Psicoterapia ericksoniana del rifugiato politico

 

 

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Cesare Battisti, rifugiato politico si….ma di buon gusto.

Senza nulla togliere alle bellezze nascoste del mondo…..
non è che Battisti sia fuggito a Nimis o a Taipana,
in mezzo ad una foresta o in cima ad una montagna,
ma prima è fuggito a Parigi e poi in Brasile….

Migliaia di friulani, milioni di italiani vorrebbero fare i rifugiati politici……

Grazie a Sarcosy per il 2008 a Parigi,
prego Lula di riservarmi per il 2009 il Brasile,
però non insistete per avermi….
il prossimo anno ho già riservato Copacabana…..

giornali, dappertutto, quest’uomo, questo assassino, io non lo conosco"......



Cesare Battisti ex leader dei proletari armati per il comunismo, su decisione della corte d’appello di Parigi, doveva essere estradato in Italia, dove lo attendevano da scontare due ergastoli per terrorismo e l’omicidio di quattro persone.

Giustamente per lui fuggì da Parigi ed ora è ricomaprso in un luogo altrettanto ameno…..il Brasile….

Cesare Battisti sembra avere rimosso il ricordo di quel passato
DisseCesare Battisti
“Criminel, odieux, assassin, tuer, cet homme qui n’èst pas mois porte mon nom. Dans le journaux partout cet homme, ce meurtrier, je ne le connais pas ” ” Criminale, odioso, assassino, che uccide, quest’uomo, che non sono io, porta il mio nome. Sui giornali, dappertutto, quest’uomo, questo assassino, io non lo conosco

Amnesia reiterata….tutto può essere….anche l’incontrario di tutto….diverso certamente dalla sfida continua di Alekos Panagulis….quasi una ricerca del martirio…..

Non lo so, non sta a me giudicare, solo Dio conosce la verità su quanto è effettivamente avvenuto.
Forse anche i magistrati sono fallibili, come tutti gli esseri umani,
ma sta di fatto che è stato ritenuto colpevole con una sentenza che è passata in giudicato
della morte di quattro persone e condannato a due ergastoli. ….

tempo. ......

 


Io ho conosciuto una delle sue vittime.

Conoscevo il maresciallo Santoro, capo delle guardie carcerarie, ucciso il 6 giugno 1978 a Udine.
Conoscevo il maresciallo Santoro, non lo conoscevo così bene da potermi considerare un vero amico, perché era notevole la differenza di età tra di noi, e non c’è stato il tempo materiale di conoscerci e di frequentarci a lungo.

Io consideravo il maresciallo Santoro, un persona degna, una persona gentile che aveva la disponibilità generosa che hanno spesso le persone che provengono dal Sud d’Italia,
che ti coinvolgono col loro affetto nelle cose che fanno come se ti conoscessero da molto più tempo.

Ricordo le cene che spesso al sabato sera si organizzavano, dove il maresciallo Santoro,
appassionato di cucina, cucinava per tutti…….

forza.....

 


Sulla vicenda Cesare Battisti, i giornali francesi della gauche Liberation e l’Humanitè
hanno scelto una posizione “bohemienne” mettendo in risalto il presente di Cesare Battisti
e dimenticando il suo passato, fanno risaltare le sue doti di scrittore affermato di libri gialli
ed il fatto che lui non è più lo stesso uomo di un tempo, anzi che forse quell’uomo neppure lo è stato.

Le Figaro più conservatore, analizza in modo storico e contestuale agli eventi, il percorso degli anni di piombo in Italia, dall’omicidio di Aldo Moro in poi.
Lo stesso fa Le Monde e il giornale cattolico La croix.

Luciano Violante capogruppo DS alla camera nell’intervista al Corriere della Sera
parlando di Cesare Battisti dice “non mi entusiasmo per un uomo che sta per entrare in carcere per restarvi a lungo Credo che sia stata rispettata la legge Punto e basta. Esaltarsi per un ergastolo è esaltarsi per uno spirito di vendetta che non condivido”

Ma se esistono giustamente il rispetto e le ragioni di Battisti quindi dei vivi , esistono certamente anche le ragioni dei morti, degli ultimi e dei dimenticati, di coloro che non possono più parlare….

 

Non credo che scrivere un libro dia ad un uomo più diritti rispetto ad un altro uomo.

Se Battisti ha avuto la possibilità di godersi la prigione dorata di Parigi, col solo imbarazzo di scegliersi questo o quell’altro itinerario, altri non hanno avuto questa opportunità.

