
La Fede sconfigge la Depressione?
Gilberto Gamberini
Copyright ©
2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.

La
Fede sconfigge la Depressione?
Credere in Dio è un'ottima metodologia per eludere il rischio di cadere in
depressione. Chi ha fede, infatti, pur vivendo in situazioni di pesante disagio
sociale, riesce a controllare meglio i propri flussi emotivi, e la regola è
valida soprattutto per le persone di colore. Ciò è quanto rivela un'indagine
compiuta dai ricercatori della University of Chicago.
Lo studio ha preso in considerazione, oltre al livello di fede, anche alcuni
parametri relazionali: ebbene, i neri risultavano molto più esposti al rischio
di depressione, dal momento che per loro il rischio di emarginazione, di
discriminazione ed esclusione era molto più elevato rispetto ai soggetti bianchi.
Nonostante queste condizioni sfavorevoli, però, i neri risultavano avere un
miglior controllo della propria emotività, e questo grazie alla fede.
….Fonte: Spiritual Search
News
Se dentro di me trovo solo pioggia
e tenebre,
mi rivolgerò più in alto verso il
sole per asciugarmi ed illuminarmi.
Si, la fede può essere un buon modo per
uscire dalla depressione perché l’uomo moderno che crede solo in se stesso e su
quello che solo lui si sente in grado di costruire, quando sente vacillare
questo suo credo, quando tutte le sue convinzioni gli crollano addosso si
riempie della propria melanconia e della propria solitudine.
L’uomo si
riempie di quello che trova dentro di se.
E se trova pioggia si riempirà di quella
pioggia.
E quando la società moderna,
invece di ideali e sogni da cullare,
continuerà a riempirlo di oggetti,
che dovrebbero colmare quel vuoto?
Allora l’uomo si rivolgerà ad altri uomini
per cercare conforto,
ma se quegli altri uomini,
continuano a credere solo in loro stessi,
si sentirà ancora più solo…
in un deserto nel quale specchiarsi.
E…. a volte, se un uomo cade,
gli altri uomini se ne dividono lo scalpo

La fede è un qualcosa di arcano e di
dolce,
sempre ad un passo più in là
dell’afferrabile,
spaventa a volte affidarsi a qualcosa e a
qualcuno,
che non vedi ad occhi aperti,
ma che devi chiuderli per vederlo.
Ma, quando l’uomo non riesce a trovare
tutte le risposte dentro di se,
e negli altri uomini intorno,
allora si affiderà all’invisibile,
al desiderio arcano di pace, di giustizia
e di serenità,
in un anelito di ritorno
e di un
nuovo luogo
di
partenza
per la propria vita.
I tuoi desideri
si proiettano nel cielo più alto,
nel tuo mai
celato desiderio di volare, di nutrirti e di confonderti
d’infinito,
in una
comprensione totale dell’universo,
pur riconoscendo,
con umiltà,
che sei solo un
uomo.

Un semplice e umile lavoratore
nella vigna del Signore,
come ha detto Joseph Ratzinger,
ora Papa Benedetto XVI.
Un
uomo, qualsiasi uomo,
ricerca
una carezza,
una comprensione:
come se ricercasse nel divino,
quello che più gli manca nell’umano.

Gilberto Gamberini
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