Goran
Bregovic
In
the death car we are alive
Gilberto Gamberini
Goran Bregovic
Genio e poesia, ladro di pazzia e di
canzoni
bevitore di
vita in un baccanale che la spegne
ma è solo
apparenza
una scintilla e
Goran Bregovic rinasce come Chimera…..
Vita e morte
che si rincorrono in Bregovic, come la sua terra i Balcani,
mai sazia di
rosso….sangue?….
o forse è solo vino…..
Suoni
esagerati, suoni calmi e antichi,
equilibrio
e disequilibrio, eppure ami il paradosso Bregovic….
Paradossale lui
stesso…..
vita e allo
stesso tempo ricordo di un qualcosa che non esiste più….

Ci mancherà
Bregovic….ci mancherà come un tramonto
rosso fuoco
che lui ha
saputo riempire con un colore
in più
che quando
cerchi definire che cosa sia si spegne nel crepuscolo….
Bregovic, contraddizione umana del
crepuscolo e del solare,
bimbo
invecchiato, anziano
senza saggezza,
genio dal cuore
autostradale che ti porta oltre ai confini del mondo….

Fragile e mimo dei tempi che la vita non ti concede,
si porta dietro
il dolore e l’allegria di una terra martoriata….
come se lui ne
avesse le stigmate…..
Fai ridere e
piangere Bregovic….come la vita
Viaggio e musica, un
binomio affascinante ricco di implicazioni emotive, culturali…
terreno fertile
dove nascono e si sviluppano percorsi
creativi e ricerche di nuovi linguaggi contigui all’evoluzione stessa della
musica.
Goran Bregovic
in concerto a Trieste
Bregovic ancora
in viaggio
così come viaggio è anche vita
protagonista in
una trama che va costruendosi poco alla volta nella musica che è ,
stasera,
spirito gitano, intreccio di popoli, canto di emozioni.
voce che
diventa sussurro e popolo, cupa e chiara,
con le mille
atmosfere aguzze dei Balcani,
mai dome, mai
sazie, mai contenute….esagerate e intime insieme….
Suona vestito
di bianco, accompagnato da maestri di strumenti a fiato
vestiti con gli
abiti semplici della sua terra,
in un concerto
che coinvolge
sempre più, che segna il ritmo, che entra
dentro, che ci confonde…

Un laboratorio
creativo in cui morte e vita si alternano…
così è la vita…
Ritmata,
coinvolgente, dolorosa,
eccentrica, coraggiosa,
perduta e
ancora ritrovata….
Kalasnicov,
ultimo brano di 4 bis concessi ad un pubblico che non smette di applaudire…
Mentre
risuonano nella mente le parole
“ in the death car we are alive”…
Afferrami forte
Entra in me e
non lasciarmi che mi porti via la morte…
Oltre la fredda
tomba il colore del tuo corpo scalderà la mia eterna magia
Un battito
d’ali su un vestito bianco come un angelo
che se ne và via
Ti lascio un
ricordo…
Un bruciare nel
cuore…
le orecchie che
scoppiano
e tu…. che non
ti liberi dal mio odore
di alcool e cocaina
nel momento in
cui la morte si avvicina
Corpo di
bambina… tienimi vicina…

Gilberto Gamberini
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