
Eluana
Englaro Psicoterapia ericksoniana del padre
Eluana Englaro Ultimo atto
Eluana Forse l’ultimo atto.
Per l’ignavia di una politica che non decide e demanda ai magistrati.
Ancora Udine…come un richiamo atavico….verso
le montagne e la purezza della neve,
al di la della confusione della pianura ….la quiete…..dopo la tempesta….

Inutili e fastidiose manifestazioni davanti
all’istituto “La Quiete” di Udine che se non altro per il suo nome e per tutte
le persone che ospita meriterebbe rispetto.

Deve così decidere un padre, il padre
non è un passante con uno stupido cartello alzato che predica bene ma,
sicuramente, a casa sua, razzola male.
Un padre ha lo stesso sangue, ha dentro parte delle stesse cellule e mi rifiuto
di credere che possa anche solo lontanamente volere il male della figlia.
Se le voleva male la avrebbe lasciata nel dimenticatoio, salva coscienze, dove la
figlia era.
salite.....
Nello squallore generale Accanto a pochi,
estremamente pacate le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini.
“Invidio chi ha certezze sul caso Englaro - commenta - Personalmente non ne ho,
né religiose né scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è
e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano
il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla”.

All
noise for nothing.
Non nel senso della vita ma
dell’indulgere a trasformare una questione privata in
un grande fatto mediatico.
La vita e il suo cambiamento in qualche cosa forse di diverso dovrebbero avere
una diversa dignità E non un dibattito di parrucconi fuori tempo massimo.
Gong….
Psicoterapia ericksoniana di Eluana Englaro

Si parte forse per qualcosa di più bello.
Il sole dopo la pioggia.
Discese dopo salite.
Dopo il tramonto ed il riposo della notte
ritorna il giorno,
e poi un altro ancora….

Qualcuno obbietta:
“Dovrebbe essere così per chi crede, ma qualcosa manca,
la lampadina non si accende,
ed è questo che in questa incredibile vicenda, lascia l’amaro in bocca, nella
vita dopo la morte, di cui si fanno un emblema, forse non ci credono neppure
loro.”

Non so….ritengo riflessive le parole di Fini e dei pochi altri che si sono
esposti…
Penso ad un papa a Giovanni Paolo II, alle sue sofferenze…..
fu fatto veramente di tutto o si finì per accettare che la natura facesse i suo
corso?

Gli uomini stabiliscono il limite che in quel dato momento è loro più consono,
interpretando i bisogni e i desideri di chi non può parlare.
Giusto….ma agli uomini, estranei ai sentimenti ed alle emozioni di sangue, ed
alla folla urlante io preferisco il giudizio della madre e del padre
fonte:www.gilbertogamberini.it
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