Gilberto Gamberini
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Scuola: l’Insegnante a misura di Bambino
Per imparare a verbalizzare in modo corretto
Un suggerimento
utile per gli insegnanti, quando un bambino ha difficoltà a pronunciare una
parola.
Scrive Ernest
L.Rossi e Margaret O Ryan in “Milton H.Erickson. La Ristrutturazione della vita
con l’Ipnosi”
“Rilassa i
muscoli del volto, rilassa i muscoli attorno alla bocca, rilassa i muscoli attorno ala mascella” Si potrebbe
aggiungere “Rilassa tutto quello che desideri rilassare e se ti va rilassa
anche quelli attorno alla bocca”
Vengono ripetute,
in pratica, in modo diverso, le stesse cose.
Il bambino
raccoglierà quello che gli serve raccogliere, secondo il suo linguaggio e
secondo la sua comprensione e secondo i suoi ritmi di apprendimento.
Dategli il tempo
che gli occorre e come diceva Milton H.Erickson “quando verrà il tempo parlerà”
Quando verrà il
tempo, il suo tempo, parlerà in modo corretto.
Balbuzie
Scrive Ernest
L.Rossi e Margaret O Ryan in “Milton H.Erickson. La Ristrutturazione della vita
con l’Ipnosi”
“Chi balbetta,
chi farfuglia, cerca di costringere il proprio linguaggio in modo che si adegui
a quello degli altri, invece di utilizzare il linguaggio per gli altri e per se
stesso”
Un suggerimento utile può essere quello di aumentare i
tempi di esposizione, o saltare quella parola particolare,
evitando ogni
accanimento
provando magari
prima in privato,
cambiare la
parola, che si ha difficoltà a pronunciare, insegnando ed aiutando il bambino a
scoprire nuovi ed interessanti sinonimi, quando lo farà lodate la sua scoperta
come una grande scoperta.
Può essere
l’inizio di un nuovo modo di porsi.
E’ chiaro che
dovrete dedicare del tempo a questo.
Evitate che il
bambino che balbetta venga deriso, siate drastici in questo, meglio non
offendere ere un bambino sensibile e timoroso della propria esposizione
verbale.
Il bambino
imparerà a fidarsi di voi e diventerete
suo amico.
Sidney Rosen in
“Milton H.Erickson La mia voce ti accompagnerà” afferma “ Come nei racconti
Sufi o in quelli Zen, colui che riceve la conoscenza del maestro deve essere in
uno stato di disposizione a ricevere. In molti di questi racconti, il discepolo
viene dal maestro, ma l’ingresso gli è negato sino a che “il mezzo” non è pronto a ricevere le ricchezze
dell’insegnamento”
Ogni cosa ha
bisogno del suo tempo.
Enuresi o altro problema
Sidney Rosen in
“Milton H.Erickson La mia voce ti accompagnerà” afferma Erickson ripeteva frasi
del tipo “ C’è qualcosa che sai, ma che non sai di sapere.Quando arriverai a
sapere cos’è che non sai di sapere,sarai in grado di avere il letto sempre
asciutto ( oppure sarai in grado di risolvere questa cosa che per te
rappresenta un problema, ma che non è alcun problema)”
Lasciare che
siano le risorse di quel bambino ad aiutarlo …nel “suo” tempo.
Incentivare lo studio
Scrive Ernest L.Rossi e Margaret O Ryan in “Milton H.Erickson. La Ristrutturazione della vita con l’Ipnosi”
“Johnny, tuo
padre ha cercato di dirti che devi
avere tutti sei e sette. Siamo onesti, siamo giusti e moderati. Johnny
non te ne è importato molto di quel quattro vero? Non hai pensato che fosse
importante. Non sei stato molto male per quel cinque: sono voti perfettamente
buoni, sono quasi la media. Però ti è piaciuto davvero quel sei, non è vero?”
Il discorso non
cambia se vengono espressi dei giudizi, invece dei voti, muta solo la
formulazione della domanda e del
linguaggio.
“E a Johnny era piaciuto
quel suo sei. Ed io li mi fermai.
Approvai quel suo buon voto. Approvai il suo quattro, e gli feci notare con
simpatia che non gli importava molto di
quel quattro…Così migliorò i suoi voti…perché era il suo desiderio….Dirgli come
aveva fatto il padre, di prendere più sei e sette, avrebbe costituito
un’ingiustificabile intrusione nei diritti personali di Johnny.”
DA
Ernest L.Rossi e Margaret O Ryan in “Milton H.Erickson. La Ristrutturazione
della vita con l’Ipnosi”
Sidney Rosen in “Milton H.Erickson La mia voce ti
accompagnerà
Potete dire le
stesse cose in modo diverso, nel modo che piace ai vostri bambini in classe, e
a quel bambino in particolare.
Lo misurate dalla
attenzione che ricevete, il grado di interesse che suscitate.
Rendere la
vostra esposizione come un gioco, in cui li coinvolgete, parlate di voi,
parlate di un viaggio per esempio e nel raccontare quel viaggio ci mettete
dentro le cose che volevate dire.
Anche qui, se le
cose che vi premevano rimarcare sono entrate lo misurate dalla attenzione che
ricevete, il grado di interesse che suscitate.
Se desiderate
l’aiuto e la collaborazione di un bambino dovete andare incontro a quel
bambino, e calarvi nel suo mondo…e poi
lui se lo desidera e se gli piace verrà nel vostro mondo adulto.
Fate comprendere
al bambino le cose a cui voi date più importanza, in modo che comprenda come
lui possa venirvi incontro.
Non confondetelo
con comunicazioni che non comprende, se il bambino non comprende si distrae e
preferisce altre cose.
Guardate i
bambini negli occhi, fateli sentire importanti, toccateli sulle spalle o sulle
mani, se lo desiderate, quando spiegate qualcosa perché lo coinvolgete oltre
che con le vostre parole, anche col tatto.
Quando parlate,
gesticolate, accompagnate le vostre spiegazioni con gesti e movimenti, perché
così catturate la loro attenzione visiva oltre che auditiva.
Camminate per
esempio nell’aula, così avrete modo di prendere contatto diretto con tutti.
Allenatevi ad
usare la voce come mezzo di comunicazione valido, mai troppo veloce, e mai
troppo lenta ma modulata e ritmata al grado di interesse che suscitate in loro.
Sussurrate delle
parole, passando loro vicino, si sentiranno presi direttamente.
Abbassatevi nel
farlo, vi sentiranno al loro stesso livello.
Spiegate loro un
concetto utilitaristico: più staranno attenti in classe, più impareranno e meno
dovranno studiare a casa.
Parlate come se
parlaste ad ognuno di loro, singolarmente….
muovetevi nel
farlo e li
coinvolgerete maggiormente, perché la loro parte visiva e immaginativa sarà
concentrata su di voi.
Prendeteli
sempre sul serio ed ascoltateli attentamente, e loro faranno la stessa cosa con
voi.
Se siete
preoccupati per qualcosa confidatevi, parzialmente, con loro, altrimenti
inconsciamente trasmetterete la vostra tensione, e loro non comprenderanno,
avrete così la loro comprensione e il loro aiuto.
Gilberto Gamberini
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