Trash…..l’uomo non è un indice di ascolto
Trash….. il cattivo gusto ….

Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008
[Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.
Trash è
spazzatura….qualcosa che si consuma ….…che si usa e si getta perché non serve
più….
Qualcuno dice
che la nuova moda dei vips è rovistare nella spazzatura….perché nella
spazzatura c’è sempre qualcosa di buono che la gente butta via…..è vero ma
perché ad un mio paziente , che diceva la stessa cosa, anni fa, le hanno tolto l’affidamento della figlia e lo hanno
definito matto…..?
C’è una patente
per fare le stupidaggini…impunemente?


Trash è
spazzatura….qualcosa che si consuma ….…che si usa e si getta perché non serve
più….
Parliamo di
cose….non di persone….perché le persone hanno un valore aggiunto……
e anche quando
non lo hanno…..lo possiedono comunque….magari ben nascosto….
Sei timida?
Perché allora una minigonna inguinale che non lascia più spazio alla
fantasia…..Devi
farti capire….

Non esistono
emozioni di cattivo gusto, sono tutte lecite le emozioni perché le emozioni
sono e rappresentano noi stessi, quello che siamo dentro….
Se trova
condivisione vorrà dire che si potrà fermare, se non la troverà vorrà dire che
dovrà continuare a cercare ancora, ma una emozione provata e rivelata non è
mai di cattivo gusto…..

Il cattivo
gusto…. È un modo di dire ma anche un modo di essere….
ci fa
apprezzare il bello che poi viene dopo….come il dolce che segue all’amaro…..
Come la
malattia che ci fa apprezzare l’importanza della salute…..
Modelli
che sfilano con fiocconi e abiti assurdi che nessuno potrà mai
indossare….
Modelli di
taglie impossibili, spot pubblicitari per l’anoressia, ……
Ciampi, Giovanni
Paolo II hanno parlato, inutilmente, della valorizzazione del bene….
Vane fantasie di
anziani……
Tortora
osannato e poi lapidato….
l’uomo non può
essere ridotto ad indice di
ascolto…l’uomo ha il diritto ed il dovere ad altre valorizzazioni…..
Stupire per
stupire….senza
pensare agli altri ed alle conseguenze dei propri gesti
è di cattivo
gusto….

Urlare per
farsi ascoltare per
coprire chi parla piano è di cattivo gusto….
Modelli urlati
Diventa verita' scientifica il detto secondo cui
si da' sempre ragione a chi grida piu' forte. Lo conferma uno studio svizzero
pubblicato su 'Nature Neuroscience', che dimostra come il cervello umano tenda
a dare retta soprattutto a chi parla con rabbia. I dati raccolti da Didier
Grandjean, dell'universita' di Ginevra, rivelano infatti che le voci
'arrabbiate' attivano un maggior numero di centri cerebrali rispetto a quelle
'neutre'. In particolare, aumentano l'attivita' del cosiddetto solco temporale,
un'area chiave per la comprensione del linguaggio parlato. E il tutto avviene
pur senza volerlo: anche se chi ascolta tenta di concentrarsi sulle parole
dell'interlocutore meno agitato, finisce per rivolgere l'attenzione a quello
adirato.
Ebbene, i risultati della risonanza magnetica
funzionale (fMRI) hanno indicato che - indipendentemente dall'orecchio e dalla
sequenza con cui venivano ascoltate le voci - le parole dette con tono
arrabbiato attivavano la parte mediana del solco temporale in entrambi gli
emisferi. Questo succedeva anche quando al volontario venivano fatte sentire
contemporaneamente due voci, ciascuna in un orecchio, e gli si chiedeva di
concentrarsi su quella neutra e di non prestare attenzione a quella arrabbiata.
(Red-Pac/Adnkronos Salute) “

I moderni urlatori…persone
che vogliono prendere il sopravvento, dobbiamo rifiutare queste manipolazioni
rifiutare di prenderle in considerazione
non sono un buon modello
….l’urlo è comunque una violenza verbale propedeutico ad altre violenze….che
affonda le sue radici nella storia tragica…..di un diavolo incarnato Adolf
Hitler….e di diavoli e di sue stupide imitazioni ce ne sono già troppe in
giro….

