I percorsi della memoria Da Primo Levi alla Masseria delle allodole……

Gilberto Gamberini

 

www.gilbertogamberini.it

 

Copyright © 2004-2008  [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

 

 

 

foto intervento

I percorsi della memoria Da Primo Levi alla Masseria delle allodole……

 

Due giorni fa l’anniversario di un grande scrittore…

la scomparsa di Primo Levi…..

che ha saputo mettere in toccante rilievo di cronaca e di poesia

la scomparsa dell’uomo….

l’uomo che scompare per poter restare in vita….

per sopravvivere al lager…..

 

Non c’è odio in Levi….così come non c’è odio nel film dei fratelli Taviani….

tratto da un libro di Antonia Arlsan....

ma un continuo non capire….

una incredulità sulla crudeltà umana……perché senza risposta….

 

Filo conduttore dei due eventi….il genocidio….

l’importanza della testimonianza della memoria

affinché quel passato non si ripeta mai più….

 

C'era poca gente nel cinema ieri sera.....troppa poca gente per un film così toccante.....

Chissà se le scuole, presidi ed insegnanti hanno fatto la fila per portare i loro studenti?

Li vedo a  folle.....

devo essere ubriaco......

 

Ricordi personali, Venezia....l'isola di San Lazzaro degli Armeni.....

 

Poi ripiombi nella realtà....

 

nella sala del cinema entra  una donna….. sembra molto più anziana .... robusta….

sono le rughe che le scavano il viso e le gambe gonfie che la caratterizzano.....

la accompagnano due figli....non la toccano, ma la accarezzano da lontano.....

 

ha un incedere lento ed elegante….

di una dignità operaia e di servizi....

impedita dall’età e dalle fatiche….

 

mi passa davanti….

non ci siamo mai visti prima …..ma i nostri sguardi si incrociano…..

mi dice

”soi armena….questa è la nostra istoria!”

 

lo afferma con fierezza….

di chi ha tanto atteso e forse dovrà attendere ancora,

perché gli oppressi hanno solo un diffetto….

essendo oppressi ….uccisi, traumatizzati, feriti dentro e  fuori come agnelli pasquali …

non possono raccontare…..

i morti appartengono alle terre del silenzio…..

 

sono gli oppressori che raccontano….

e in genere gli oppressori si assolvono, dimenticano….

voltano pagina alla loro vita per poterla vivere ancora….

per sfuggire al PTSD….

che colpisce vittime sopravissute e gli oppressori….

 

Ma quella donna anziana aveva il suo dito ancora su quella pagina e non la voleva girare,

i vivi che difendono il ricordo e la dignità dei morti hanno una regalità interiore anche se sono cenerentole…..

 

Inizia il film….ti viene voglia di uscire più volte….

come è strano che sia successo ….eppure è successo….

perché anche tu sei incredulo come i protagonisti

della shoa ebraica, delle persecuzioni dei diversi e  del genocidio armeno ….

non comprendi come sia potuto accadere….

 

Alla fine….c’è un silenzio strano…attendi ad uscire….senti le gambe molli...

 

La donna... ancora là seduta…con lo sguardo fisso sui titoli di coda

e poi sullo schermo vuoto,

con altre immagini e ricordi personali e raccontati

che fanno parte della coscienza di un popolo….

e che restano là impressi sulle sue rughe che divengono percorsi di lacrime….

 

Gli armeni attendono ancora…..

quella donna attende ancora….

e diviene il simbolo di tuti coloro che attendono....

 

E le lacrime percorrono le rughe delle terre del silenzio del viso…

che non sarà mai più sorriso…

“questa è la nostra historia…io soi armena”

 

la libertà è un fiore che appassisce....

se non viene nutrito dalle lacrime....

c'è ansia di salvatori.......

Gilberto Gamberini

 

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