Primo maggio per ricordare
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Primo Maggio Quando la voce dei singoli diveniva coro
Primo maggio, era la festa
della speranza, la festa della affermazione della propria
dignità e della forza di cambiare, quasi una psicoterapia di gruppo
per affrancarsi da un passato, alla ricerca di un futuro diverso…..
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Era la festa degli ultimi,
di coloro che per censo e per condizione non avevano visibilità e non contavano
nella scelta del futuro, che li riguardava.
La festa dei margini della
società, degli emarginati, protagonisti del dolore, del patimento e del
sacrificio.
La festa della forza lavoro, delle braccia che si univano e che marciavano uno
accanto all’altro.

Per un giorno erano
princeps, per un giorno erano uomini, per un giorno il loro patimento, per un
giorno la loro voce diveniva un coro.
Per un giorno esistevano…..e
percepivano la loro esistenza…
Oggi li ricordo, coi loro passi lenti, col loro incedere elegante, dalla
dignità antica, dal viso scavato, dalle mani callose, ma dall’animo
poetico….perchè sapevano sognare….
come
Mario Lizzero…..Libero Strazzari…..Luisa Colombara…..la famiglia di
Ivan….
E quella stessa di Giovanni Paolo II il papa operaio…..
fonte www.gilbertogamberini.it
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la serenità della tua
ritrovata libertà….