
L’insegnante che parla ai bambini
Se desiderate l’aiuto e la
collaborazione di un bambino dovete andare incontro a quel bambino, e
calarvi nel suo mondo…Invogliatelo a farlo venire nel vostro
mondo adulto.
Fate comprendere al bambino le cose a cui voi date più importanza e lui vi
comunicherà le sue….
Non confondetelo con comunicazioni che non comprende, se il bambino non
comprende si distrae e preferisce altre cose.
Guardate i bambini negli occhi, fateli sentire importanti, toccateli sulle
spalle o sulle mani, se lo desiderate, quando spiegate qualcosa perché lo
coinvolgete oltre che con le vostre parole, anche col tatto.
Quando parlate, accompagnate le vostre spiegazioni con gesti e movimenti,
perché così catturate la loro attenzione visiva oltre che auditiva.
Camminate per esempio
nell’aula, così avrete modo di prendere contatto diretto con tutti.
Allenatevi ad usare la voce come mezzo di comunicazione valido, mai troppo
veloce, e mai troppo lenta ma modulata e ritmata al grado di interesse che
suscitate in loro.
Abbassatevi quando parlate, vi sentiranno alla loro stessa altezza.
Spiegate loro un concetto utilitaristico: più staranno attenti in classe, più
impareranno e meno dovranno studiare a casa.

Parlate come se parlaste ad ognuno di loro,
singolarmente….
muovetevi nel farlo e li coinvolgerete maggiormente, perché la loro parte
visiva e immaginativa sarà concentrata su di voi.
Prendeteli sempre sul serio ed ascoltateli
attentamente, e loro faranno la stessa cosa con voi.
Se siete preoccupati per qualcosa confidatevi, parzialmente, con loro,
altrimenti inconsciamente trasmetterete la vostra tensione, e loro non
comprenderanno, avrete così la loro comprensione e il loro aiuto.
fonte www.gilbertogamberini.it
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