Cattivo
gusto è usare doppi legami, una grande risorsa della comunicazione
sprecata per apparire e per mettere a disagio gli altri, ti mettono in bocca le
parole, se le ripeti sei stupido perché non hai niente di tuo da dire…..se non
le ripeti vieni contestato….
Sei contestato comunque sia se sei d’accordo sia se non lo sei…..
Il doppio legame dovrebbe essere proibito in quell’uso….perché
è una manipolazione
del pensiero……

Cattivo gusto è
un noto mago che entra in un ristorante snack bar e ordina lasagne e
secondi vari e li fa mettere in un secchio per i propri cani…..con tutto il
rispetto per i cani…c’è gente che muore di fame ed è come sputargli addosso…..
Cattivo gusto è
parlare di un evento che si ripete e continua da anni e limitarsi solo alle
parole perché quell’evento continua a succedere ancora….Darfur….
Donna, 23 anni, febbraio 2005, Darfur meridionale ….
Maima Dedicato a tutte le donne che combattono, insegnando la
pace, per un Ideale. E agli uomini che credono in loro... Fuori il sole
è una palla di fuoco che incendia il cielo. Il vento continua i suoi giochi con
la sabbia. Il grido delle donne è più forte, ma questa volta mi sembra un
pianto….. Sahara...Amaro come la vita...Dolce come l'amore...Soave come la
morte...se una donna giunge a considerare la morte come “soave” vuol dire che
ne ha patite tante….ed allora merita il rispetto della parola…..

Cattivo gusto è
giocare alla miseria e alla fame, altri spot per l’anoressia come nell’isola
dei famosi, mentre c’è mezza
umanità che su carrette del mare, o sparata sui fili spinati del marocco
spagnolo cerca di sfuggirla…..
Cattivo gusto
è tollerare che bambini ragazzi vivano
per strada, nelle fogne e nelle
discariche annusando colla
per dimenticare la loro condizione…..
Tv Hamas: intervista ai figli della
kamikaze
La donna kamikaze
palestinese che si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra
Gaza e Israele.
La tv palestinese Al
Aqsa, vicina alle posizioni di Hamas, ha diffuso
l’intervista ai due figli di Rim Al Riyashi, una donna kamikaze palestinese che
si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele.
Cinque le vittime dell’attentato. Nel servizio televisivo i bambini Dohah e
Mohammed sono invitati da un giornalista a recitare poesie che inneggiano al
martirio, definiscono la loro mamma «una bomba di fuoco». I piccoli sorridono,
ovviamente non si rendono conto del significato delle parole, sembra che
giochino.
Il filmato, rilanciato dall’istituto di
ricerche israeliano Memri, è una rappresentazione
della propaganda e dell’uso dei più piccoli da parte di movimenti radicali.
L’azione suicida è vista come un gesto positivo, come qualcosa di naturale. E
colpisce vedere come i figli di Rim siano in grado di dire quanti «ebrei ha
ucciso» la madre. …..
Fonte Guido Olimpio 23 marzo 2007, Corriere della
sera on line.
Il primo giorno di primavera….
L’intervistatore fa indicare con la manina ad un bambino quanti
israeliani ha ucciso la loro mamma….il bambino è indeciso ….non sa bene….poi
alza la manina…..5 sono le dita….
Quel
bambino non doveva imparare a contare così…..e poi un uomo non si conta….un
uomo non lo si marchia con un numero….
Preferiamo
ricordare altri uomini….che cercano di tenere alto il livello degli uomini
invece di abbassarlo…..altri intervistati…..
Lo zio: «Non
importa a chi vanno gli organi di Ahmed: a un ebreo, a un druso o a un
musulmano. Un bambino è un bambino. Quel che importa è che si smetta
d’ammazzarli, i bambini».

