La
Morte può attendere

Gilberto Gamberini
La Morte può
attendere
Si… la morte spesso
bussa alla nostra porta,
io invento sempre
qualche scusa per non farmi prendere.
Dico che sono una
segreteria telefonica
e che il signore
non è in casa e la prego di tornare più tardi e la morte se ne va,
ed allora io esco e
mi nascondo
e aspetto il suo
ritorno.
La osservo....
con la sua falce
e il suo viso bianco guardarsi intorno coi suoi occhi vuoti,
la morte si
annoia senza nulla da fare
e così si mette
con la sua falce a tagliare l’erba del mio giardino,
lo fa con accanimento,
senza pietà,
nessuno stelo si
salva,
e così si sfoga
ad uccidere quegli inermi fili d’erba,
e quando la vedo
stanca, allora esco dal mio
nascondiglio
e le passo
accanto salutandola con garbo e le dico:
“ vedi quante vite
hai preso oggi, molte di più di quella sola che volevi prendere!”
Lei mi guarda
truce con ghigno feroce e dice:
“ tu ti prendi gioco di me, ma domani ti
verrò a prendere e non mancherò al nostro appuntamento!”
Io non amo prendere
in giro la morte,
perché la morte è
potente e ti può prendere anche senza forze,
come dopo aver
rasato un prato.
Io racconto sempre
alla morte quello che potrebbe essere
e che anche io potrei
credere,
non racconto mai
alla morte quello che non è e che io stesso non credo.
Io le dico,
afferrandole l’ossuta e fredda mano
“ Ascoltami bella
signora, io non so cosa è vero o cosa non lo sia, io so solo quello che
potrebbe essere, chi ti dice che quegli steli, quei fili d’erba che hai
tagliato non siano uomini e donne trasformate per un incantesimo ad essere
prato? Ora che li hai tagliati loro non ti possono più rispondere! Chi ti dice
che così non sia? “
La morte mi
guarda un po’ frastornata,
ma, so che non
crede agli uomini per principio della sua natura
e prima che mi
prenda
le chiedo se posso
pregare.
Io recito
l’Ave Maria
“ …Santa maria madre di Dio, prega per noi,
adesso nell’ora della nostra morte Amen”
“Okay sono pronto”
le dico
“Fai alla
svelta..anche se mi restano ancora tante cose da fare…ma non importa se tu
pensi che questa sia la mia ora…vorrà dire che lassù hanno deciso così…Pazienza
vorrà dire che dovrò vivere altre vite dopo di questa ……!”

La morte mi
guarda turbata
“hai messo troppa carne sul fuoco, stupido
uomo…
vuoi fregarmi…non
nominare il nome della Madonna..maledicila ed io ti prenderò…
non invocare i
santi…
e se mi
sbagliassi sull’ora della tua morte?
E se fossi venuta
all’indirizzo sbagliato?
In fondo
questa strada è così grande!
E se mi
sbagliassi mi impedirebbero di fare il
mio lavoro…
per farlo non
posso e non devo avere controllori….
ora dovrei
verificare…andare lassù e verificare…
carte, scartoffie
alla ricerca del tuo nome…
odio fare
questo…io amo solo un colpo secco di falce e zac..
voglio leggere il
terrore nei tuoi occhi lurido cane…
E poi se ti
uccido e tu non avrai completato le cose da fare,
poi tornerai a
nascere ed allora ….
per quante volte
pensi che io sia disposta a venire
cercarti…
all’infinito?
E poi per fare
che cosa? Per fare che cosa vuoi vivere?
Stupida cosa..il
bene… è una goccia inutile nel profondo mare del male.
Ma per uccidere
chi questa cosa stupida vuol fare,
devo andare su a chiedere conferma,
per questa
variante non prevista…
troppa
fatica…troppe domande.. troppa anticamera…
troppi santi a
cui inchinarmi e le mie malandate ossa non mi permettono di farlo..
No tu sollevi
troppe questioni…troppe domande..troppi dubbi….
No, facciamo così per non tornare ancora a
prendere le tue innumerevoli vite…
ti risparmierò
questa vita
per non tornare
innumerevoli altre volte
e tornare invece
per una volta sola….
Quando avrai
deciso, quando avrai completato tutto..
tu avvisami e ti
verrò a prendere una volta sola”
E così se
ne andò la morte,
in una calda
giornata di sole
che prendeva il
posto della sua nebbia,
dove nulla si
distingue e nulla si vede,
ma tutto si
confonde.

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