Smettere
di fumare senza farlo diventare una Frustrazione

Smettere di fumare implica un cambiamento della nostra vita
abituale e delle modificazioni, che, possiamo affrontare. Smettere di fumare fa
ingrassare? Spesso si ma questo non deve impedirci di smettere se desideriamo
farlo.

Qualche chilo dovremmo metterlo in conto, ma è un semplice fatto di
un momento, in attesa di un nuovo e dinamico equilibrio mentale e corporeo.
Per impedirci di ingrassare, in modo stabile, potremmo considerare
http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/05/158597.shtml
Ogni volta che mangeremo,
ogni volta che valuteremo quel cibo davanti a noi,
ogni volta che valuteremo il piacere momentaneo di quel cibo,
dovremmo avere sempre davanti a noi
il disegno tracciato sullo specchio della nostra camera.
Quasi lo specchio della regina,
nella storia di Biancaneve.
Lo specchio
dei nostri desideri.

o l’eccesso di un cibo anche se consentito
io devo sapere che andrò inevitabilmente su quella linea rossa
mi darà una sofferenza profonda
un non piacere definitivo.
Quindi,
quel cibo avvicinato alla bocca
è solo apparentemente un piacere
perché in realtà è un non piacere
perché mi farà diventare
come io non voglio diventare.

Se noi sostituiamo la parola cibo, con la parola fumo, potremmo
ottenere lo stesso effetto, ed impostare noi stessi alla stessa maniera.
quella sigaretta avvicinata alla bocca
è solo apparentemente un piacere
perché in realtà è un non piacere
perché mi farà
sentire come io non voglio sentirmi.
Io sono un fumatore e non
mi piaccio ma nel contempo non riesco ad avere il controllo su me stesso.
Con tale concettualità mi sono costruito un problema,
che mi blocca come una ragnatela e dal quale è apparentemente
impossibile uscire,
perché se fumo non mi sopporto,
fumando
non mi trattengo e continuo a fumare,
fumando mi sento in colpa perché ho fumato,
e sentendomi in colpa
continuo a fumare per punirmi della mia colpa,
non sopportando come sono
non mi amo,
non amandomi continuo a
fumare,
in un gioco senza fine,
apparentemente senza via di uscita.

Erickson non avrebbe affrontato il problema in termini di schemi
e di prescrizione valevole per ogni situazione,
perché la terapia si basava su quella persona che aveva quel
problema
e non sul problema di per se,
in una valutazione energetica, personale ed emozionale della vita
di quella persona,che prescindeva dalle altre.
Inoltre Erickson ripudiava metodi coercitivi basati sulla
negazione e sulla privazione, facili da fare, quasi elementari, ma che a
distanza possono causare problematiche a livello dell’Inconscio, come nella
storia Il Segreto di Walter
http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2005/01/193817.shtml
http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/10/181485.shtml

Dovremmo partire con l’idea di un sacrificio iniziale,ma che poi
verrà ripagato dallo appagamento finale.
E non solo riferito al fumo, perché dobbiamo fare comprendere che
risolvere il problema del fumo è solo un
passo nel cammino della realizzazione della nostra vita; tante altre
cose dovranno essere affrontate allo stesso modo. Affrontare il fumo sarà
l’inizio di un modo di porci differente rispetto alle cose, sarà l’inizio di un
porci in modo attivo di fronte ai diversi problemi della vita, non più solo un
qualcosa che gli altri ci fanno, ma un
qualcosa che noi attivamente cominciamo a fare. Prendiamo le redini della
nostra vita, affrontare il fumo o quant’altro sarà e segnerà l’inizio del
nostro cambiamento.

Come affrontava Milton H Erickson il fumo o i problemi del
soprappeso?Nel racconto didattico Calare, aumentare, calare del libro
"Milton H.Erickson la Mia Voce ti accompagnerà Racconti didattici di Mlton
H Erickson a cura di Sidney Rosen" invertì quello che aveva fatto la
paziente fino a quel momento, cioè fino ad allora lei calava per poi aumentare
di nuovo. Sottoponendosi ad una ginnastica mentale negativa cioè il calare per
poi aumentare. Sacrifici per poi vederli vanificati in un attimo. Il suo
modello era calare per poi aumentare. Erickson ribaltò il modello. La
"costrinse ad aumentare e a lei pesò moltissimo farlo perché obbligata.
Soffrì una agonia terribile nell’aumentare per forza. Ed il suo aumento diventò
un obbligo, un lavoro. Era una prescrizione del sintomo all’incontrario.
Quando venne finalmente il momento di calare lo fece con gioia
perché non si sopportava così, perché aveva preso una "nuova
abitudine" ed aveva deciso per un cambiamento di schema mentale di
riferimento. "Il metodo di guardare le cose all’incontrario e di ribaltare
i modi d guardare alle cose era uno dei preferiti di Erickson per cambiare gli
atteggiamenti mentali. Gli piaceva mostrare a pazienti un libro Topsys e Turvys
(sottosopra) di Peter Newell nel quale i racconti e le illustrazioni cambiano
di significato quando il libro è rigirato sottosopra"

A volte ci chiediamo
"come facciamo ad avere più stima in noi stessi?"
Le stima per noi stessi,
l'amore per noi stessi e in fondo l'amore anche per gli altri,
nasce, giorno dopo giorno,
dalle cose che affrontiamo,
dalle cose che riusciamo ad affrontare
e dai risultati che otteniamo, senza rimandare,
nella direzione dei nostri desideri incompiuti,
che ci portiamo dentro.
Pensare positivo,
pensare in positivo,
significa solo questo,
realizzare le nostre segrete aspirazioni,
affinché non siano più segrete
e affinché non restino solo aspirazioni,
ma divengano splendide e definitive realtà
della nostra vita.

