Essere se stessi….
Se lo fossimo sempre.... ci
arresterebbero,
perché essere se stessi esprime una
libertà, a volte mal contenuta,
un quadro che cerca disperatamente i
pennelli ed i colori con i quali essere dipinto….

Essere se stessi ci spaventa, perché
abbiamo paura di non essere accettati,
ci sentiamo in una condizione di libertà
condizionata….
come se un grande fratello ci osservasse
sempre,
con l’eterna
paura del giudizio….
Parole mai pronunciate….mille ragioni per
non dirle….
contro una o due sole ragioni per dirle….
eppure la strada migliore è quella ….
quella di minoranza….
di scelte, alla apparenza inopportune, ma
che ti liberano dentro…..
meglio essere libero con qualche problema
in più che prigioniero….
con qualche problema in meno....
“Tua sorella si è sempre disinteressata
di tuo padre….perché lo hai fatto sempre tu….
non glielo hai mai urlato in
faccia….fallo ora….liberati la mente e il cuore….
urlala quella rabbia…..liberati ora che
sei dolcemente rilassato durante la seduta di ipnosi….fallo
ora….e sarà l’inizio di un nuovo fare….”

Essere
se stessi in un mondo fatto di apparenze…..
e di audience…..
sembra quasi una contraddizione….
è importante quello che gli altri possono
provare guardandomi….
Non puoi annusare una quercia come se
fosse una viola,
non puoi una viola aspettare che cresca
come una quercia ….
ogni cosa ha un suo senso ed un suo
destino…..
Essere se stessi è la cosa più facile e
più difficile del mondo…..
essere se stessi basta aprirsi come un
fiore
e parlare
a ruota libera di quello che celi cuore….
è guardare negli occhi senza sfidare ma
semplicemente per comunicare…..
è ascoltarsi per imparare ad ascoltare…..
fare le scelte opportune….
identificarsi per capire…..empatia
unirsi per condividere…..simpatia….
essere se stessi è andarsene se te ne
vuoi andare….
restare se vuoi restare…..
È come guardarsi allo specchio….non
resistiamo alla tentazione di truccarci….
di pitturare quel filo bianco di
capelli….
ll trucco ci valorizza ma ci può anche
nascondere…..

Essere se stessi è toglierci
la maschera e mostrarci come siamo…..
è la nostra più grande paura…l’incubo più
grande….
ma anche la miglior soluzione per noi
stessi….
perché solo compiendo quel passo iniziamo
la comprensione della nostra vita
e di quella degli altri….
Ricordo un amico
…..
Osare non voleva
dire provare tutti i tipi di droghe per sentirsi libero…..

Non fatevi
infinocchiare dagli adulti che vi vendono merda…..
siate voi stessi
e dite di no…
La
droga è una scorciatoia per l’inferno….è un modo per rendere ricchi gli
ancora più ricchi è un modo per impoverirvi dentro e fuori, e vi rende
schiavi….

Osare, per
lui, voleva dire essere se stesso
seguire le proprie idee….
Mario
Lizzero, comandante partigiano, poi
parlamentare per più legislature, presiede della commissione difesa, una casa
vecchia in un vecchio quartiere, un auto vecchia, una cena come quella di
tutti, una vacanza in un mare italiano, perché come diceva lui “io sono uno di
loro uno dei tanti e non posso fare e vivere cose diverse da quelle che vivono
loro”
la sua casa era
piena di libri “perché sono ignorante mi rispondeva non ho studiato quello che
so è troppo poco” fu lui che comandante partigiano “Andrea” cercò di
incriminare, minacciandolo di fucilazione,
“giacca” un partigiano dei suoi che, forse, per compiacere i titini sterminò i partigiani bianchi a
Porzus…..
già
perché Mario Lizzero non distingueva gli uomini dal loro colore……era se
stesso….
Mia
nonna materna che il primo maggio metteva il garofano rosso….

Essere se stessi
si rischia la solitudine l’isolamento, ma non è un isolamento vuoto perché è un
isolamento pieno, in compagnia delle tue idee….
Essere
se stessi non vuol dire servirsi degli altri per emergere e brillare,
dovete brillare
di luce propria oppure cercarla quella luce
Io
c’è l’ho più bello di……io sono meglio di……io io io…..ipertrofia dell’io….siate
voi stessi….ma non quel fastidioso voi stessi….che sa di zanzara o di mosca
imprigionata….
Siate uccello
che vola più alto….

