Annamaria Franzoni Vittima comunque

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Gilberto Gamberini

 

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Ad Aosta, il 19 Luglio 2004,

Annamaria Franzoni, è stata condannata in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio di suo figlio Samuele, di 3 anni, morto il 30 gennaio 2002 a Cogne.

 

Colpevole od innocente?

 

L’Italia si è divisa, e una tesi e l’altra ruotano intorno ad indizi che per gli uni hanno un significato e per gli altri esattamente il suo contrario.

Facciamo delle ipotesi considerando non gli indizi,

ma la persona ...Annamaria Franzoni.

 

Può un delitto restare nella nostra non coscienza?

E’ là rimanere come sospeso?

Si può cancellare completamente dalla nostra coscienza il ricordo di un delitto?

 

Teoricamente si.

Qualora la rimozione di quel ricordo, 

che, comunque, io non sento che mi appartiene,

mi permette una vita affettiva normale nel mio presente.

Qualora la rimozione di quel ricordo mi permette

di non entrare in conflitto con me stessa.

Una persona può accettare solo quello che per lei è accettabile,

ma non di più

 

Perché si Può commettere un delitto?

 

Per odio o per rancore represso che esplode, come una bomba ad orologeria,  in quel preciso momento in una follia omicida.

Per un impulso d’ira che travalica le mie intenzioni e va oltre.

Per un eccesso di  difesa che va oltre l’offesa presunta o ricevuta.

Per una visione distorta del mondo e di me stesso in rapporto agli altri.

Per una visione mistica, per  una obbedienza cieca ad una fede religiosa, e non sempre c’è un angelo che ferma la mano, come avvenne per Giacobbe nei confronti di Isacco, come narra la Bibbia

Perché identifico in quella creatura la causa, vera o presunta,  della mia sofferenza ed eliminandola mi libero....

Per pietà verso qualcuno che soffre, per impedire nuove sue sofferenze, che io percepisco come  mie….

 

Una madre potrebbe uccidere suo figlio?

 

...  si ....

L’amore smisurato acritico potrebbe portare una madre, per proteggerlo a privarlo di nuove e future sofferenze.

Potrebbe essere un handicap fisico o psichico del figlio o semplicemente il timore che questo handicap si manifesti.

Ma, tale scelta entrerebbe, a livello inconscio,

in conflitto col ruolo di madre che da la vita.

Ed allora per non sentirmi, comunque, in colpa devo celare a me stessa quanto è stato deciso e compiuto.

E lo supero e lo sublimo mettendo al mondo un altro figlio in grado di competere col mondo e che dal mondo non sia schiacciato, ma che il mondo sia in grado di dominare,

Cancello il passato e mi proietto verso il futuro.

Per accedere a questa memoria di eventi passati, che non voglio e non posso ricordare, per riallacciare la comunicazione

tra conscio ed inconscio,

posso servirmi dell’ipnosi ericksoniana regressiva.

 

Vi è da dire, che,  nella persona scattano dei meccanismi inconsci

di protezione, qualora un tentativo di ingresso dall’esterno sia visto come intrusione e scatenante conflitti  interiori pericolosi per l’integrità della persona.

In altre parole l’inconscio per il nostro bene nasconde ed isola,

in parti non accessibili,

fatti  per noi pericolosi e determinanti conflitti interiori intrapsichici.

Il rischio per la madre di tale procedimento è che riportare alla luce tale memoria nascosta le faccia sentire tutta la colpa per quanto ha commesso e che quindi diriga quella violenza contro se stessa.

In altre parole il rischio di suicidio è elevato.

Una persona che non ha l’attuale coscienza di quanto prima commesso non dovrebbe essere punibile, perché comunque non è la stessa che ha commesso….

 

Si può commettere un delitto e cancellarlo dalla mente e dalla memoria e non averne più coscienza?

 

Per commettere un delitto e per non entrare in conflitto con me stessa devo cancellarlo e cancellarlo in modo tale  da non

averne  non solo rimorso , ma da non averne coscienza,

in tal caso non solo mi sentirò innocente, ma sarò innocente di quel delitto, perché quel delitto appartiene ad un'altra persona che non sono più io.

La presa di coscienza di quel delitto determinerebbe un conflitto inevitabile tra quanto ho commesso contro la vittima, magari pensando in quel momento che fosse  per il bene della vittima, secondo una mia valutazione di quel momento, ed il mio ruolo di madre che mi porta a proteggere per tutta la vita una creatura più debole e ad amarla.

 

  

Potrebbe darsi che quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del mio essere, che la  mia coscienza non può valutare

perché non lo conosce,

e può altrettanto darsi che quella che io mi sento e sono,

dal punto di vista della coscienza, condanni in modo inesorabile

senza appello quello che è accaduto,

per cui non solo mi sento innocente ma lo sono

e divento vittima di una persecuzione che non comprendo.

Le possibilità che le due entità , conscio ed inconscio, tra di loro sconosciute entrino in contatto è remota ma potrebbe avvenire con l’ipnosi.

 

E’ come se si incontrassero due fratelli gemelli,

che non si sono mai visti dal momento della loro nascita,

 

qui il fatto è ancora più coinvolgente e terribile perché quei due gemelli sono io stessa, e sono tutti e due dentro di me.

 

A Cogne dicono

Annamaria ha fatto del male anche a noi.

 

Annamaria, sia colpevole od innocente, 

è una vittima come il suo piccolo Samuele.

 

 

Gilberto Gamberini

 

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