Nella “Ristrutturazione della vita con
l’ipnosi” di Erickson, a cura di Rossi e O.Ryan, si afferma: “Dovremmo cercare
di eliminare quella causa che è così profondamente sepolta, oppure dovremmo
cercare di correggere il comportamento di oggi, la vita di oggi, e la vita di
domani, della settimana prossima, del mese prossimo, dell’anno prossimo?
E’ difficile rispondere a questa domanda
in modo assoluto.
Se una persona ha la fobia di guidare l’auto, io potrei affrontare il problema andando a cercare
nel suo passato le cause che hanno fatto nascere in lei questa paura. A volte
però, uno scavo psicologico profondo potrebbe diventare una creazione di motivi
che magari non hanno nulla a che fare col problema. Inoltre andando a cercare,
si rischia anche di trovare. Si rischia anche di perdere molto tempo ed intanto
la vita va avanti con altri e nuovi problemi ed io sarò sempre in ritardo per
affrontarli.
Infatti, il non riuscire a guidare la
macchina comporterà alla persona tutta una serie di limitazioni che le
impediranno di vivere un sacco d'esperienze nel presente. Viceversa,
l'occuparsi solo del problema, senza accertarne le cause, potrebbe
rappresentare un limite. Io credo che la risposta alla domanda di Erickson sia
intermedia fra le due soluzioni estreme. Innanzi tutto credo che sia
necessario, per poter cambiare un qualche cosa, accettare e capire il problema
della persona.
Infatti, quando siamo accettati da
qualcuno, siamo anche disposti a cambiare, qualora il cambiamento porti un
miglioramento alla nostra vita. È necessario far comprendere alla persona che
siamo al suo fianco, che siamo il navigatore e, a volte, l’istruttore per la
sua prima lezione di guida. Potremmo cominciare da zero senza dare nulla per
scontato. Potremmo iniziare le cose in una situazione protetta e simulata della
realtà, come può essere la seduta d'ipnosi.
Potremmo iniziare con i rudimenti teorici
della guida e poi sederci in auto uno accanto all’altro. All'inizio, invertendo
i nostri ruoli, potrei essere io a guidare, facendole comprendere come il
ricominciare un qualche cosa con spirito nuovo può essere molto piacevole.
Mentre guido, potrei descriverle quello che vedo davanti a me, rendendola
partecipe delle mie emozioni.
Potrei descriverle quello che vedo dallo
specchietto retrovisore, oppure dal finestrino alla mia destra o, magari,
descrivergli quel grande albero laggiù sulla sinistra.
Potremmo fare tante cose che in questo
momento neanche io posso immaginare, perché ho bisogno della presenza fisica
della persona per comprendere qual è la strada giusta, qual è il modo migliore
di operare. Nel corso delle sedute successive potremmo anche parlare del più o
del meno, come si fa abitualmente in macchina per far trascorrere il tempo.
Ed, in quel discorrere, potrebbero
emergere delle indicazioni utili per capire le ragioni inconsce
sepolte nel suo passato o, meglio, apparentemente nascoste. Qui c'è da dire
che, qualora dal passato emergessero delle cause più angosciose rispetto alla
semplice limitazione di non poter guidare (che il suo inconscio ha volutamente
celato per il suo bene), sarebbe opportuno e preferibile non portarle a livello
cosciente.

Potremmo fissarci degli obiettivi intermedi che servono per darle
fiducia e nuovi input per lavorare sul suo problema. A volte ci si sente
impotenti nel non riuscire a scalare l’Everest ma certamente l'obiettivo non è congruo per le nostre
possibilità attuali. E’ certamente facile e possibile iniziare con passeggiate
in collina, per poi passare a sentieri di montagna e poi, ancora nel tempo,
alle prime vette sulle ferrate ed infine alle prime scalate.
E poi sempre più su, in un
processo apparentemente più difficile, in realtà sempre più facile perché progressivo
nel tempo, senza forzature. Passo dopo passo, dandosi del tempo, certamente si
potrà raggiungere l'obiettivo finale.
Se riusciamo a fare percorrere a quella persona brevi tratti alla
guida dell'auto, dapprima nella situazione protetta e simulata della seduta
d'ipnosi, poi magari realizzate nella realtà, in situazioni tranquille, in
grandi spazi senza altre auto che possono accrescere la tensione o la paura,
che sale come una marea montante fino ad arrivare alla crisi di panico….
Se riusciamo a farle
percorrere brevi tratti, le diamo l’opportunità di avere le prime esperienze positive
e le creiamo le prime sicurezze.
Le diamo una forza interiore che nasce dalla fiducia in se
stessa, così comprenderà che le sue future possibilità dipenderanno
completamente da lei.

In tale stato mentale di positiva
fiducia nelle proprie possibilità e di piacevole aspettativa per il futuro, è
molto più facile ed opportuno cercare le cause del problema, in quanto la
situazione mentale è diversa.
dal libro Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e
trasformare la realtà Autore Gilberto Gamberini Giunti editore