Scimmia di luce e di follia … Quando l’alba si
affossa e si acolora.
Scimmia
di luce e di follia … Quando l’alba si affossa e si acolora.
Volevano
ricoverarmi…li ho uccisi

Esistono
casi insolubili
a livello ambulatoriale, che necessitano di un ricovero in un centro
protetto.
Le
strutture dopo la legge Basaglia , sono insufficienti o attrezzate per brevi
periodi di degenza.
Purtroppo,
esiste un malinteso, non si può essere tutti sani per legge.
Il
malinteso nasce da una estremizzazione del modo di vedere le cose, o tutto di
un colore o tutto di un altro.
La
realtà è fatta di una vasta gamma di colori e di sfumature, che variano nel
tempo, anche nella stessa persona.
Si
è passati dal manicomio lager, spesso un luogo di
deposito di persone sole, di piccoli disagi, strani e diversi che si trovavano
assieme a forme psicotiche gravi, al “tutti fuori”
Era
preferibile farli sparire, toglierli dalla strada per non turbare le coscienze
dei “normali”.
Sintomatico
di tale trattamento era il caso riportato nel libro di Cronin la Cittadella in
cui una persona sofferente di grave disfunzione tiroidea, scambiato per matto,
rischiò di essere ricoverato in modo coatto.
Il
Dott Manson capì e dopo avergli curato
la malattia fisica lo riportò alla normalità psicologica.
Abbiamo
quindi introdotto una nuova variante: una alterazione psichica che dipende da
una, spesso curabilissima, causa fisica.

Ma
non solo, esistevano solitudini, abbandoni, inadeguatezze, cortocircuiti della mente, ossessioni fantastiche che acquistano
dignità di realtà, delusioni e dolori che alteravano
temporaneamente la psiche, esistevano delle persone che non gliela facevano in quel momento e che
crollavano su se stessi come le twin
towers, senza neppure comprendere quanto era accaduto.
Tutti
questi finivano nel grande calderone del manicomio
e se matti non lo erano, correvano il serio pericolo di diventarlo.
Per
di più all’interno dei manicomi, i ruoli determinavano una degenerazione
dei rapporti in modo tale che i ricoverati venivano, in taluni casi, vessati,
in balia delle frustrazioni di coloro che li accudivano.
Il
Potere del Ruolo .....

I
manicomi, nei regimi totalitari, diventarono anche un luogo per isolare gli
oppositori, i diversi, per togliere loro la credibilità, per farli sparire in
silenzio.
Il
nazismo risolse il problema radicalmente, anticipando proprio dai manicomi la soluzione finale ebraica.
Forse il senso di colpa per tutto quello che è
accaduto dentro le mura dei manicomi, ha portato inconsciamente ad un sincero
desiderio di abbatterle.
E
sono state abbattute…

Tutti
fuori…
In
strutture aperte, residenze protette, centri di igiene mentale, farmaci ad hoc
sempre più mirati che permettevano un controllo elevato di reazioni
spropositate e pericolose.
Si
è assistito anche ad un cambiamento nella società, divenuta più tollerante
nell’accettare persone che un tempo erano rinchiuse dietro le mura di grandi
strutture o murati vivi all’interno delle case.
I
progressi della società, dell’umanesimo, della scienza, della
farmacologia mirata, della terapia della parola hanno però creato una falsa
onnipotenza.
L’onnipotenza
di poter curare tutto, di minimizzare le reazioni psichiche,anche gravi e di
controllarle completamente.
Nella
stragrande maggioranza dei casi è così, ma in una parte che sta sicuramente
aumentando perché si alimenta delle contraddizioni stesse che la società
propone, non è così.
Un
società fatta di “campioni” pompati o sniffati,
che corrono troppo veloci, e che lasciano indietro troppi gregari che non
stanno al passo.
Persone
che non gliela fanno, e che hanno troppa sensibilità
per non partecipare alle cose che fanno e che subiscono.
Ci
sono persone, che, oltre a non farcela, portano in se i semi di uno squilibrio grave che magari un evento
evidenzia, ma, che, già, sotto le ceneri, si alimentava,
giorno dopo giorno.
Non
è solo solitudine o stranezza, non è solo un desiderio di pulizia il lavarsi
conpulsivamente le mani, ma un desiderio di perfezione assoluta che loro
stessi e il mondo non potranno mai esaudire.
E’
una contaminazione da cui vogliono estraniarsi, in una sorta di purificazione
salvifica.
Ascoltano
solo se stessi ed il loro io profondo annega in un mare tormentati da
mostri come quello di Loch-Ness.
Spesso sospettano di tutto e di tutti, come se il
loro spazio vitale si riducesse sempre di più.
Persone che danno dei segni,
che accusano se stessi o gli altri di una colpa grave che esiste solo nel loro
delirio allucinato.
Persone che accusano, se stessi e gli altri, di niente e per nulla.
E’
un delirio, un binario unico, senza ritorno
e senza fermate intermedie, che non vengono neppure viste.
Fate
deragliare i pensieri, soleva dire Milton Erickson....

Ma
non sempre è possibile, perchè....
E’
una mente che ha spezzato il filo della continuità delle cose, e che, ad un certo punto, le interrompe per
sempre.
E
spicca il volo.
Un
volo cieco nel vuoto più assoluto, nella negazione di qualsiasi soluzione.
E’
una “soluzione finale”
Non importa se uccidono o se
si uccidono.
Quelle voci borbottanti nella
loro testa non danno pace.
Eliminano
il male che sentono intorno o dentro di
loro e che cercano di identificare in qualcosa ed in
qualcuno.

Soffocano le voci, cancellano i mostri dentro di
loro, quei viscidi esseri che li toccano oppure i genitori che hanno generato
quel male, che come un ombra segue sempre il bene.
Lo sublimano, in un gesto di liberazione, che liberazione non è, e che
poi li fa ritornare nella loro quotidianità, a volte catatonica, fino al
prossimo gesto, fino al prossimo delirio, di una allucinazione che li fa
accanire verso se stessi o gli altri, per superare o fare sparire un qualcosa
che non c’è, se non nella loro mente, pericolosamente persa in un tramonto che
si approfondisce al di la di quella linea dell’orizzonte, in cui anche l’alba
si affossa e si acolora.
Acolora lo usiamo per esprimere una
assonanza
analogica, una ritmicità della parola
e non per logica grammaticale.
Allo
stesso modo li usa Paolo Conte nelle sue canzoni, come "macaia scimmia di
luce e di follia"
Già,
la psicosi potrebbe essere definita così, una scimmia di luce e di follia.
Due
occhi che si accendono, una fiamma che
continua a bruciare fino a incenerire e
ad incenerirsi.

Copyright © 2004-2008 [Gilberto Gamberini].
Tutti i diritti riservati.
Foto
riprodotte a fini didattico esplicativo
Non
so se si dice acolora ma il termine è usato per assonanza analogica e non per
logica grammaticale.