La
Depressione Chiamatemi Mimi
La Depressione Chiamatemi
Mimi
Interprete Mia Martini
Testo De Gregori
Ci sono canzoni
che esprimono realtà, ci sono canzoni che ci fanno soffermare sulla realtà
della Depressione, su quel “mal della vita” che tormenta un po’ tutti nel corso
della esistenza, e che spesso viene superato, quando si esauriscono i motivi
che lo hanno generato, ma che per qualcuno, più fragile degli altri, diviene un
punto di non
ritorno.
Quando i pensieri hanno
la stessa tinta dei neri capelli e quando quel camminare su un ponte e quel
guardare giù, diviene ipnotizzante, fino a farti pensare che quel gran salto ti
liberi da quella oppressione interiore che non sopporti più, e non c’è nessun
Angelo che ti trattiene.
A volte potremmo essere
noi quegli angeli, e non occorre essere psicoterapeuti per aiutare qualcuno.
Cosa lo spinge laggiù,
oltre il non ritorno, nelle terre del silenzio, dove l’acqua scorre senza far
rumore?
Il quotidiano di tutti
noi, piccole
e grandi delusioni, dissapori, dolori, amori persi, un successo o una
occasione mancata, un senso di incolmabile incomprensione e solitudine,
mancanze, disistima, fragilità, elaborati a spirale nel chiuso della mente, che
quando occupano tutti gli spazi diventano insostenibili.
Ma tu comunque esisti...
”Sarà
che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci
girano intorno
con le bocche
fumanti…..
Come passa
quest'acqua di fiume
che sembra che è
ferma,
ma hai voglia se
va,
come Mimì che
cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come la lacrime
tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti
vede,
e nessuno ti
vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra
al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare",
il tuo amore è
un segreto,
il tuo cuore è
un divieto,
personale al completo, e va bene così.
Chiamatemi Mimì,
chiamatemi Mimì.
Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c’è Mimi che
cammina sul ponte per mano alla figlia e che guardano giù.
Per la vita che
ho avuto e la vita che ho dato,
per i miei
occhiali neri,
per spiegare
alla figlia che domani va meglio,
che vedrai cambierà.
Come passa
quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai
voglia se va,
come Mimì che
cammina per mano alla figlia, chissà dove va.”
Vedrai,
vedrai...non so come , dove o quando, vedrai che cambierà,
forse non sarà
domani,
ma un bel
giorno cambierà...
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