Psicoterapia Ericksoniana

 del politico Berlusconi

foto intervento Gilberto Gamberini

 

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Psicoterapia Ericksoniana di un uomo politico:

Berlusconi potrebbe essere l'occasione ...ma non la conclusione.....

 

 

Sindrome bipolare?  Momenti di euforia alternati a depressione?

Può essere....

la vita è così...

un umore, senza alti ne bassi, 

ma, caratterizzato da uno stato d'animo apparentemente e costantemente sorridente

è sospetto dell'uso di qualche sostanza....

dico apparentemente, perchè poi  le sostanze ti tirano su e tanto poi ti tirano giù....

Magari nei luoghi bui ....

dove nessuno ti può vedere...

 

 

Ma tu ti vedi comunque....

 

 

 

Perchè stupirsi se l'umore è depresso...

essere quello che si è depone positivamente per una persona....

piuttosto che un sorriso prestampato,

meglio un attimo di raccoglimento...

di ripensamento....

ma escluderei i rimpianti ed escluderei anche il colpevolizzare gli altri....

c'è, sempre e comunque, un qualcosa che dipende anche da noi....

 

 

Un momento no...

può essere utile per spingerci a delle riflessioni....

e portare a dei cambiamenti nella nostra vita....

adattandoci ai suoi mutamenti,

ma senza perderne la spinta e le motivazioni individuali....

 

 

 

Per un politico la gara deve essere sempre vinta...

ma è inevitabile che non possa sempre essere così....

resta l'obbiettivo,

magari dandosi tempi più lunghi,

attendendo, anche, una maturazione di eventi e cose

e perchè no... anche di noi stessi....

perchè la gara della vita è eterna

 

 

come lo è il nostro spirito

e sopravvive, anche a  noi stessi,

nelle idealità

che riesce a  creare....

 

 

Gilberto Gamberini

 

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fonte Marco Galluzzo Corriere della Sera

28 maggio 2006 

Non mollo sono vecchio Gli alti e bassi del cavaliere.

Una possibile cronaca psicologica ha fornito spunti al pettegolezzo e alle curiosità. Lui, il protagonista, è passato dalla malinconia all’euforia. Da una fase di profondo sconforto a una costruttiva. Da parole di smarrimento a quel dovere dell’ottimismo che osserva come filosofia di vita. Uno psicologo qualsiasi potrebbe rinvenire lo schema di quello che tecnicamente si chiama «disturbo bipolare»: alti e bassi dell’umore come faccia della stessa medaglia, uno stato più o meno intenso di depressione.

Trattandosi dell’ex premier, ovvero di quel Berlusconi che ha sempre detto di avere «il sole in tasca», l’accostamento sarebbe non solo affrettato, ma probabilmente anche errato. E’ indubbio che nei giorni della sconfitta, e del trasloco da Palazzo Chigi, l’umore sia andato giù in picchiata come mai negli ultimi anni,ma è pur vero che la persona è abituata a grandi recuperi. «Non farò come Cavalcanti... » ha promesso a Pavia, citando il poeta che Dante immaginava solitario e contemplativo, su una barca, lontano da tutti. L’argomento l’ha tirato fuori ieri mattina, sulle colonne di Libero, Vittorio Feltri.

In un editoriale-lettera al Cavaliere ha offerto—come d’abitudine — una lunga serie di consigli politici. Fra un avvertimento e l’altro anche la nota umana: «Mi dicono che sei depresso. Ne hai ben donde. Mi dicono che ti sei isolato, da Casini e Fini, e forse anche da Bossi». Subito dopo il suggerimento: «Silvio, guarda che da solo non vai da nessuna parte». In effetti, a dare ascolto ai segni, Berlusconi ha fornito dopo il voto più di uno spunto psicanalitico. In un negozio di Roma, i giorni del passaggio di consegne con Prodi, si è detto «vecchio»: era abituato a vedersi come un trentenne. Il pomeriggio dell’elezione di Napolitano, entrando alla Camera, ha chiesto ai suoi di restare composti: come a un «funerale». A Gaetano Pecorella ha manifestato la difficoltà dell’elaborazione del lutto: «Chissà cosa diranno ora i miei amici, Bush e Putin, mi vedranno come un perdente...».

E nelle stesse ore, pensando al futuro, accarezzava di nuovo l’abbandono: «Forse dovrei fare come ha fatto Aznar, come hanno fatto altri Grandi, cioè lasciare...». Il tutto condito da quelle passeggiate, nel cuore della Capitale, magari dagli amati antiquari di via dei Coronari o a cercare l’affetto della gente, che appaiono anche come terapeutiche. .....