Post Traumatic
Stress Desorder:PTSD
Post Traumatic Stress Desorder:PTSD
PTSD
Post Traumatic Stress Desorder:
è una Sindrome che si sviluppa dopo
esperienze fortemente traumatiche.
E’ stato codificato negli USA,
all’inizio riguardante conseguenze di
eventi bellici,
è stato studiato sui reduci e veterani
del Vietnam
e ora dall’Afghanistan e dall’Iraq,

poi è stato esteso a eventi fortemente
traumatici quali:
atti di terrorismo,
rapimenti,
naufragi, incidenti
aerei, stradali,
cataclismi naturali: terremoti,
alluvioni, maremoti come lo tsunami.
Può riguardare:
chi subisce l’evento,
ma, anche, chi vi è semplicemente
testimone
o chi soccorre
e si trova coinvolto, indirettamente,
nell’evento stesso.
Si può parlare anche di PTSD
per eventi protratti di violenza
subiti,
anche e solo, a livello personale
e non solo riguardanti l’inconscio
collettivo.
Riguarda qualsiasi fascia sociale
e qualsiasi età,
può riguardare:

Per quel che riguarda i bambini:
si può parlare di PTSD,
anche, per semplice esposizione indiretta
e mediatica all’evento,
attraverso immagini, video e audio,
qualora nell’evento narrato ed evocato,
il minore possa cogliere un nesso,
un fattore, che gli fa riferire
quell’evento alla sua realtà presente
o alla sua realtà futura .
E’ evidente, che, in tale evoluzione,
giocano negativamente fattori
individuali psichici, sociali, famigliari
predisponenti, di disagio o patologici.
Il PTSD
non è solo una diagnosi psichico psicologica,
ma è suffragata da alterazioni
anatomiche fisiche
a livello cerebrale,
dove vi sono le aree deputate alla
elaborazione degli stimoli sensoriali e alla loro risposta.
Nel PTSD:
la risposta allo stress
e alla paura
non cessa quando cessa l’evento
traumatico,
ma persiste,
come se l’evento continuasse, senza
fine.
Come si manifesta il PTSD?
IL
National Institute of Mental Health (NIMH)
indica le linee guida per valutare il
PTSD:
Impossibilità a controllare le proprie
emozioni
Aggressività, irritabilità
o il suo contrario
Apatia Inanizione
Ansia,
angoscia, crisi di Panico
Insonnia
Vigilanza iperattiva, si sentono di
continuo minacciati e in pericolo, ogni evento nuovo o con analogie
con quello traumatico li turba li angoscia e li fa precipitare in uno stato
di agitazione o di depressione.
Tendenza a cercare sollievo in alcool e
droghe
o abuso di farmaci
Mancanza di concentrazione e di
memoria.
Confusione mentale. Alterazione dei
confini spazio temporali.
Senso
di colpa nel ricordo,
per essere sopravvissuto e per non aver
salvato gli altri,
Desiderio di raggiungere e di unirsi a
chi non c’è più.
Tentativi di suicidio o Suiicidio per
il rimorso.
Amnesia retrograda volontaria e/o
inconscia….
Nella Amnesia
retrograda
volontaria e/o inconscia,
non si vuole ricordare nulla di
quell’evento
e di tutto quello che può legarsi
all’evento,
si cerca di cancellarlo o di relegarlo
sotto chiave,
in una zona nascosta,
perché la persona che soffre di PTSD,
già, subisce, continuamente, l’evento
subito,
sotto forma di flash back,
ricordi, che si manifestano con incubi notturni
o pensieri ossessivi,
che sente, a seconda della gravità dei
casi,
come un qualcosa,
che lo fa impazzire e che gli fa perdere di vista la realtà della sua
vita….
Sintomi psicosomatici:
Vertigini,
cefalee,
emicranie,
dolori addominali, dispepsie (disturbi
digestivi)
alterazioni e disturbi mestruali,
fibromialgie,
algie (dolori)
vari in diverse parti del corpo,
specie alla schiena (lombalgie) e al
torace a livello intercostale,
senso di bolo faringeo,
difficoltà respiratoria, asma,
disfagia (senso di corpo estraneo nel
canale digestivo)
è necessario, che, questi eventi,
persistano nel tempo e, che,
non siano, solo, occasionali e
frammentati.
E’ necessario,
che, sia riconosciuto un evento
traumatico causale.
Ma non sempre l'evento traumatico e
conosciuto e riconosciuto
perchè sottaciuto e non ammesso, da chi
soffre di PTSD.
Chi soffre di PTSD non vuole ricordare
l'evento....
o lo nasconde alla coscienza,
perchè il ricordarlo gli causa maggior
dolore,
oppure perchè lo ha cancellato o
segregato nel suo io
profondo.
Il PTSD
può insorgere, ad un intervallo di
tempo variabile dal trauma,
e non solo nei canonici tre mesi
indicati,
e può seguire, in modo evolutivo e
senza interruzione temporale,
l’evento traumatico dello shock e dello
stress acuto….
La TERAPIA
dello PTSD
D’elezione è la Psicoterapia
ericksoniana:
che, in tali situazioni,
richiede il supporto della famiglia
(se esiste, perché non dimentichiamo,
che parliamo di sopravissuti ad eventi
traumatici)
e può svolgersi mediante terapia
individuale e di gruppo.
Il gruppo aiuta a riportare l’evento
traumatico, subito, a livello della coscienza….
L’evento viene rivissuto, affrontato,
confrontato con le altre esperienze,
se ne parla insieme, se ne discute,
in modo che l’evento sia riportato alla
piena coscienza.
Le emozioni, nascoste e rimosse,
riaffiorano anche mediante una regressione
spazio temporale.
Una ipnosi regressiva che fa parte
della psicoterapia ericksoniana.
Quindi la cura sta nel ricontatto,
nell’affrontare l’evento, non nel
rimuoverlo.

E’ essenziale che le proprie emozioni
riaffiorino,
è essenziale uscire da quel passato,
per poterci riappropriare del proprio
presente,
e da lì cercare spazio per la propria
vita,
non più solo fatta di passato,
ma di futuro.
Ma, per superare il passato,
è necessario rivivere quel passato
ed ammetterlo nella propria vita,
e riportarlo alla consapevolezza della
nostra coscienza…
Se ci alziamo da terra,
se volgiamo lo sguardo da dove
provenivamo,
e viviamo quell’evento e sublimiamo il
nostro dolore,
magari, con un pianto o un singhiozzare
liberatorio,
staremo poco a valutare, poi, dove vogliamo andare,
e successivamente staremo poco, poi, a volare,
sempre, se troveremo in quel presente,
che ha, già, in se, i germi del nostro futuro,
degli elementi che ci portino a vivere,
ancora,
una nuova ed un’altra vita,
dopo un apparente morte.
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