Mobbing: una Vita Violentata
Gilberto Gamberini

Konrad
Lorenz definiva come mobbing il
comportamento di “attacco collettivo di una multidudine di animali contro uno
solo”.
Nel
mondo dell’uomo tale significato iniziale è stato modificato nella sua
concettualità intendendosi l’attacco collettivo vessatorio di una persona più
forte o di un gruppo di persone
coalizzate verso una vittima designata.
E’
una aggressione, una emarginazione che lo isola e lo uccide dentro a poco a
poco
Cos'è
il mobbing?
Un
maltrattamento, una violenza psicologica,
nell’ambiente di lavoro, deliberata e ripetuta nel tempo da parte di un
superiore (di ruolo) o di uno o più colleghi che vogliono esercitare un
controllo su quella persona o addirittura che vogliono la sua distruzione.
E’
una strategia subdola, non dichiarata, ma attuata in modo sistematico
e
costante nel tempo, che si può svolgere
con
iniziali quasi impercettibili insulti.
Quali
sono questi insulti?
Una
sensazione di essere poco più che tollerati, scherzi inopportuni,
saluti
negati, isolamento progressivo, sguardi e atteggiamenti
di
sufficienza e di scherno, intolleranza alle proprie idee,
fino
all’isolamento totale: ignorati fino a diventare quasi invisibili
(Marilyn
Monroe, nella sua infanzia, si sentiva in egual modo ignorata ed
invisibile)
in
altre parole una violenza psicologica protratta, che per divenire mobbing deve
avere la caratteristica di non essere un fatto isolato e temporaneo, ma deve
prolungarsi nel tempo.
E' una
Sindrome da Stress Post Traumatico progressivo PTSD.

Cosa
avviene nella vittima?
Un
cambiamento del suo stato
emozionale, uno spazio vitale psichico che a poco a poco gli viene
tolto.
La
persona si sente vittma in rapporto ai stimoli percettivi, auditivi e
visivi che coglie all’esterno di lui.
Il
cambiamento a livello emozionale è il primo passo del mobbing.
E
quando la vittima cerca di capire e domanda spiegazioni le viene detto
che sono tutte sue fissazioni oppure le viene impedito di esprimersi o le
viene ribadito che il problema sta in lui....
La
vessazione non solo non viene ammessa ma viene ribaltata sulla vittima....
Le attuazioni
concrete del mobbing sono delle
trame subdole e poi dichiarate, come lo spostamento di
luogo di lavoro, il trasferimento.
Per
ultimo avviene lo screditamento del suo lavoro e delle sue capacità,
sbaglia perché fa e sbaglia perché non fa, in una specie di doppio
legame patologico per cui qualsiasi cosa faccia e comunque la faccia
non va bene perché non deve andare bene.
E'
una metacomunicazione incongruente.
E' è
una violenza a livello psicologico perché distrugge la persona nelle sue
convinzioni, nella sua dignità, nel suo essere in grado di fare.
Per
ultimo alla vittima designata già sottoposta a stress psico fisico viene
chiesto sempre di più, sapendo che non potrà psicologicamente sopportarlo.
Ovviamente
qualsiasi cosa la vittima faccia
non
andrà mai comunque bene.
E'
un'opera progressiva di demolizione psicologica.
Mantenere la
fiducia in se stessi in tali condizioni è impossibile, perché l’animo
umano ha sempre bisogno di una qualche conferma.
In
una situazione di mobbing mancano delle prospettive future e se si
associa una vita privata altrettanto “violentata” ...

Un tempo venne un uomo:
voleva smettere di fumare,
fumava moltissimo con un accanimento tale,
che doveva dipendere da qualcosa che gravava su di lui,
gli dissi
“parliamo prima e poi affronteremo la sua richiesta”
Mi
raccontò:
il
suo lavoro andava male, non riusciva a mantenere lo standard degli altri,
si
sentiva vecchio, stanco, non più all'altezza, inadeguato,
guadagnava
troppo poco rispetto a quello che gli serviva,
doveva
pagare anche gli alimenti alla sua ex moglie,
e
il mantenimento delle due figlie, che non avevano mai tempo per lui, venivano
solo per i soldi, e le loro visite erano frettolose e di circostanza, dopo la
separazione era andato a vivere con un collega di lavoro,
una
sera avevano bevuto molto,
ed
aveva avuto un rapporto omosessuale con lui,
si
sentiva schifato di se stesso, in colpa, un fallito,
un
uomo finito
senza prospettive.
dovevamo
partire da li....
e
non dalle conseguenze....
Il
fumo, l’alcool, la sua trascuratezza nel vestire e nel valutarsi,
erano una
conseguenza del suo modo di sentirsi interiore.
Allo
stesso modo avrebbe fatto Milton
H. Erickson,
rivoltando
il suo cappotto,
nel
senso che gli avrebbe fatto capire che anche lui,
si
sentiva, in altrettanto modo, in quel momento,
ma
superato quel momento,
avrebbero
potuto percorrere una strada
insieme,
che
non fosse quella già percorsa dalla sua vita.

Quante
persone in Italia sono interessate al mobbing?
Circa
il 5 %
Chi
sono gli attori e le comparse attive nel mobbing?
L’aggressore
o gli aggressori (mobber) , la vittima (mobbizzato) gli
spettatori (colleghi)che invece di solidarizzare, si chiamano fuori per evitare di andarci in
mezzo.
In
molte imprese diventa una scorciatoia affinché si dimissionino spontaneamente,
dipendenti o collaboratori divenuti “scomodi” ..
La
vittima del mobbing deve combattere contro un mostro troppo grande per
lui, aggravato dal fatto che non ne comprende i motivi, in un universo quasi kafkiano.
Cosa
provoca il mobbing nella vittima?
Disturbi
ossessivi Fobie
fino a veri e propri Disturbi Dissocia
Disturbi
da Stress Ansia
Psicosomatizzazioni
PTSD
Post Traumatic Stress Desorder
Depressione
inizialmente mascherata e Depressione maggiore.
In
Italia, il Mobbing è causa del 15 % dei suicidi
Chi
sono i tuoi amici in caso di Mobbing?
Lo
psicoterapeuta ti aiuterà a parlarne e a non chiuderti in te stesso, e a
convincerti che non sei tu, vittima, in difetto ma il tuo carnefice, che devi
combatterlo, ed isolarlo come un virus pericoloso per la tua salute, per
migliorare la tua vita e quella di altri che verranno vessati da lui, dopo che
tu avrai mollato, per i suoi psicopatogici motivi che insieme cercheremo di
comprendere per contrastarlo, per combatterlo insieme.
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