Se Battisti ha potuto scrivere i suoi libri, altri non hanno avuto la possibilità di scriversi il loro.

Se Battisti ha potuto scegliere di fare cose degne e che lo hanno reso famoso,
anche gli altri, le vittime, avevano lo stesso diritto.

E anche se, quegli ultimi avessero fatto delle cose banalissime e senza importanza e anche se la loro vita fosse corsa senza neppure il trillo di un campanello,
loro avevano il diritto di vivere la loro vita.

Bene ha fatto il sindaco di Parigi ad adottare Cesare Battisti e a proteggerlo ispirandosi alla dottrina Mitterand e ai radicati principi che ispirarono la rivoluzione francese “libertè egalitè fraternità”
“i diritti dell’uomo” ma altrettanto bene avrebbe fatto ad adottare e a proteggere i diritti dei morti,
di coloro che vengono solo ricordati e rimpianti, ma mai rispettati.

tosi per forza, dei silenziosi per forza…..

di tanti......

Ricordiamo tutti un altro Cesare Battisti, tutti più o meno lo abbiamo studiato a scuola.
Parlo di quel Cesare Battisti, di nome e di fatto, (1875-1916) che, trentino irredentista, ma cittadino austriaco, fu deputato al parlamento d’Austria e nella prima guerra mondiale, nel 1915 si arruolò nell’esercito italiano dove negli alpini raggiunse il grado di capitano.

Fu fatto prigioniero dagli austriaci, fu riconosciuto, ed insieme a Fabio Filzi,condannato a morte per impiccagione, perché considerato traditore.
Altra tempra forse, altra coerenza, ma forse troppo antica per stimolare l’attenzione,
perché forse si sono persi i concetti di queste cose, come se i tempi moderni derivassero dal nulla
e non dalla storia, dalle idee e dal sacrificio personale di tanti……

solo per la nostra quotidiana disperazione, dello sgabuzzino del cesso....

 

Veniamo a tempi più recenti. Il caso Enzo Tortora.
Enzo Tortora,
famoso giornalista e presentatore televisivo, ai suoi tempi era come dire una Lilli Gruber, un Bruno Vespa un Fazio e un Michele Santoro messi insieme, faceva 28 milioni di telespettatori.
Enzo Tortora nel 1983 fu accusato di associazione mafiosa e di traffico di droga
Fu arrestato per 7 mesi.
In quel periodo fu sottoposto alle peggiori ignominie, condannato dagli stessi mass media in cui lui aveva vissuto, prima ancora di subire un processo.
Perché si sa…diffama…diffama..alla fine qualcosa ne resterà dentro, e la gente ne sarà contagiata.
Nel 1984 fu eletto nelle liste del partito radicale, che da sempre sosteneva le battaglie libertarie,
come deputato europeo.
Enzo Tortora fu votato da 300.000 uomini e donne, che da un giudice dell’epoca furono definiti mafiosi e camorristi.
Nel 1985 Enzo Tortora fu condannato a 10 anni di carcere.
I “mafiosi camorristi” che lo votarono furono ripagati del loro voto, perché Enzo Tortora
pur eletto e pur godendo della immunità che derivava dalla sua elezione, rinunciò alla sua immunità di europarlamentare.
Fu trasferito per motivi di salute agli arresti domiciliari.
Nel 1986 fu assolto con formula piena dalla corte di assise.
Nel 1988 fu assolto definitivamente dalla corte di cassazione.

Ma da tale esperienza ne uscì distrutto, fisicamente e psicologicamente.
In carcere contrasse il cancro e forse la sua profonda depressione psicologica riuscì a deprimere
anche la sua forza immunologia.
Tale tesi mai è stata dimostrata ma è suggestiva, comunque, delle interrelazioni e correlazioni
che possono esistere tra psiche e soma.
La forza delle idee sta nelle azioni, anche le più comuni….che una persona compie.
Se In carcere contrasse il cancro e forse la sua profonda depressione psicologica riuscì a deprimere
anche la sua forza immunologia.
Tale tesi mai è stata dimostrata ma è suggestiva, comunque, delle interrelazioni e correlazioni
che possono esistere tra psiche e soma.
Se il Cesare Battisti moderno, si sente ed è innocente avrebbe dovuto e dovrebbe convincere i giudici di questo e non convincere solo se stesso.
Premiarlo con la Francia prima e il Brasile poi, fa venire voglia di essere come lui.
E forse è vero….Siamo tutti rifugiati politici….Solo che dobbiamo accontentarci, senza colpe, ma solo per la nostra quotidiana disperazione, dello sgabuzzino del cesso….

 

 

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