
Gilberto Gamberini
Osservare liberandosi
dai preconcetti e dalle idee precostituite che ti impediscono di
vedere.
E’ un concetto dolcemente ossessivo
quello di Milton
H. Erickson che accompagnerà tutta la sua psicoterapia e che iniziò fin
dalla sua infanzia. Era forse quella la sua magia.
Osservare, guardare, poter vedere al di
la dei muri e delle apparenze.
Durante la sua infanzia temette di
morire ma non lo comprese da solo,
lo capì dall’atteggiamento
particolarmente premuroso
della madre,
in quella particolare mattina.
Ed allora chiese alla madre di spostare
la cassapanca che era posta davanti alla finestra perché dal suo letto gli
impediva di guardare fuori.
“per nulla al mondo poteva privarsi
prima di morire
di guardare per l’ultima volta il
tramonto”

In un'altra occasione a forza di osservare
dal suo letto le sue sorelle che si aggiravano nella sua stanza aveva
compreso quando volevano dire si coi movimenti del proprio corpo anche se la
loro risposta verbale era no....
Aveva scoperto il linguaggio subliminale
del corpo,
il linguaggio subliminale della
comunicazione,
non solo di quella umana,
perché Milton H. Erickson era un
attento ed implacabile osservatore anche degli esseri animali
come abbiamo avuto modo di osservare
nella Pet
Theraphy,
di cui ebbe profonde intuizioni;
nonchè osservatore del mondo vegetale
come in “gradazioni
diverse di verde” in ossevare con occhio innocente...
L'uomo....uno
e trino....

Le profonde intuizioni di Milton H.
Erickson non sempre seguivano a codificazioni
sistemiche, perché Milton H. Erickson era attento
alle cose importanti, a particolari che
per altri erano insignificanti,
ma che a lui permettevano di penetrare
nell’animo umano.
Ad altre cose della vita Milton H.
Erickson era meno attento,
quasi distratto, teso alla essenzialità
delle cose che per lui contavano.
Da adulto fu proprio l’osservazione che
gli permise di confutare molti maghi
o manipolatori che erano in grado di produrre una fenomenologia che attirava il
pubblico.

Un giorno disse ad un suo studente di
nascondere un oggetto all’interno della Università, dicendogli che lui avrebbe
ritrovato.
L’esperimento ebbe pieno successo, fra
lo stupore generale e lo studente incredulo,
Milton H. Erickson trovò quell’oggetto.
Sorridendo spiegò l’arcano.
Per Milton H. Erickson era tutto molto
semplice.
Aveva applicato l’osservazione non solo
visiva ma anche sensoriale
a livello subliminale.
Aveva tenuto per mano lo studente, in
modo tale che quel contatto gli permettesse di capire ancora meglio.
Osservò la sua respirazione, nelle
escursioni che compiva il torace,
i movimenti del pomo di adamo, il suo
battito che percepiva al polso,
la sua sudorazione, la sua temperatura
corporea,
gli atteggiamenti che teneva di resistenza
o di accondiscendenza.
Era chiaro che se il suo polso, la sua
mano dimostrava resistenza, se la sua respirazione aumentava, se il suo battito
cresceva significava che la direzione
era quella giusta;
se invece si rilassava voleva dire che
l’oggetto nascosto
non era in quella direzione.
Passo dopo passo la magia poteva
espletarsi
ed infatti trovò l’oggetto al secondo
piano di quell’edificio universitario.

Quali sono le applicazioni pratiche e
terapeutiche di tale atteggiamento mentale di apertura totale a 360 gradi che
permette di osservare?
Il
tono della voce usato dal
paziente, il modo
di dire le cose,
al di la delle cose che venivano dette,
il suo atteggiamento corporeo,
il suo modo di muoversi, il suo modo di
guardare, il suo trasalire
o di recepire il messaggio che Milton
H. Erickson lanciava “en passant” con apparenti divagazioni
e storie che raccontava,
gli permetteva,
al di la delle parole che il paziente
usava, di comprendere chi aveva di fronte, se avrebbe collaborato o no, se era
motivato o meno, se sarebbe stato trascinato in una terapia controvoglia.
(che peraltro Milton H. Erickson non
accettava)
Nella paziente che lui invitò a
salire sulla montagna all’alba sullo Squaw
Peak Milton H. Erickson aveva
notato una eccessiva cura su certe parti visibili come il viso, le mani e le
unghie accuratamente limate e laccate. Milton H. Erickson aveva compreso che la
stessa cura non la aveva per il suo corpo.......altrimenti sarebbe
dimagrita.....
L’atteggiamento di Milton H. Erickson
non era però mai categorico o assoluto, se la paziente ricercava un cambiamento,
il modo
di porsi sarebbe stato diverso e lui l’avrebbe aiutata.

In un altro caso dall’atteggiamento del
corpo di una donna
Milton
H. Erickson intuì delle cose che espresse,
al
di la di quello che lei gli stava dicendo.
Milton
H. Erickson le chiese a bruciapelo
“quanti
anni sono che lei tradisce suo marito?”
Poteva
non c’entrare nulla......
ma
noi fu così perché lei rispose “come ha fatto a capirlo?”
E'
quello che Sigmund
Freud chiama lettura
della mente.....

In
un'altra occasione entrò una bellissima donna
che
espresse alcuni suoi dubbi a Milton H. Erickson
“
io non so se lei è il terapeuta giusto per me”
Milton
H. Erickson rispose “non solo sono il terapeuta giusto per lei
ma
sono il terapeuta migliore che lei possa trovare”
E...
la donna un po’ irritata
“non
le sembra di essere un pò troppo presuntuoso?”
Milton
H. Erickson che aveva notato molte cose, sul suo modo di comportarsi e di muoversi,
disse
“
no e le dimostro subito che sono il miglior terapeuta che lei possa
trovare….perchè lei si traveste... da donna?”
Milton
H. Erickson poteva anche sbagliarsi ma la “donna” confermò
quello
che il “mago” Milton H. Erickson aveva attentamente osservato.....
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