Gilberto Gamberini
Eutanasia Un vestito fiorito non abito appassito

Emma Bonino ha annunciato uno sciopero della
fame per Piergiorgio Welby, che da mesi chiede di poter ricorrere all'eutanasia.....
"Nessuno di noi ha diritto di condannare un
altro alla tortura. E' esattamente ciò che sta accadendo e io da cittadina ho
voluto partecipare a questa mobilitazione straordinaria che l'associazione Luca
Coscioni ha lanciato per oggi e domani. Credo sia importante che le istituzioni
diano una risposta a questa domanda che Piero Welby pone ormai da
settembre". Così Emma Bonino spiega la sua adesione allo sciopero della
fame a favore di Piergiorgio Welby, malato di distrofia.
L'esponente della Rosa nel Pugno ha poi
sottolineato: "Piero, come molti, avrebbe potuto risolvere la questione
con l'eutanasia clandestina, che esiste nel nostro Paese. E' però esattamente
quello che non ha voluto fare perché l'obiettivo è quello di trovare, anche in
modo molto rigoroso, un quadro di legalità a questo dramma. Spero che molti
cittadini sentano questa urgenza, si uniscano e che il Senato riesca a
calendarizzare il dibattito e magari aprire l'indagine sull'eutanasia
clandestina". ......
Welby: staccate il mio respiratore
Il sottoscritto Piergiorgio Welby chiede il
distacco dal ventilatore polmonare sotto sedazione terminale se possibile orale".
Con queste parole, Piergiorgio Welby ha chiesto ufficialmente al suo
medico di staccare il respiratore che lo mantiene in vita.
Lo ha reso noto lo stesso co-presidente dell'associazione
Coscioni, diffondendo la richiesta scritta rivolta ai sanitari.
La vicenda del co-presidente dell'associazione
Coscioni, malato di distrofia muscolare, ha riproposto all'attenzione del mondo
politico e bioetico la questione eutanasia da quando, il 22 settembre scorso,
ha rivolto un video appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Poi quest'ultima richiesta scritta nella quale si chiede anche la sedazione
terminale per non soffrire nel momento del distacco dal respiratore
meccanico......
fonte TG COM

Vengono in mente le parole di Don Luigi Verzé, il
fondatore dell'ospedale San Raffaele, che ha rivelato di aver aiutato, a metà
anni 70, un amico a morire. "Era attaccato a un respiratore e mi chiese di
staccarlo: piangendo dal cuore accondiscesi. Così non è eutanasia ma un atto
d'amore".
la vita appartiene a chi la possiede e nessuno
se ne può fare interprete
ambasciatore o delegato.....

Si ascoltano storie
nell'aria.....
e qualcuna di loro ha la magia dell'Avvento
e la nostalgia del ricordo.....

Era vestita a festa, con un abito fiorito....
era la sua festa di addio.....
sorrisi, gli scherzi di sempre, occhi lucidi....
una partenza senza ritorno....
l'indomani mattina sarebbe partita per l'Olanda
dove tutto era già stato organizzato.....
senza valigie, senza speranze ma con la serenità
del cuore.....
fu l'ultima volta che la videro....
e così la ricordarono....
non si
spense come una candela
ma bruciò nel massimo del suo fulgore....

Non so cosa sia giusto....
da medico, se lo avessi saputo le avrei detto di
lottare.....
ma dentro di noi, in fondo, sappiamo sempre come
per un sesto senso,
quando questa
possibilità esiste o è di pura fantasia....
Eutanasia è un nome
un fatto....
una scelta, comunque,
che deve essere rispettata,
paradossalmente, un atto d'amore....

Un
vestito fiorito.....
non un abito appassito....
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