia per quell’amore,
apparentemente, perduto,
e che si è “lasciato perdere”
per aver lasciato quella terra,
per averli lasciati là,
dandoli per morti, senza magari esserlo
ancora,
per cedere loro una speranza di vita e di
futuro,
e, speriamo, che non sia così, per
elaborare quel lutto…
Tutto questo sentirà quel bambino
e se lo porterà nel cuore,
lo maschererà con un sorriso,
lo terrà chiuso dentro di sé,
fino a farlo esplodere in un gesto di
rabbia.
E’
bene che urli quel bambino e che sfoghi tutto il suo dolore.
E’ bene che tutto questo esca da lui
e che impregni quello che lo circonda e
non la sua anima.
Per evitare la PTSD,
la Sindrome da Stress post Traumatico.

Un compito difficile sarà per i parenti di
quel bambino,
rimasto al momento solo,
perché in questo momento dovranno essere
zii, nonni,padre e madre, insieme,
senza negare la speranza,
ma, sostituendola col loro esserci, col
loro amarlo,
in un momento, in cui non vorrà essere
amato da loro,
ma, dai genitori, che, non ci sono.
Dovranno aspettarsi gesti crudi,
quei parenti,
dovranno aspettarsi tutto quello che mai si aspetterebbero
e dovranno essere forti
e cercare in loro stessi e nel sostegno di altri, il modo per farlo.
Lo troveranno in psicoterapeuti, amici, sacerdoti.
Ma
non ci saranno abbastanza lacrime da piangere,
in questo fine e inizio del nuovo anno,
e tutti noi vorremmo,
se potessimo,
asciugarle tutte.

Gilberto Gamberini
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