
E’ il modo in cui mi sento dentro che
condiziona il mio comportamento
fuori.
In questo caso avviene una sommatoria di
azioni negative.
Il modo col quale penso che gli altri mi
vedono al di fuori condiziona il mio modo di sentirmi dentro.
Vi è un meccanismo analogo anche nell’acne
e nella foruncolosi.

Mille personali risposte,
alle proprie mille domande.
Le domande possiamo porcele anche noi,
anche se non sempre serve farlo,
ma, le
risposte:
devono sempre darcele gli altri.
Una volta,
a Bologna, accadde, che,
due ex compagni di scuola,
un uomo e una donna,
si rincontrarono dopo molti anni.
Lei gli disse,
uso la traduzione letterale dal bolognese,
perché èsprime di più il concetto
“sai…a quei tempi..io ti avrei fatto un pigiama di saliva…
ma tu eri così malgustoso…!
(mi piacevi un sacco ma tu ti davi un
sacco di arie….)
E lui,
che, a quei tempi, aveva l’acne
e pensava, che,
ogni sguardo su di lui
fosse rivolto ad ogni suo singolo brufolo,
e che questo causasse un reazione di
ribrezzo,
per cui si chiudeva in se stesso,
in modo tale, che,
all’esterno appariva
come uno che non voleva mischiarsi,
disse:
“no non ero malgustoso….
ero solo timido e avevo paura dei giudizi
degli altri”

Se io cambio il mio modo di guardare alle
cose
le affronterò in modo diverso,
cosicché otterrò risposte
diverse
ed avrò risolto il mio problema.
E’ l’impatto sulle cose che ci danneggia,
non le cose di per se.
E’ come noi le vediamo
e poi come noi le elaboriamo mentalmente
quelle cose,
che ci crea il problema su quelle cose…
Il cambiamento del punto di vista
sta alla base della terapia ericksoniana,
ed è espresso da questo concetto
fondamentale.
Il cambiamento del pensiero
da convergente, a spirale dentro noi
stessi,
all’allargamento del pensiero fuori di
noi:
il pensiero divergente.
Il pensiero convergente,
centripeto,
brucia lo spazio,
occupandolo tutto
e si approfondisce nel nostro io,
soffocandolo.
Il pensiero divergente
può muoversi i tutte le direzioni,
a raggiera,
come i petali
di un fiore,
e conquista sempre più nuovi spazi,
man mano che si allarga…

Qualsiasi problema,
elaborato in modo convergente,
si stratifica su precedenti pensieri,
come se fossero strati geologici
sedimentati,
è un imbuto rovesciato,
che prima o poi viene colmato, saturato
e diviene un peso insostenibile,
che l’essere umano non riesce a gestire e
a sopportare.
Tu non sei la tua malattia, ma
sei un qualcosa di più e di diverso
Copyright © 2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.