LA VOCE E LA PAROLA
Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti
riservati
La cadenza e le
variazioni del tono verbale.
Per
entrare in comunicazione, per creare rapport
con gli altri uno dei primi ritmi a cui
ci adeguiamo, cioè che ricalchiamo, è quello della loro respirazione.
Noi possiamo metterci in rapporto anche
con una persona che sta dormendo, che ha staccato la spina dal suo visivo
esterno, ma che continua a comunicare verso l’esterno attraverso il canale
auditivo e cenestesico. Noi possiamo sincronizzarci sul ritmo del suo respiro,
respirando insieme a lei, alla sua stessa velocità intensità e frequenza. Dopo
un po’ di tempo, possiamo provare a controllare se siamo in rapporto, variando
la velocità della nostra respirazione e
verificando se anche la sua varia con noi. Se lei accelera, anche noi
acceleriamo, poi progressivamente possiamo cominciare a rallentare il ritmo
della nostra respirazione e se anche lei
rallenterà con noi, significa che abbiamo rapport. Fatto questo,
possiamo sincronizzare la cadenza della nostra voce con le sue inspirazioni e dire delle cose o
porre delle domande. Potremmo anche
toccarla per metterci in comunicazione con lei. Infine le daremo delle istruzioni
per poter rispondere; ad esempio attraverso i movimenti del corpo.
La cadenza della voce del terapeuta è
tendenzialmente lenta calma e si
sintonizza col ritmo del respiro dell’altro. Le parole
entrano in sincronia con la sua inspirazione. E’ come se si sciogliessero nel suo sangue
assieme all’ossigeno, per poi
raggiungere il profondo dove sono assimilate elaborate e consumate. Poi quello
che resta fuoriesce all’esterno, assieme all’espirazione, alla ricerca d’altre
parole. Se io ad ogni inspirazione conto un numero, aumenterò il rapporto ed
approfondirò l’intensità della trance. Il contare in crescendo, per esempio dal
numero 1 al numero 10, sulle inspirazioni fornisce al altri una serie di
istruzioni per apprendere e per fare, mentre il contare in decrescendo dà una serie di segnali per ritornare.
Come diceva M. H. Erickson: “Per
mantenere fissa l’attenzione del altri
su di voi, dovete cercare di parlargli come se steste parlando solo a lui.
Non dovete mai parlare in un tono di
voce troppo basso…La vostra voce andrà solo da voi a lui, lì e non oltre…La
mia voce ti accompagnerà ovunque andrai..” Infatti, nella trance ipnotica, la distinzione tra
terapeuta e altri viene abolita. L’altro sente la voce che proviene
dall’esterno come se provenisse dalla propria testa. La voce del terapeuta diventa la sua voce interna.
Le
variazioni del tono della voce sono dei segnali. Ad
esempio, per approfondire, il tono
della voce sarà più profondo, a volte quasi sussurrato, oppure, per porre fine
all’induzione, sarà molto simile a quello che si usa comunemente nel linguaggio
di tutti i giorni.
Le
pause indicate nel testo da tre
puntini consecutivi sono lo spazio
temporale che intercorre tra una inspirazione e l’altra; in realtà possono
essere anche più lunghe e possono anche
essere annunciate verbalmente dicendo: “Ti do un po’ del mio silenzio“. Le
pause sono necessarie per dare il giusto tempo, per recepire, per elaborare
a livello inconscio. Rappresentano il
momento per riflettere e per riflettersi.
Le
sottolineature per analogia sono
delle parole che vengono calcate
verbalmente o pronunciate in un certo modo. Le sottolineature si ottengono
rallentando ancora di più la cadenza della voce, variando il tono della voce
oppure inserendo una pausa prima o dopo . Le sottolineature
diventano una ulteriore suggestione indiretta, all’interno della stessa
induzione d’ipnosi.
Tutte i tipi di parole possono essere
usate in questo modo, in quanto non conta
tanto quello che si dice, ma come lo si dice; comunque, ricordiamo tutte le
transizioni verbali e descrittive, le gratificazioni, ad esempio “ Molto bene “
“ Hai una forte volontà “ certe parole
che confermano una aspettativa
od un desiderio come “ Goditela ancora
di più “ “ Ti puoi lasciarti andare ancora di più “ ecc. ecc. Le parole, inoltre, vanno oltre il loro
significato intrinseco e diventano assonanze di suoni che creano altre
assonanze interiori di immagini e di sensazioni.
Diventano
linguaggio
del profondo.
liberamente
tratto e modificato dal libro Ipnosi
Dilatare la mente per con conoscere e trasformare la realtà Giunti
Editore Autore Gilberto Gamberini
Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti
riservati