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Dr.Gilberto Gamberini |
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Uccidere per poi uccidersi |
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Un mondo capovolto,
osservato a testa in giù. Come un capitano che invece di salvarla, affonda la propria nave…
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Delirio di possesso che prende i singoli e le collettività….quando
considerano gli altri o il resto della umanità come cosa loro,
interpretandone sogni e desideri fino a confonderli coi propri
bisogni o proiettando su di loro le proprie mancanze. E’ un atto di estremo egoismo…. Non è un capitano che salva tutti e poi resta al timone fino
all’ultimo nella tempesta della vita…. Ma un capitano che uccide prima le donne e poi i bambini prima di affondarsi, perché la propria tempesta la porta dentro, e non c’è previsione del tempo che la possa annunciare. |
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Un mondo capovolto,
osservato a testa in giù. Come un capitano
che invece di salvarla, affonda la propria nave… Le avversità della vita o quelle percepite come tali, perché ciò che
conta è quello che viene percepito, dovrebbero essere
uno stimolo per mutare pagina
nel cammino della nostra esistenza.... ma coloro
corrosi
dal tarlo della ossessione o della depressione o di una angoscia che
non riescono a descrivere e a comunicare mascherando
quotidiani e subliminali dolori.. che, senza
accorgersene, superano quel labile limite della vita.... ritrovandosi su un
filo di rasoio….
L’angoscia
, il proprio personale dolore, la paura dell’avvenire,
spesso una sommatoria di motivi, elaborati come le spire di un
serpente boa, che occupa tutta la scena e che impedisce a qualsiasi
altra cosa di apparire..,. La solitudine dell’io, di quell’io
che si riempie di quello che trova e che elabora dentro di se… Ci sono persone, che portano in se i semi di un disordine che un evento evidenzia.....la goccia che fa traboccare il vaso.. Un delirio, un binario unico, senza ritorno e senza fermate
intermedie…. Fate
deragliare i pensieri, soleva
dire Milton Erickson.... Ma non sempre è possibile, perchè.... a volte la mente si
spezza...e non si ricompone .... e dopo un inutile discussione
con la morte …. la si va a cercare….senza cercare di discuterla
con un psicoterapeuta… uccidono e si uccidono…in una visione salvifica
del loro gesto…..perché i figli
paradossalmente accompagnano e vengono coinvolti in questa idea di morte, ed a volte li si elimina affinché non
soffrano per l’abbandono. E’ una idea d'amore fraintesa, un possesso di anime e di corpi che nessuno dovrebbe possedere, un
cordone ombelicale che invece di nutrire e far crescere ti soffoca come
un serpente boa tra le sue spire….nella convinzione che chi ha dato la
vita può poi anche toglierla, interpretando gli altri e le loro
esigenze attraverso il proprio delirante schema mentale di follia. Delirio di possesso che prende i singoli e le collettività….quando
considerano gli altri o il resto della umanità come cosa loro,
interpretandone sogni e desideri fino a confonderli coi propri
bisogni o proiettando su di loro le proprie mancanze. E’ un atto di estremo egoismo…. Non è un capitano che salva tutti e poi resta al timone fino
all’ultimo nella tempesta della vita…. Ma un capitano che uccide prima le donne e poi
i bambini prima di affondarsi, perché la propria tempesta la porta
dentro, e non c’è previsione del tempo che la possa annunciare. |
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