Gilberto Gamberini
Se vuoi che qualcuno entri nel tuo
mondo devi prima….

"Il mio primo uso intenzionale del doppio
legame che ricordi con esattezza risale agli inizi dell'adolescenza. Un
giorno invernale, con temperatura sotto zero, mio
padre fece uscire dalla stalla un vitello per portarlo
all'abbeveratoio. Dopo averlo dissetato ripresero la via della stalla, ma
quando giunsero alla porta l'animale puntò testardamente i piedi e non volle
saperne di entrare nonostante gli sforzi disperati di mio padre che lo tirava
per la cavezza. Io stavo giocando con la neve e, al vedere quella scena,
scoppiai in una gran risata. Allora mio padre mi sfidò a fare entrare il
vitello nella stalla. Visto che si trattava di una resistenza ostinata e
irragionevole da parte dell'animale, decisi di dargli la più ampia occasione di
continuarla secondo quello che era chiaramente il suo desiderio. Di conseguenza
lo posi di fronte a un doppio legame: lo presi per la coda e lo tirai fuori
dalla stalla, mentre mio padre continuava a tirarlo verso l'interno. Il vitello
decise subito di opporre resistenza alla più debole delle due forze e mi
trascinò nella stalla" (fonte Milton H. Erickson, Opere complete vol. I,
Astrolabio, Roma 1982)."

Manipolazione
buona, perchè è nell'interesse del vitello entrare, fuori fa freddo, è
sotto zero e non avrebbe la possibilità di bere e di sopravvivere
Manipolazione buona perchè è il benessere
proiettato nel tempo quello che conta, e non solo quello di un momento...
Assecondare le resistenze....
Prescrizione
del sintomo, spingerlo a fare quello che sta già facendo...
spiazzandolo....facendogli
perdere gli schemi di riferimento abituali...

e se un vitello potesse pensare...ma non è
detto che ciò non sia...fargli deragliare
i suo pensieri...

L'animale come metafora
e come terapia....
l'animale come mezzo per
comprendere e superare i limiti che l'uomo possiede...

perchè non sempre l'uomo, approfitta ed
usa le sue risorse...non
sempre l'uomo comprende che esistere è la sua prima e grande potenzialità che
gli spalanca le porte
della vita...

nel relativismo
delle cose...nell'osservare le cose da punti
di vista differenti..senza perdere di vista le sue radici...togliendosi
la maschera...per
modificare la sua vita...ed in quei cambiamenti...rinascere, nel ricordo
di come era, proteso a quello che potrà
essere...per realizzare il suo mai sopito desiderio di realizzazione e
di libertà..

ma in tale anelito, in tale afflato,
qualcosa è già
mutato dentro...ed inevitabilmente, quando
ciò accade, poi si realizzerà anche fuori....dando un senso
alla sua vita...

Terapia fatta di racconti, di ricordi,
in cui la parola
diviene collegamento per tutta una serie di assonanze e di analogie
interiori...per ritrovare un amico in più...un
angelo...proiezione positiva di noi stessi e del nostro inconscio.....

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