Gilberto Gamberini Psicoterapeuta
Dalla parte della vita II

Patibolo nella vetrina del mondo
Fonte Giuseppe Anzani
AVVENIRE
Ha cominciato a morire, la fanno morire, le
hanno tolto l'acqua e il nutrimento, muore goccia a goccia nell'agonia
prolungata - infinita - della disidratazione, con lo sfacelo del corpo che
correda questo protocollo di morte. ....Terri Schiavo muore così, perché
qualcuno non vuole che le sia più data l'acqua e il cibo che lei non può
assumere da sé. Il suo cuore batte, il suo respiro la ossigena, è autonoma
nelle sue fondamentali funzioni biologiche, non è legata a una
"spina", ma a un sondino gastrico perché non può prendere cibo e
acqua con le sue mani. Ha sguardo e cenni, e sorrisi e fonemi, e mentre la
scienza investiga le frontiere che distinguono la coscienza non comunicante dal
coma e dallo stato vegetativo, nel territorio della disabilità cerebrale, Terri
è semplicemente viva e disabile. E suo padre e sua madre ne intendono lo
sguardo e i cenni, il sorriso e le voci, e l'avvocato Barbara Weller ne ha
inteso il grido, poco prima dell'annunciato distacco della cannula. Terri
Schiavo muore perché alcuni dottori della legge, uno dopo l'altro, e con verdetti
alterni ma alfine confluenti nel supremo verdetto che "è legale che
muoia" hanno girato il pollice nel verso della morte. ......
Terri Schiavo sta morendo e la legge dice sì alla sua croce. Noi
diventiamo oggi testimoni di una passione senza evangelista. Ma non ce ne
andremo da sotto questa croce, nel giorno dell'anno che fa memoria del Venerdì
Santo. Sono gli occhi ad apprendere, tutto il filosofare viene dopo. Sono
gli occhi fissati negli occhi dell'agonizzante Terri, che ha sete. Le
stilettate delle ultime ipocrisie sulla morte "sedata" sono un fiele
e un aceto di maggior disgusto che l'atroce spicciata. Persino il dibattito
sull'eutanasia in questo caso diverrebbe astratto, spiazzato perché Terri è
viva e non terminale, è viva per il bicchiere d'acqua e di cibo che le diamo, o
invece sta morendo se… Ora viene il tempo di capire che tutta la biblioteca di
Babele sulla vita e sulla morte prende senso se dà risposta all'amore o al
disamore. Lo shock di questa vicenda è il contatto incandescente con la verità
vitale o mortale dell'amore o del disamore per Terri Schiavo. E per ogni altro
vivente umano. È l'amore
che ci fa vivi, è il disamore che ci fa disertori della vita. “
Scrive Dacia Maraini sul Corriere della
Sera
"...E cosa fare se quel corpo, pur
privato di intelligenza, esprime in modo anche solo animalesco, una profonda
voglia di vivere? E’ sempre qualcun altro che decide per lei e come non
immaginare che quest’altro o questi altri sono semplicemente stanchi di
accudire una donna che si considera clinicamente morta? Abbiamo letto che Terri
ha un marito, che nonostante viva ormai con un’altra donna e abbia avuto da lei
due figli, ha voluto conservare la tutela sulla moglie incapace di intendere e
di volere. Quest’uomo, secondo la famiglia di lei, non ha mai voluto sottoporre
la moglie in coma a cure specifiche, ha cacciato di casa i parenti e ora
chiede, con sospetto rigore, l’eutanasia per la donna costretta a letto. Chi
non sarebbe preso dai dubbi? Troppe volte intorno alle persone morenti si
coagulano convenienze e volontà di ogni sorta..."

Dalla parte della Vita
Ricordo quando insieme al marito andai
all’ospedale.
La giovanissima moglie era in coma
irreversibile.
I colleghi medici dell’ospedale avevano
chiesto al marito
l’autorizzazione allo espianto degli
organi.
Lui mi domandò il mio parere.
Gli risposi
“ tu conosci già le domande….ed hai già le
tue risposte….tu non mi hai chiamato qui in veste di medico, ed allora ….ti
risponderò come essere umano ….ti risponderò come vuoi che ti risponda….fai
quello che ti senti, fai quello che ti detta il cuore ”
Lui mi rispose in modo paradossale
“ se lei si svegliasse….non mi perdonerebbe mai…di averla uccisa”
Come poteva svegliarsi sua moglie e
rimproverarlo di averla uccisa?
Ma
a volte in determinati momenti della nostra vita accadono e sentiamo le
cose in modo anomalo e non è la razionalità che le esprime.
Il miracolo non accadde e scientificamente
non poteva accadere.
La moglie morì dopo due giorni.

Ma, a volte i miracoli accadono….quando ci
crediamo….quando vogliamo che
accadano….
ed anche se accadessero solo 1 volta su un
milione di casi…
io sarei dalla parte della vita.
Ed ascolterei la voce dell’inconscio
piuttosto che quella della ragione.
|
|
Copyright © 2004-2008 [Gilberto
Gamberini]. Tutti i diritti riservati. |