Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008
[Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.
Mi ritorni in mente bella come sei forse ancor
di più
mi ritorni in mente dolce come mai
come non sei ....
Un angelo caduto in volo questo tu ora sei
in tutti i sogni miei
come ti vorrei come ti vorrei
Ma c’è qualcosa che non scordo
c’è qualcosa che non scordo
che non scordo .....
(fonte Lucio Battisti Mogol)

Mi ritorni in mente….nell’aterosclerosi,
nell’indurimento dei vasi cerebrali, nella scarsa circolazione legata alla età
si ricordano eventi del passato più remoto e si dimenticano eventi del
passato più recente….un anziano alle nozze di diamante gli venne in mente
una fidanzata che aveva conosciuto quando era militare a 20 anni….bello
come ricordo, il primo problema fu che volle mettersi a cercarla….
Il secondo problema era che lui aveva prestato servizio sul
confine orientale verso la ex yugoslavia, ed ora quei territori non
appartenevano più all’Italia, il terzo problema era che quella ragazza di cui
lui non ricordava il cognome di nome faceva Mariza….l’equivalente di
Maria…..nome molto raro….come potete capire….il quarto problema lui ricordava
il filo spinato del confine ma non il luogo esatto…..il quinto problema fummo
noi che andammo veramente a cercare Mariza…..domandando nei casolari più
sperduti….il sesto problema fu che quando ci chiedevano quanto tempo fa avrebbe
abitato lì Mariza e noi rispondevamo 50 anni prima, pensavano che li
prendessimo in giro….ed ecco i veri motivi per cui il presidente croato Mesic
se l’è presa un po’ col nostro presidente Napolitano ….in realtà ce l’aveva con
noi…

quando il passato ritorna…..deve avere una condivisione….nel
presente…..
ci sono due modi per ritrovarsi…..quello che si esaurisce nel
ricordo….
e quello che diventa un nuovo incontro, un nuovo inizio,
il senso del passato è, a volte, anche quello di un suo
prolungamento....
Quando Io
vedo attraverso gli occhi del ricordo.

Mi avvolgo nella
spirale
del mio io.
E se il mio io è
pieno di dolore
mi nutrirò
ed amplificherò
quel dolore.
C’era una
volta…C'era una volta una principessa,
dallo sguardo
di fuoco, dal corpo d'alabastro,
mani e piedi
delicati d'uccello.
Avresti
costruito cattedrali nel deserto per lei.
Avresti
attraversato deserti di sale.
Avresti colto
il frutto
e poi
conservato nel cuore l'indelebile
ricordo.
Saresti morto
in mille battaglie pronunciando il suo nome,
prima di
quello della madre che ti aveva generato…
Saresti andato
oltre
le colline dell'arcobaleno
ed avresti
colto
i frutti
proibiti dell'albero del bene
e del male.
Avresti cavalcato
mille miglia.
Saresti caduto
in mille burroni ed ogni volta ne saresti uscito,
arrampicandoti
e scorticandoti le dita,
solo per il
piacere della sua vista e di un suo sguardo. …..
era solo un sogno…un
brutto sogno…
e i raggi del sole del mattino,
si trasferiscono nei tuoi occhi
ed illuminano quello che guardi e che guarderai ancora…
se saprai vederlo…
senza ferirti
coi fantasmi
del tuo passato….

C’era
una volta.... una brioche
Eri nata in una
pasticceria, lungo una stretta via, dove l’odore si espandeva dove prima nulla
c’era.
Ti avevano cullata,
riscaldata e poi la vita ti avevano data, riempiendoti di dolcezza e di
marmellata.
E poi su un
vassoio distesa, ed avviata, trasportata nel luogo dove venivi consumata.
Era un luogo
grigio e fumoso, e per l’emozione un po’ di marmellata ti era scappata.
Il barista ti ha
guardata, con lo straccio ti ha asciugata e tu come una sberla l’hai percepita.
Poi qualcuno ti
ha afferrata, mani untuose ti han carpito e dalle altre e dal vassoio ti han
separata.
In una
bocca, che neppure ti ha guardata, sei scivolata, in mille pezzi
frantumata, l’anima ti è scappata, in
una discesa buia sei scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata.
La tua vita come
quella di Marinella, neppure un giorno è durata.
Appena nata sei
già stata mangiata.
L’Elaborazione del lutto per la morte
di un figlio ...
.
La madre di A.
La madre di A. aveva perso l’unica figlia in un incidente stradale
in autostrada. A. aveva 22 anni e tornava dalla discoteca in cui era D.J. La
stanchezza e la distrazione la avevano tradita. La madre voleva capire, voleva
farsi una ragione di un qualcosa che non accettava. Alla madre mancavano dei
tasselli da ricomporre della esistenza della figlia, sapeva, ma non conosceva i
particolari di quanto era accaduto in quegli ultimi anni di vita della figlia.
Dovevo e potevo dargli uno scopo, dovevo e potevo colmare quello
spazio di memoria. Le proposi di farlo insieme. Avremmo ripercorso quel cammino
e magari lo avremmo completato insieme, compiendo tutto quello che era stato
solo abbozzato, terminando gesti e azioni, in modo da fare continuare quella vita mancata, dentro di
lei, in un qualcosa di non compiuto, che poteva ancora compiersi.
Contattò la discoteca, incontrò i titolari, i colleghi della
figlia, toccò la sua consolle, incontrò clienti del locale ed amici, passò
diverse serate in discoteca, scoprì che la figlia aveva un ragazzo, parlò con
lui e piansero insieme per la morte di sua figlia. Scoprì degli hobby della
figlia delle sue tante passioni e autonomamente decise di portarle avanti, di
farle diventare parte della sua vita, come se sua figlia diventasse parte di
lei.
Fu una grande consolazione per lei e le diede un nuovo motivo di
vita e la sua vita cambiò.
Cambiò anche il suo abbigliamento, più giovanile, a forza di stare con giovani
anche lei lo divenne. Le sue idee diventarono meno rigide e aumentò la sua
curiosità per la vita. E si accorse di avere tanti amici intorno e per lei
quella discoteca divenne un luogo caro, con amici che rinnovavano e
continuavano la sua esistenza
senza cancellare il ricordo
che lei voleva mantenere.
NON SI è MAI SOLI QUANDO QUALCUNO SE NE ANDATO MA SOLO
QUANDO NESSUNO è MAI VENUTO NELLa NOSTRA VITA …..

Gilberto Gamberini
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“una bella compagnia” sottintendendo con
questa semplice parola tutta la piacevolezza che una compagnia può dare….