Il modello mamma e lavoratrice L’Eroismo della
quotidianità
Gilberto Gamberini
Copyright ©
2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.
Il modello mamma e lavoratrice che vince
L’Eroismo della quotidianità
Valentina Vezzali,
mamma da pochi mesi, vince la medaglia d’oro
al mondiale di Lipsia nella
scherma.
Il messaggio positivo.
L’eroismo della
quotidianità.
L’elogio di tutti
quegli esseri comuni che trovano in se la forza di essere un qualcosa di più,
rispetto a quello che erano, fino ad un istante prima.
Esseri che sono sopra
alle righe con la forza della volontà, con la tenacia, con l’allenamento, col
sacrificio. Un sacrificio che dura nel tempo, come quello per ottenere un
risultato nello sport e nella vita,
risultato che non sempre viene, ma comunque è una partita che giocano con tutto
loro stessi.
Quando il risultato
viene, ben venga la gioia vera, quella della fine del percorso, quella del
traguardo finale. Una gioia sofferta,
senza scorciatoie, senza “aiutino” senza cocaina che scoppia in un urlo liberatorio.
Elogio di quegli esseri che trovano la forza per
diventare piccoli eroi nel lavoro di ogni giorno, e grandi eroi nello sport. In
questa occasione, il piccolo eroe del quotidiano diviene l’eroe dello sport, e
spinge ancora di più alla identificazione. Perché ognuno da quella donna, madre, e lavoratrice si sente rappresentato. E’ una di noi, e noi
possiamo essere o avvicinarci a quello che lei è.

Non nasce così per
censo e famiglia, ma diventa eroe, magari
per un giorno solo, come gli
atleti della antica Olimpia. Poi ritorna al quotidiano, alle gioie comuni.
Vengono alla mente
storie antiche. Viene in mente la madre dei Gracchi, che invece di mostrare le
superficialità dell’apparire, quando le chiedono di far vedere i suoi tesori,
mostra i suoi figli.
Questi dovrebbero
essere i modelli da seguire. Questi dovrebbero essere i volti che l’Italia
esporta e in cui si riconosce. I volti che fanno immagine.
Così è la psiche, un
luogo che per svilupparsi e per ottenere successi, deve dedicarvi impegno,
costanza, sacrificio. Dove c’è un luogo per la realizzazione di noi stessi, c’è
sempre un posto anche per gli altri, e per i sentimenti del bene.

Gli altri che non sono
più e solo oggetti di consumo, ma persone come noi, nei quali ci si può
specchiare e riflettere, senza tremito.
Gilberto Gamberini
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