Gilberto Gamberini

 

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Calcio e vita

Modelli violenti e modelli della moderazione

foto intervento

Dice la vedova dell’ispettore Raciti, con parole di moderazione, malgrado gli eventi

La sportività è una cosa bella la violenza no”

 

 

E' la sportività che ci ha fatto vincere i mondiali.....

 

 

Forse è la prima volta che la grande macchina dello spettacolo si ferma per un momento di raccoglimento e per fare il punto sul futuro, ma non è solo calcio……

L’intera società sembra pervasa da una violenza che parte dalle famiglie, genitori sui figli, figli sui genitori, dai nonni, dai vicini di casa, sette sataniche, fino al branco che ricerca sangue e sesso come a trarne energia da vampiri….

 

 

La gente è stufa e non capisce, non sa bene cosa fare  e se è giusto quello che altri fanno ma partecipa di quanto accade, ne sente il disagio come se fosse il proprio…

Lo si percepisce per strada, lo si ascolta nei metrò, negli autobus e nei negozi….

 

 

Mi ha colpito ascoltare per strada i commenti sulle parole del Presidente Mattarese, che non aveva a livello logico alcun torto, ne muoiono molti di più sulle strade e nessuno ferma il traffico, ma emotivamente aveva torto perché la gente per la prima volta ha sentito la morte di quel poliziotto, non come la morte di uno sbirro ma come la morte di un uomo.

 

 

Non so perché questo è accaduto ma per fortuna che cose così cominciano ad accadere…..

 

 

Violenza stadio, perché i giovani?

 

 

I giovani sono sicuramente figli di qualcuno e prendono esempio dagli adulti,

i modelli degli adulti, coinvolgono le società, i giocatori, le tifoserie….i giornalisti, i dibattiti televisivi sullo sport, occorre fare un passo indietro, rivedere i modi della comunicazione, del linguaggio usato, del vittimismo durante le partite, delle esagerazioni, delle offese, dello scontro divenuto modello di comportamento, lo scontro, le minacce, le offese che fanno audience e chi le innesca non solo non viene allontanato ma viene richiamato perché aumenta gli ascolti…….

 

 

Ma "quell’ascolto" non viene ascoltato, recepito e visto solo da persone mature e che comprendono la differenza del vero dal falso, ma da tutti, da ragazzi che prendono quanto viene detto per oro colato, un offesa alla propria squadra viene introiettato …..e riesplode la domenica dopo contro la squadra avversaria ….

 

 

Intolleranza,  non ci si specchia, si scrive ma non si legge, un io ipertrofico, sono i tempi del si, del sempre si, contrapposti al tempo del no, si parla e non si ascolta, ci si ascolta, si ascoltano solo le proprie ragioni ……queste sono le stimmate….che la vedova dell’ispettore Raciti con parole di moderazione cerca di cambiare….

 

 

Violenza del gruppo….

 

 

Se conoscessimo le ragioni di tutto avremmo anche le risposte su tutto ma non è così ……

 

La tifoseria estrema che si muove a branco, intruppata come una antica legione romana, schierata ……  per proteggersi anche, per creare una autodisciplina di gruppo ed interiore, non è male questo, ci sono tifoserie in cui i giovani hanno trovato uno scopo ed un riferimento, non è male questo….anzi la tifoseria può avere un senso di aggregazione sociale, che supplisce al disastro di molte famiglie, fin qui è sport ma come a ripetere all’infinito le parole della vedova, la sportività è una cosa bella la violenza no……..

 

 

 

Esistono dei tristi ricordi della violenza.....

bisogna ribellarsi alla violenza modificare dei modelli e dei comportamenti....

oggi a me e domani a te questo è il triste motto della violenza che ti trasforma

da vittima a carnefice  e viceversa...

nel movimento studentesco ci furono idealità e deviazioni,

io preferisco ascrivermi alle idealità perchè in quelle idealità non ci fu mai posto per la violenza e solo allora quel movimento espresse nuovi modelli che le deviazioni della violenza riportarono indietro......

 

 

 

Mike Buongiorno “ bisogna reimparare a volersi bene”

Volerci e volersi bene perché gli altri sono il nostro specchio

 

La fuori ci sono ragazzi non sono entità amorfe ma sono i nostri figli nipoti o figlie nipoti di qualcun altro

 

ma non dobbiamo mai dimenticare che figli e nipoti non sono solo tifosi ma anche i poliziotti e i carabinieri …

ci vuole un rispetto nuovo per chi indossa la divisa..non devono diventare capri espiatori né farli sentire impotenti ....

 

 

bisogna disarmarli dentro, mentalmente, i  violenti affinché gli altri e i diversi da te non siano visti come avversari

 

 

Maschere, ci si mette la maschera a carnevale, ci si mette la maschera per togliersi la maschera di ogni giorno, la maschera può nascondere qualsiasi cosa, qualsiasi ipotesi diviene possibile, chi c’è dietro la maschera? E per maschera intendo passamontagna, fazzoletti caschi da moto senza avere la moto, dietro la maschera ci può essere la provocazione e il gioco  crudele di altri….

 

 

Se sei per strada e ti vedi venire incontro delle persone col passamontagna  cosa senti, cosa pensi…? Pensi al peggio…hai paura qualcosa di spiacevole accadrà….Quando il pubblico vede queste “maschere” già si angoscia intuendo che qualcosa accadrà…..bisogna togliere questa angoscia….ai tifosi, agli spettatori, alla gente per strada….

 

La violenza nasce non da una singola azione ma da un insieme di cause che si sommano tra loro in percentuali diverse, bisogna intervenire su ogni singolo elemento per togliere forza alla valanga violenza……

 

 

Ognuno ha la sua responsabilità, è forse il primo passo è quello di evitare di scaricare sempre sugli altri la colpa di tutto, la critica deve iniziare ad essere costruttiva e non solo demolitrice, basta coi capri espiatori ed i razzismi, bisogna anticipare la lotta alla violenza, distruggendo i suoi germi, bisogna costruire un buon vaccino contro la violenza….

Mi sembra che qualcosa si muova…..c’è una volontà generale di fare bisogna coordinare quel fare e far si che tanto cordoglio non venga dimenticato nei giorni a venire……

 

La metafora del fare….Vincerà chi avrà più fame….

 

vincerà chi avrà riportato il calcio a festa di popolo

allo spettacolo e al gioco….

 

Perché non riempire gli stadi ( a norma) di bambini, fatti entrare gratuitamente? Ridateci il calcio….il gioco è di tutti…..

i violenti arruolateli nella legione straniera ....

potranno sfogarsi....

 

 

Gilberto Gamberini

 

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