Gilberto Gamberini

 

www.gilbertogamberini.it

 

Copyright © 2004-2008  [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

 

Depressione mascherata

 

 

Credo che la depressione prima o poi accada a tutti...

non parlo della depressione eclatante con tutte le sue stigmate,

ma, di quella mascherata,

di quella che metabolizza eventi che in realtà non vengono metabolizzati,

ma si accumulano in noi comprimendo altri fatti antecedenti,

urtandoli, scuotendoli  e sommandosi a loro.

 

La Depressione mascherata non appare, ha una sua timidezza intrinseca, un falso sorriso esteriore, che permette di restare in balia del proprio malessere interiore.

 

E’ la più pericolosa perché non apparendo, si alimenta poco a poco, goccia dopo goccia, e viene lasciata fermentare come un vino.

 

Ma dentro la botte tutto accade.

 

A volte, vi è una condizione di fondo,

a cui spesso i ricercatori danno una connotazione genetica,

anche se a volte la giustificazione genetica, poi,

esime l’essere umano dal cercare di fare qualcosa per mutare le cose,

in una sorta di ineluttabile fatalità e di inanizione;

che poi diventa il terreno fertile della depressione. 

 

In una situazione di fondo,

basta che si inseriscano una serie di elementi minimali,

che accadono a cascata,

per far precipitare le cose,

per colmare e far traboccare un contenitore di negatività, oramai pieno.

 

Accade  proprio perchè nella vita accadono delle cose…

se la vita la si vive...

ogni evento ha un suo inizio un suo rovescio ed una sua fine...

sempre che ci sia una partecipazione emotiva…

 

per evento intendo qualsiasi cosa abbia un impatto emotivo...

un amore…una delusione per qualcuno o per qualcosa…una mancanza...

un lutto per un essere animale (ne sanno qualcosa gli anziani e i bambini)

o per un amico...un conoscente o uno sconosciuto (in una specie di trasfert)..

un proprio caro…

un evento può essere una malattia...un dolore....un evento di inconscio collettivo...

i bambini di Beslan..

(in cui una madre di qualunque nazione trasferisce nell'evento la partecipazione del suo ruolo di madre)...

lo tsunami...chi non ha avuto…un conoscente un vicino di casa un amico o un parente che poteva essere la…oppure chi non è mai stato in quei luoghi?

Se c'è stato trasferisce comunque il fatto che avrebbe potuto esserci anche lui.

 

In altre parole,

l'identificazione, la partecipazione, il transfert fanno parte della nostra vita emotiva.

 

E la nostra emotività sopporta solo quello che può sopportare

non quello che noi vogliamo che sopporti, in una sorta di onnipotenza dell’Io.

 

Gilberto Gamberini

 

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