
Gilberto Gamberini
Depressione Che fare quando colpisce i nostri figli?
La depressione
non si esprime solo nel classico
abbattimento del tono dell’umore,
può
mascherarsi con dolori, vertigini, cefalea, astenia (stanchezza)
sintomi che si chiamano disturbi
psicosomatici,
cioè problemi psicologici che si
localizzano con tutta la loro drammaticità
e non spiegabilità sul corpo,
spesso passando da un luogo all’altro,
come per dimostrare la loro forza.
Sembrano dirti “vedi siamo più forti di
te….piccola merdaccia”
Ma se il mitico Fantozzi, poco poteva
contro l’ineluttabile destino gestito dai
conti,
commendatori,
gran farabutt,
il piccolo ragazzo può molto….
gettando a mare, non se stesso,

ma, i propri disturbi,
esprimendo quello che deve esprimere,
comunicando,
ed anche urlando, se occorre,
senza illudersi che le
cose possano migliorare tenendole dentro,
perché noi ci riempiamo di quello che
abbiamo dentro,
e perdiamo in quel confronto,
se
non accumuliamo esperienze positive.

Piccolo inciso, a forza di usare windows
vista mi sta venendo la vera depressione,
microsoft ritornami i miei
quattrini......please....
Torniamo a noi....
A volte, la depressione inizia con
un disagio,
che può divenire ansia,
e angoscia
e può esprimersi con l’abbandono
scolastico.
Ma lo sconsiglio,
perché senza alternative la vita è ancora
più intricata....

se abbandono vuol dire un periodo di
riflessione attiva,
una specie di meditazione in movimento,
una sorta di tai chi chuan,
che un lavoro o uno sport possono dare,
forse può essere una eventualità da
valutare….
Ma una eventualità non toglie i dubbi,
è comunque interrompere un tragitto,
un percorso,
è perdere un ritmo,
è sentirsi messi in disparte,
perché, comunque gli altri proseguono
e "gli interrotti" restano
indietro,
con i problemi che, invece di scemare,
possono divenire più grandi.
Ragazzi che fare?
Non mollate un percorso,
tenete duro,
cadete ma rialzatevi,
piangete ma rialzatevi,
soffrite ma lottate,
non è per gli altri,
non è per accontenatre i
vostri genitori che lo fate,
ma, per voi stessi.

Si…la vita è quella che è,
le prospettive quelle che sono,
la società è malata,
ma, voi non lo siete,
uscite dal letto del dolore e della
autocommiserazione
ed iniziate una strada virtuosa
e conducetela a termine….
Non
fatevi sopraffare dalla paura….
Stranamente ne siete colpiti voi,
i più fragili,
i migliori,
quelli che sentono le emozioni,
e che non si riempiono delle cazzate
televisive,
i più puri,
le carte veline che non reggono il
vento….

Sputate sulle vostre mani,
e sui vostri piedi,
ed allenatevi a vivere….
E se non ci riuscite, ancora,
non preoccupatevi,
prendete le nostre mani e reggetele
forte,
insieme ….


abbiate
fede il domani può essere meraviglioso....
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