I BIS

 

 

La psicoterapia  perduta di Milton H. Erickson

 

 


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Udine Corso di Comunicazione e Ipnosi Ericksoniana 2009

La psicoterapia perduta di Milton H. Erickson

La psicoterapia e l’ipnosi ericksoniana sono uno strumento per comunicare ed interagire
con la parte emozionale.
E’ un mezzo rapido, per comunicare con la parte emozionale,
in quanto parla il suo stesso linguaggio
e si pone sulla sua stessa lunghezza d’onda.

La parte emozionale
possiede molti più dati della parte razionale,
circa 10 volte di più e questi dati,
che non vengono vagliati e filtrati a livello cosciente,
continuano ad essere immagazzinati
e ad interagire tra loro durante tutto il ciclo della nostra vita,
creando una enorme banca dati.
I dati assunti vengono catalogati, non secondo logica,
ma seguendo una analogia di suoni, immagini e sensazioni.

Il modo di procedere della analogia è in tutti le direzioni possibili,
dentro e fuori di noi.
I dati inoltre, interagiscono e si mischiano tra di loro
superando il limite dello spazio e del tempo,
nel senso che nello stesso tempo
o in tempi immediatamente successivi, come se entrassi in una macchina del tempo, possono accadere delle cose che a livello logico non potrebbero accadere.

La massima realizzazione della parte emozionale,
il suo film più espressivo, si ha nel sogno,
quando stacchiamo la spina dalla realtà razionale.

La psicoterapia e l’ipnosi ericksoniana si potrebbero
definire anche un sogno guidato….


Possono essere intesi come una serie
di parole chiave
e di comportamenti di sintonizzazione,
per accedere ai dati che possiede la nostra parte emozionale.

E’ un sogno ad occhi aperti
in cui immagini, suoni, sensazioni non sono più solo quello che sono
ma stimolo per un sacco di collegamenti interiori
di altre immagini, suoni e sensazioni,
dove chi la riceve
è sempre pienamente padrone della sua integrità psico-fisica,
solo che la sta vivendo ed affrontando attraverso le sue emozioni.

E’ un po’ come quando sfogliamo un vecchio album di fotografie
(che è una forma di regressione nel tempo spontanea)
Se lo facciamo lasciandoci coinvolgere dalle foto che vediamo
e se addirittura noi riviviamo i momenti di quella foto:
se rivediamo persone che non ci sono più, le percepiamo, le udiamo
e, magari addirittura, siamo là anche noi in quello spazio ed in quel tempo: ebbene noi siamo in un sogno ad occhi aperti.

Per interromperla è semplice:
basta che richiudiamo quelle pagine e tutto vola via,
perché noi sapevamo,in qualsiasi momento, che erano cose
che appartenevano all’universo della nostra memoria.

E’ un qualcuno,
che con la sua presenza, ci accompagna
a fare tutto questo, quando da soli,
in quel momento nella nostra vita non abbiamo la forza per farlo.

Ma non è solo un guardarsi indietro,
ma, un guardare in ogni direzione della nostra esistenza,
indietro, nel presente e nel futuro,
alla ricerca della essenza della vita e dei suoi significati.

I ritmi della La psicoterapia e l’ipnosi ericksoniana
ricalcano il funzionamento della parte emozionale:
la sintonia dei suoni, delle immagini, delle sensazioni, la respirazione, il tono della voce, le parole usate come assonanza,
la libera elaborazione dei dati proposti, il modificarsi dei gesti e delle parole in base ai desideri e reazioni di chi la riceve,

Chi la riceve diventa un compagno di viaggio
di una strada che si compie insieme.
Le tecniche sono infinite, ma la vera tecnica è una non tecnica, è una sincera comunicazione delle nostre emozioni,
perchè in questo tipo di rapporto sono acuite,
al massimo livello, nelle due direzioni
(da parte di chi la fa e da parte di chi la riceve)
la percezione dell’altro.
per cui quello che si comunica lo si deve provare dentro.
altrimenti non si riesce che a rimanere alla superficie delle cose.


Nella La psicoterapia e l’ipnosi ericksoniana
sono fondamentali, proprio perché suscitano emozioni:
un parlare per immagini, per tonalità di suoni e per percezioni interiori,
e per metafore,
che danno un coinvolgimento indiretto a chi le recepisce,
che non sentendosi preso direttamente in mezzo,
ha l’opportunità e il tempo di trovare, alla fine,
quello che stava cercando,
in quello che si racconta e che si vuole trasmettere.

Le metafore sono suoni,
una canzone,
le parole,
che non sono più solo parole
ma, che diventano uno stimolo per un sacco di collegamenti interiori
e che generano altri suoni, altre voci, altre immagini, altre percezioni.

E da quell’enorme serbatoio della vita
possiamo attingere nuovi stimoli,
nuovi sogni da realizzare nella vita di ogni giorno,
e possiamo riappropriarci del nostro paradiso perduto.

fonte www.gilbertogamberini.it

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