Emozioni e realtà

(Gli schemi rappresentazionali)

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Emozioni e realtà

(Gli schemi rappresentazionali)

L’inconscio non è in rapporto diretto con la realtà ma con una propria rappresentazione di questa, totalmente individuale e personale.

Questa rappresentazione avviene attraverso i canali sensoriali: il visivo, l’auditivo ed il percettivo sensoriale.

Il percettivo sensoriale comprende il tatto il gusto e l’olfatto.

Nell’ambito della comunicazione ci mettiamo in rapporto con la realtà usando prevalentemente uno o l’altro schema di rappresentazione.

Tale decodificazione varia tra le diverse persone ma anche nello stesso individuo. Nell’ambito di diversi oggetti o situazioni, la stessa persona può usare canali diversi, per rappresentare la realtà.

Per esempio, comprando un paio di scarpe, potrebbe dare più importanza all’aspetto percettivo sensoriale, in altre parole, le scarpe dovrebbero essere comode e leggere come un guanto; invece, comprando un’auto, potrebbe dare più importanza all’aspetto visivo, cioè dovrebbe essere bella lucida, con le cromature luccicanti al sole.

Una comunicazione globale tra il terapeuta e la persona dovrebbe comprendere tutti e tre i sistemi di rappresentazione della realtà e permettere passaggi dall’uno all’altro.

Per instaurare il rapport, il terapeuta ricalca i messaggi verbali e non verbali della persona.

Se una persona, nel descrivere le sue vacanze estive, cita il colore della sabbia dorata del mare blu con chiazze di verde intenso, della schiuma delle onde che s’infrangono sulla riva, è evidente che il terapeuta, per essere in sintonia con lei, deve elaborare gli elementi e le situazioni, secondo lo schema di rappresentazione della realtà che gli è stato proposto.

In questo caso dovrà prediligere un linguaggio visivo, per entrare e per mantenere la comunicazione.

 

 

Se il terapeuta decidesse d’imporre un linguaggio percettivo sensoriale, creerebbe fastidio e la persona si sentirebbe non capita nella sua comunicazione.

Esiste un linguaggio per ogni tipo di canale con cui rappresentiamo la realtà.

Esiste un linguaggio visivo, attraverso gli elementi descrittivi usati ed anche attraverso l’uso di parole che richiamano direttamente quello e non altri canali sensoriali.

Ad esempio, i termini: “Vedi, guarda, occhi, immagine, monitor, schermo, film, quadro, colore ecc.ecc..”

Esiste un linguaggio percettivo sensoriale che, oltre al modo di descrivere i fatti, ha delle parole che richiamano direttamente delle sensazioni.

Ad esempio i termini: “Senti, provi, percepisci, assapori, comodo, dolce, odore, gusto, ecc.ecc..”

E’ chiaro che nulla è così assoluto, in quanto qualsiasi parola, con l’aggiunta di qualcun’altra, può introdurre uno schema di rappresentazione diverso.

Sono molto avvincenti le frasi che hanno un po’ dell’uno ed un po’ dell’altro, come nel linguaggio poetico la frase: “Ascolta… si fa sera”.

Quanto detto finora vale anche per il canale auditivo.

Ad esempio, termini quali: “Ascoltare, udire, suono, fruscio, rumore, musica ecc.ecc..”

In realtà, quello che sembra vero non è sempre è vero, in quanto l’elaborazione dei dati è sempre molto personale.

Se un pesante quadro si stacca dalla parete e cade in testa a qualcuno, quel qualcuno assocerà sempre la parola “quadro” ad una dolorosa sensazione e non ad un’immagine. Allo stesso modo, una musica può evocare immagini e sensazioni. Il discorso può allargarsi all’infinito.

Nel linguaggio inconscio immagini, sensazioni, suoni si mischiano tra loro, si accavallano e si alimentano in modo analogico, dando luogo ad una comunicazione che in apparenza è difficilmente decifrabile.

 

In Psicoterapia, nell’induzione d’ipnosi, e nella comunicazione in generale, può essere utile comprendere quale canale sensoriale una persona sta usando in quel momento, specie quando la comunicazione si svolge senza l’uso della parola.

Attraverso gli accessi oculari, possiamo capire quale canale sensoriale la persona sta usando nella elaborazione dei suoi pensieri non ancora espressi o se mentre li esprime a parole in un modo, li percepisce dentro di sé in un altro.

I segnali d’accesso oculari sono il visivo interno ed esterno, l’auditivo interno ed esterno, il percettivo sensoriale interno ed esterno.

Il visivo si manifesta attraverso il movimento degli occhi verso l’alto. Il visivo interno verso il canto interno degli occhi, il visivo esterno verso l’esterno.

Rappresentano rispettivamente l’immaginazione ed il modo di raffigurare la realtà.

Il canale auditivo si esprime attraverso un movimento in senso orizzontale, sulla linea degli occhi.

L’auditivo interno verso il canto interno, l’auditivo esterno nella direzione opposta. Rappresentano rispettivamente il pensiero e l’ascolto.

Il percettivo sensoriale si manifesta attraverso il movimento degli occhi, verso il basso.

Il percettivo sensoriale interno, verso il canto interno dell’occhio, rappresenta come mi percepisco dentro.

Il percettivo sensoriale esterno, verso l’esterno, sta a significare che sto raccogliendo ed elaborando le sensazioni che provengono dal da fuori.