Quando hanno ammazzato Ahmed Ismail al Khatib, dodicenne di Jenin,
era giovedì. Festa di Eid al-Fitr, fine Ramadan. Una di quelle giornate che i
piccoli palestinesi aspettano come un Natale, per farsi regalare le pistole di
plastica e andare in strada a giocarci. Battaglie finte, a imitare le violenze
vere dei grandi. L’altro giorno, dice l’esercito israeliano, Ahmed aveva pure
lui un mitra giocattolo. L’imitazione ben fatta d’un M-16. Il bambino correva,
scappava, inseguiva. E a un certo punto è finito tra gente che non faceva
«ra-ta-ta-ta!» solo con la bocca. C’è voluto poco, a perderlo. I soldati della
brigata Menashe che stavano dando la caccia a terroristi della Jihad. Le loro
jeep che venivano colpite da spari, da sassaiole. Il fuggi-fuggi. Uno scambio
di fuoco. E un militare israeliano che quell’arma di plastica, a 130 metri di
distanza, l’ha scambiata per una minaccia.
Un colpo alla testa. L’ambulanza. Prima all’Haemek Hospital di Afula. Poi al
Rambam Hospital di Haifa, più attrezzato. Ahmed è morto sabato. Ieri, l’hanno
seppellito. Accompagnato dalla rabbia di tutta Jenin, come ci si aspettava:
centinaia di bambini che portavano le foto d’altri bambini, uccisi durante
l’intifada. Accarezzato dalle parole dei familiari, meno scontate: «Vogliamo
dimostrare la differenza fra noi e le forze di occupazione - dice Mustafa
Habub, lo zio -. Loro hanno scelto la morte, per Ahmed. Noi continuiamo a
cercare la vita. Abbiamo dato il consenso alla donazione dei suoi organi per la
causa dell’umanità, per i bambini. Vogliamo considerare ogni bambino d’Israele
che riceve questo dono un nostro bambino. Non abbiamo rabbia verso l’esercito,
verso nessuno. Siamo felici che i suoi organi possano salvare un ebreo o un
arabo. Dopo tutto, siamo tutti esseri umani».
Il cuore del piccolo palestinese è andato a un’adolescente che l’aspettava da
cinque anni: «E’ un grande gesto d’amore - dice suo papà, Riad -. Vorrei che i
genitori di quel bambino considerassero mia figlia la loro figlia». Il fegato,
i reni, i polmoni sono stati divisi fra un bimbo di sei mesi e due giovani
ebree. «Ahmed era un meraviglioso ragazzino che voleva solo giocare», dice lo
zio, attivista di Shvil Ha-Zahav, un gruppo che cerca di scavalcare il muro
delle coscienze e promuovere il dialogo: «Sta scorrendo troppo sangue. Speriamo
che cominci un nuovo corso. Speriamo che questo sacrificio serva ad avvicinare
di più arabi e israeliani». La decisione di donare senza riserve, raccontano in
famiglia, è stata presa nelle ore dell’agonia e col consenso dell’autorità
religiosa: «Mentre andavamo in ospedale, c’erano molti bambini in strada che
giocavano. Ahmed era tra la vita e la morte e abbiamo pensato, se ci si doveva
aspettare il peggio, perché non dare ad altri bambini la possibilità di
continuare a giocare? Abbiamo pregato per un miracolo. Ma quando il miracolo
non c’è stato, ci siamo consultati e abbiamo chiesto l’approvazione del mufti
di Jenin».
......
fonte Francesco Battistini Corriere della Sera
Grande lezione di civiltà e di umanità di questa famiglia
palestinese. Alla rabbia è seguita una lezione di vita per tutti. Per altri
arabi, per altri palestinesi, per altri israeliani...
Partire da questo gesto, da un gesto colmo di significati, una
vita che si spegne per illuminare la vita di altri che potranno vivere.
Così è la psiche, partire da un gesto di riconciliazione con se
stessi e con gli altri.
Tutti i bambini del mondo sono colorati, ed
i loro colori, insieme, divengono arcobaleno.
L'arcobaleno atto di riconciliazione dopo il
diluvio universale tra Dio e gli uomini.
I bambini devono essere preservati e da li partire con uno sguardo
al futuro, e rivolti al passato solo per dire mai più...
Mai più la morte di un bambino...Se esiste
un nobel...io lo darei a quel bambino e a quei genitori...
Il nobel della pace che parte dall'inventore di un arma di
distruzione...
Dalla distruzione alla riconciliazione...
Gilberto
Gamberini
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