La fattoria degli Animali di George Orwell
Gilberto Gamberini
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2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
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George
Orwell nasce 25/06/1903 nel Bengala muore a Londra il 23/01/50
il Vecchio Maggiore si rischiarò la gola e cominciò:
“Questa, compagni, è la risposta a tutti i nostri problemi.
Essa si assomma a un in una sola parola: uomo. L'uomo è il solo, vero nemico
che abbiamo. Si tolga l'uomo dalla scena e sarà tolta per sempre la causa della
fame e della fatica.
«L'uomo è la sola creatura che consuma senza produrre.
Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l'aratro, non può
correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il signore di
tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio dà ad essi quel minimo che
impedisca loro di morir di fame e tiene il resto per é. Il nostro lavoro
coltiva la terra, i nostri escrementi la rendono fertile, eppure non uno di noi
possiede più che la sua nuda pelle. Voi, mucche che vedo davanti a me,
quante migliaia di galloni di latte avete dato durante lo scorso anno? E che ne
è stato di quel latte che avrebbe dovuto nutrire vigorosi vitelli? Ogni sua
goccia è andata giù per la gola del nostro nemico. E voi, galline, quante uova
avete deposto in un anno e quante di queste uova si sono dischiuse al pulcino?
Le restanti si sono tutte mutate in danaro per Jones e i suoi uomini. E tu,
Berta, dove sono i quattro puledri che hai portato in grembo e che avrebbero
dovuto essere il sostegno e il conforto della tua vecchiaia? Ognuno di essi fu
venduto al compiere di un anno e tu non li rivedrai mai più. In cambio dei tuoi
quattro parti e di tutto il lavoro dei campi, che cosa hai avuto se non una
scarsa razione e una stalla? «E neppure avviene che la misera vita che
conduciamo abbia il suo corso naturale. Non mi lamento per me, é io sono tra i
fortunati. Ho dodici anni e ho avuto più di quattrocento figli. Questa è la
naturale vita di un maiale. Ma nessun animale sfugge infine al coltello
crudele. Voi, giovani lattonzoli che mi sedete dinanzi, voi tutti entro un anno
griderete per il fuggir della vita. A questo orrore ciascuno di noi deve
giungere: mucche, porci, galline, pecore; tutti. Persino i cavalli e i cani non
hanno miglior destino. Tu, Gondrano, il giorno stesso in cui i tuoi possenti
muscoli avranno perduto la loro forza, sarai venduto da Jones all'uomo che ti
taglierà la gola e farà bollire la tua carne per darla in pasto ai cani da
caccia. Quanto ai cani, alloré diventano vecchi e senza denti, Jones lega loro
una pietra al collo e li annega nel più vicino stagno……”
“Poco mi rimane ancora da dire. Solo ripeto di ricordar
sempre il vostro dovere di inimicizia verso l'uomo e tutte le sue arti. Tutto
ciò che cammina su due gambe è nemico. Tutto ciò che cammina su quattro
gambe o ha ali è amico. E ricordate pure che nel combattere l'uomo non dobbiamo
venirgli ad assomigliare. Anche quando l'avrete distrutto, non adottate i suoi
vizi. Nessun animale vada mai a vivere in una casa, o dorma in un letto, o
vesta panni, o beva alcolici, o fumi tabacco, o maneggi danaro, o faccia
commercio. Tutte le abitudini dell'uomo sono malvagie. E, soprattutto, nessun
animale divenga tiranno ai suoi simili. Deboli o forti, intelligenti o
sciocchi, siamo tutti fratelli. Mai un animale uccida un altro animale. Tutti
gli animali sono uguali. “
“Gli
animali
di una fattoria,
stanchi
dei continui soprusi degli esseri umani,
decidono
di ribellarsi e ,
dopo
aver cacciato il proprietario,
tentano
di creare un nuovo ordine
fondato
su un concetto utopistico di uguaglianza.

Ben
presto, tuttavia emerge tra loro
una
nuova classe di burocrati,
i
maiali,
che,
con l'astuzia, la cupidigia e l'egoismo,
che
li contraddistinguono
si
impongono in modo prepotente e tirannico
sugli
altri animali più docili e semplici d'animo.
Gli
elevati ideali di eguaglianza e di fraternità proclamati al tempo della
rivoluzione vittoriosa sull'uomo vengono così progressivamente traditi...”
Un nuovo mondo,
che sarà nuovo solo nella forma,
ma non nel contenuto,
perché le ragioni comunque elaborate e differenziate,
dei maiali,
sono quelle di sempre,
quella dei padroni che hanno il tempo di ragionare,
i mezzi per imporre le proprie ragioni,
la stupidità che rende queste ragioni eterne e mai discutibili.
Un ruolo
può cambiare o indirizzare l’anima.
Gli animali della fattoria,
ora dominata dai maiali:
che sono la classe
dominante,
osservano dall'esterno di una finestra,
i maiali e gli uomini
che sono riuniti all'interno della casa dell'uomo.
"Dodici
voci si alzarono furiose, e tutte erano simili.
Non
c'era da chiedersi ora
che
cosa fosse successo al viso dei maiali.
Le
creature di fuori
guardavano
dal maiale all'uomo,
dall'uomo
al maiale
e
ancora dal maiale all'uomo,
ma,
già, era loro impossibile distinguere tra i due"

Urlavano allo stesso modo,vestivano tutti gli abiti degli uomini,
mangiavano ritti sulle due zampe, e
uomini e maiali decidevano del
destino degli animali fuori.
L’animalità è una condizione,
l’animalità è un non privilegio,
l’animalità non è un fatto di natura.
Gilberto Gamberini
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