Se siete
tristi….fate qualcosa per non esserlo più…..allontanate la melanconia….o accettatela
per un momento……

Abbassate
l’elmo stringete i pugni sollevate lo scudo e combattete…..siate voi
stessi….
Forse
bisognerebbe proiettarsi un pochettino più in là di quell’attimo
fuggente…perché quell’attimo ci può fare perdere di vista il tutto…..lo
scopo e l’obbiettivo della nostra vita…
Essere se stessi
dove e quando e come?
Nella vostra
vita privata sempre, altrimenti vi perderete…..
Nel lavoro se è
possibile….
Non
mettete mai tutto sullo stesso piano le due realtà sullo stesso piano è il
modo migliore per non ottenere nulla e per non esserlo mai…
Dovete darvi
degli obbiettivi realizzabili altrimenti vi sentirete castrati dalla vostra
impossibilità….
Dovete
leggere in voi stessi e leggere le pagine di cui siete scritti…..
Senza
dimenticare che anche gli altri hanno questo diritto e che non c’è un libro
migliore degli altri…..cercherete un libro simile al vostro….non perdetevi coi
fumetti se cercate una enciclopedia….a meno che trovando i fumetti scoprite
che contengono molte più verità di una
enciclopedia….
Essere se stessi
Si è a
portati a strafare….ma in quel tentativo…..
Per
essere qualche cosa di più si diviene qualche cosa di meno….
Ghandi
“Sono fedele soltanto alla verità e non
devo obbedienza a nessuno, salvo che alla verità” ….fu se stesso…..
Ma quanto tempo occorre per ottenere questi risultati?
....Erickson risponderebbe "col tempo
che ci vuole"
L'idea di ottenere il massimo col minimo dello sforzo
è virtuale. Se vuoi essere reale devi ammettere a te stesso
che nella vita otterrai, a volte, il "minimo" col
massimo del tuo sforzo. ….

A volte non ti
basta una vita per essere te stesso….
pensi di dominarla
la vita…ma è la vita che domina te……
pensi che
arrivando in alto sarai più libera,
ma troverai sempre
qualcuno più in alto di te….
e quell’arrivare
in alto ha un suo prezzo…..
di cui la vita ti
chiede il conto….
come Marilyn
Monroe….
La bellezza
ideale, che ognuno in se possiede, senza seguire alcun modello, che non sia
il proprio. Per non costruirsi montagne di grasso attorno, come nella bulimia,
o divenire ombre, bambini e ragazze quasi invisibili, come si sentiva Marilyn
Monroe.
E necessario partire da dentro, per creare
un autostima
personale che prescinda da modelli e condizionamenti. Il contatto con noi stessi è difficile,perché nel profondo,
possiamo trovarci nudi di fronte
alle nostre incertezze e alle nostre
paure.
A volte, si preferisce dimenticare quello
che si è, protesi a diventare quello che non saremo mai, e che forse non
vorremmo mai essere.
Nel vuoto che si forma tra i modelli
famigliari inadeguati ed i modelli
crudeli che la società propone, si alimentano le incertezze individuali e la ricerca di forme di auto spegnimento, per
una energia interiore che non riesce a nascere, o che si spegne strada facendo.
Le famiglie e la società hanno perso,
strada facendo, molti ideali, e non ne propongono di nuovi, ma costruiscono
insieme meccanismi che stritolano la speranza dell’individuo alla sua
affermazione.
Soli dentro e soli fuori.
E quando ci si sente soli ed inutili,
qualsiasi droga
o qualsiasi modello sostituisce il proprio, che non ha il tempo e il luogo per
nascere.
E quando
ci si sente soli, e la ricerca della visibilità cozza contro non
oltrepassabili muri, ci si sente
invisibili dentro, ed allora si desidera essere invisibili anche fuori.
Le mille
domande della Psiche,
si risolvono spesso, strada
facendo, lasciando scorrere
la nostra vita, piuttosto che fermarsi nelle sue mille stazioni.
Le tecniche
"non tecniche" usate da Milton
H. Erickson sono infinite, e si adattavano per ogni singola persona,
di per se irripetibile,
Una tecnica
codificata e rigida diventa un limite che impedisce, al terapeuta, di
sperimentare nuove
strade.
Allo stesso modo,
Milton H. Erickson, rifiutava di incasellare un paziente con una diagnosi
senza speranza, perchè impediva
la possibilità di guarigione.
Perché non è
tanto il tipo di malattia che ci impedisce o meno di guarire, ma il nostro
atteggiamento verso la malattia...come
noi ci poniamo..
Se faccio di
tutto per guarire e voglio guarire nessuna diagnosi è necessariamente
categorica, viceversa se non faccio nulla ed aspetto
che tutto avvenga, anche una semplice disturbo diviene un ostacolo
insormontabile.
E’ come
ci poniamo di fronte ad una montagna che la rende invalicabile, non la montagna
di per se.

Se la salita è
molto ardua, avremo bisogno di molto
allenamento e di procedere per gradi successivi, passo
dopo passo, e, senza rendercene conto, ci troveremo al
di là dell’ostacolo......
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