La memoria dell’umanità
la memoria dell’uomo comune
Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008
[Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.
Samuel Fuller, faceva parte della The big red one, la
divisione americana che fu protagonista dell'ultima battaglia della II guerra
mondiale.
Nei Sudeti, luogo dove tutto era iniziato,
paradossalmente tutto termino'.
The big red one libero' la città di Falkenau, in Cecoslovacchia,
scoprendovi l'ultimo orrore dei campi di sterminio nazista.
Samuel Fuller lascio' il suo fucile per impugnare la
telecamera e girare il primo film della sua vita.
Nessuno degli abitanti della città e dei dintorni sembravano
conoscere la realtà di quello che accadeva nel campo, non solo, i più dicevano
di ignorarne l'esistenza.
Per ordine del comandante di battaglione Capitano Richmond, i notabili
della città furono costretti a raccogliere i cadaveri ancora insepolti degli
internati e a rivestirli e poi a seppellirli con onore e rispetto nel cimitero
della città.
Il
ruolo, forse determina il comportamento umano, fino a farne sparire
l'umanità....
Richmond fu accusato per questo suo gesto di essere ebreo e di
averlo fatto per rivalsa...
Ma Richmond non era ebreo....era solo
un uomo...
Samuel Fuller disse " questa é una breve lezione sull'umanità
che uccide l'umanità, che brucia l'umanità e che abbandona la propria
umanità"
In quello stesso giorno, sullo stesso piazzale del campo, il
medico generale sovietico, si rivolse a tre gruppi di internati,
frammenti di uomini, che assistevano in piedi, seduti o sdraiati
a quanto accadeva....

In una sorta di giudizio
universale, al primo gruppo disse che non avrebbero potuto salvarli
perché erano in fin di vita, al secondo gruppo che erano affetti da malattie
infettive tali che non avrebbero potuto muoverli di là, e al terzo gruppo che
sarebbero tornati a casa.
La memoria dell'uomo é la stessa, memoria per la propria storia
comune che a volte ma non solo e non sempre si interseca coi grandi
eventi della storia, ma che soffre
e subisce
in silenzio, senza capire, e a volte, anche muore.
Essenza
di follia.....

Gilberto Gamberini
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