Mi ritorni in mente 

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Mi ritorni in mente bella come sei forse ancor di più
 
 mi ritorni in mente dolce come mai
 
come non sei ....

Un angelo caduto in volo questo tu ora sei
 in tutti i sogni miei
come ti vorrei come ti vorrei
 
Ma c’è qualcosa che non scordo
c’è qualcosa che non scordo
che non scordo .....

(fonte Lucio Battisti Mogol)
 
 

Mi ritorni in mente….nell’aterosclerosi, nell’indurimento dei vasi cerebrali, nella scarsa circolazione legata alla età si ricordano eventi del passato più remoto e  si dimenticano eventi del passato più recente….un anziano alle nozze di diamante gli venne in mente una fidanzata che aveva conosciuto quando era militare a 20 anni….bello come ricordo, il primo problema fu che volle mettersi a cercarla….

Il secondo problema era che lui aveva prestato servizio sul confine orientale verso la ex yugoslavia, ed ora quei territori non appartenevano più all’Italia, il terzo problema era che quella ragazza di cui lui non ricordava il cognome di nome faceva Mariza….l’equivalente di Maria…..nome molto raro….come potete capire….il quarto problema lui ricordava il filo spinato del confine ma non il luogo esatto…..il quinto problema fummo noi che andammo veramente a cercare Mariza…..domandando nei casolari più sperduti….il sesto problema fu che quando ci chiedevano quanto tempo fa avrebbe abitato lì Mariza e noi rispondevamo 50 anni prima, pensavano che li prendessimo in giro….ed ecco i veri motivi per cui il presidente croato Mesic se l’è presa un po’ col nostro presidente Napolitano ….in realtà ce l’aveva con noi…

 

quando il passato ritorna…..deve avere una condivisione….nel presente…..

 

ci sono due modi per ritrovarsi…..quello che si esaurisce nel ricordo….

e quello che diventa un nuovo incontro, un nuovo inizio, 

il senso del passato è, a volte, anche quello di un suo prolungamento.... 

Quando Io vedo attraverso gli occhi del ricordo.

 

 

Mi avvolgo nella spirale del mio io.

E se il mio io è pieno di dolore

mi nutrirò ed amplificherò

quel dolore.

 

 

C’era una volta…C'era una volta una  principessa,

dallo sguardo di fuoco, dal corpo d'alabastro, 

mani e piedi delicati d'uccello.

Avresti costruito cattedrali nel deserto per lei. 

Avresti attraversato deserti di sale.

Avresti colto il frutto

e poi conservato nel cuore l'indelebile ricordo.

Saresti morto in mille battaglie pronunciando il suo nome,

prima di quello della madre che ti aveva generato…

 

Saresti andato oltre le colline dell'arcobaleno

ed avresti colto

i frutti proibiti dell'albero del bene e del male.

Avresti cavalcato mille miglia.

Saresti caduto in mille burroni ed ogni volta ne saresti uscito,

arrampicandoti e scorticandoti le dita,

solo per il piacere della sua vista e di un suo sguardo. …..

 

 

era solo un sogno…un brutto sogno

e i raggi del sole del mattino,

si trasferiscono nei tuoi occhi

ed illuminano quello che guardi e che guarderai ancora…

se saprai vederlo…

senza ferirti

coi fantasmi del tuo passato….

 

 

C’era una volta.... una brioche

 

Eri nata in una pasticceria, lungo una stretta via, dove l’odore si espandeva dove prima nulla c’era.

Ti avevano cullata, riscaldata e poi la vita ti avevano data, riempiendoti di dolcezza e di marmellata.

E poi su un vassoio distesa, ed avviata, trasportata nel luogo dove venivi consumata.

 

 

Era un luogo grigio e fumoso, e per l’emozione un po’ di marmellata ti era scappata.

Il barista ti ha guardata, con lo straccio ti ha asciugata e tu come una sberla l’hai percepita.

 

 

Poi qualcuno ti ha afferrata, mani untuose ti han carpito e dalle altre e dal vassoio ti han separata.

In una  bocca, che neppure ti ha guardata,  sei scivolata, in mille pezzi frantumata, l’anima ti è scappata,  in una discesa buia sei scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata.

 

La tua vita come quella di Marinella, neppure un giorno è durata.

 

 

Appena nata sei già stata mangiata.

 

 

 

L’Elaborazione del lutto per la morte di un figlio ...

.

 

La madre di A.

La madre di A. aveva perso l’unica figlia in un incidente stradale in autostrada. A. aveva 22 anni e tornava dalla discoteca in cui era D.J. La stanchezza e la distrazione la avevano tradita. La madre voleva capire, voleva farsi una ragione di un qualcosa che non accettava. Alla madre mancavano dei tasselli da ricomporre della esistenza della figlia, sapeva, ma non conosceva i particolari di quanto era accaduto in quegli ultimi anni di vita della figlia.

Dovevo e potevo dargli uno scopo, dovevo e potevo colmare quello spazio di memoria. Le proposi di farlo insieme. Avremmo ripercorso quel cammino e magari lo avremmo completato insieme, compiendo tutto quello che era stato solo abbozzato, terminando gesti e azioni, in modo da fare continuare quella vita mancata, dentro di lei, in un qualcosa di non compiuto, che poteva ancora compiersi.

Contattò la discoteca, incontrò i titolari, i colleghi della figlia, toccò la sua consolle, incontrò clienti del locale ed amici, passò diverse serate in discoteca, scoprì che la figlia aveva un ragazzo, parlò con lui e piansero insieme per la morte di sua figlia. Scoprì degli hobby della figlia delle sue tante passioni e autonomamente decise di portarle avanti, di farle diventare parte della sua vita, come se sua figlia diventasse parte di lei.

Fu una grande consolazione per lei e le diede un nuovo motivo di vita e la sua vita cambiò. Cambiò anche il suo abbigliamento, più giovanile, a forza di stare con giovani anche lei lo divenne. Le sue idee diventarono meno rigide e aumentò la sua curiosità per la vita. E si accorse di avere tanti amici intorno e per lei quella discoteca divenne un luogo caro, con amici che rinnovavano e continuavano la sua esistenza senza cancellare il ricordo che lei voleva mantenere.

 

NON SI è MAI SOLI QUANDO QUALCUNO SE NE ANDATO MA SOLO QUANDO NESSUNO è MAI VENUTO NELLa NOSTRA VITA …..

 

 

Gilberto Gamberini

 

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 “una bella compagnia” sottintendendo con questa semplice parola tutta la piacevolezza che una compagnia può dare….