C’era una volta una brioche alla
marmellata
Gilberto Gamberini
C’era
una volta.... una brioche
Eri nata in una pasticceria, lungo una
stretta via, dove l’odore si espandeva dove prima nulla c’era.
Ti avevano cullata, riscaldata e poi la
vita ti avevano data, riempiendoti di dolcezza e di marmellata.
E poi su un vassoio distesa, ed avviata,
trasportata nel luogo dove venivi consumata.

Era un luogo grigio e fumoso, e per
l’emozione un po’ di marmellata ti era scappata.
Il barista ti ha guardata, con lo
straccio ti ha asciugata e tu come una sberla l’hai percepita.
Poi qualcuno ti ha afferrata, mani
untuose ti han carpito e dalle altre e dal vassoio ti han separata.
In una bocca, che neppure ti ha
guardata, sei scivolata, in mille pezzi frantumata, l’anima ti è
scappata, in una discesa buia sei
scivolata e nel lago acido dello stomaco sei annegata.
La tua vita come quella di Marinella,
neppure un giorno è durata.

Appena nata sei
già stata mangiata.
Gilberto Gamberini
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