FONTE Luca Rigamondi TGCOM

 

“Che i genitori si siano scandalizzati, è più che normale. Che il Provveditorato di Milano abbia aperto un'inchiesta, pure. Ma la vicenda della professoressa di Cantù, finita nel mirino anche della Procura lariana per aver mostrato il seno ai suoi alunni, è il sogno di ogni studente che si avvera. Chi, sui banchi di scuola, non ha mai sognato la prof? Chi non ha mai sbirciato le gambe dell'insegnante da sotto la cattedra? O non ha buttato l'occhio nella sua scollatura facendo gli esercizi di matematica alla lavagna?

 

La prof in questione, pur essendo già negli "anta", a quanto pare è pure una bella donna, e in passato era già stata ripresa più volte dal preside per essere arrivata a scuola "in abiti troppo succinti". Vale a dire che come minimo aveva la minigonna. E quindi è facile immaginare che ogni suo alunno, adolescente con gli ormoni impazziti, facesse a gara per sedere al primo banco. Mica per ascoltare meglio le dotte lezioni della prof, ovviamente: il primo banco serve a tutt'altro, come insegna la commedia all'italiana degli anni Settanta. E come insegna anche l'esperienza di chiunque abbia occupato quel posto, sognando avventure con la professoressa. Generazioni intere di studenti sono state vittime di questa sorta di complesso di Edipo, innamorandosi della professoressa (o del professore) e fantasticando tra un compito in classe e un'interrogazione, sognando una storia con lei (o con lui), cercando di immaginare quel che da sotto la cattedra non si può vedere.

E invece che succede? Che per la prima volta nella storia dell'istruzione una professoressa fa finalmente vedere agli studenti quel che loro sognano di vedere, e loro, invece di ringraziare la loro buona sorte, mantenere il segreto e bearsi di quel ben di Dio, tornano a casa e lo raccontano ai genitori. Possibile mai? C'è qualcosa che non torna: o gli ormoni di questi ragazzi hanno qualche problema, o la docente in questione non è questa gran bellezza (ma le descrizioni che ne sono state fatte sembrano escludere questa ipotesi) oppure ancora la storia della prof che fa lo strip-tease in classe è tutta una balla. Non sarebbe certo la prima volta che un paio di studenti cercano di inguaiare l'insegnante, magari anche accusandolo (o accusandola) di molestie sessuali.

Se di accuse infondate si tratta, lo si scoprirà presto. Se invece l'insegnante ha davvero alzato la camicetta (o il dolcevita, visto che lei dice di aver avuto indosso il maglioncino, quel giorno) per mostrare le proprie grazie ai due fortunati, sappiano quegli studenti che, al di là dei facili moralismi, i loro compagni di tutta Italia li invidiano. E pensano molto male di loro.”

Luca Rigamondi

 

Strip in Classe: una Fantasia, un Sogno che si avvera?

 

Garbato ironico e dolcemente intrigante questo articolo di Luca Rigamonti, su quanto avvenuto a “Salem”

 

 Gilberto Gamberini

 

www.gilbertogamberini.it

 

In ogni ragazzo vi sono delle fantasie erotiche che rimangono sogni ad occhi aperti, e che adulti “pensanti” possono distorgere, incanalandoli nel cammino razionale delle loro personali piccole invidie o sconfitte.

 

Dove inizia la verità e finisce il Sogno?

Forse semplicemente dove inizia un Sogno termina inesorabilmente ogni inizio di una certa parte di verità.

E parafrasando  Milton H. Erickson

Quello che io credo vero, è più vero che non fosse vero e quello che io voglio e desidero, intensamente, che sia vero lo realizzo anche se non è vero.

 

Il Sogno

è la massima e più completa realizzazione della nostra parte emozionale,

che potremmo chiamare Inconscio,

ovverosia parte non cosciente e non razionale….

 

http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/11/182991.shtml

 

Il Sogno è un film,

è il film della parte emozionale,

che ne è il regista, sceneggiatore.

Si svolge a livello di profondità maggiore della realtà reale,

ecco perché l’impatto è sempre molto intenso.

E’ una sensazione ed immagine, pura,

senza freni razionali e coscienti,

che raggruppa sensazioni, immagini e suoni,

che abbiamo raccolto, a livello sublminale,

nello spazio temporale della nostra vita,

in una completa distorsione spazio temporale,

nel senso, che, passato, presente e futuro,

diventano un unico tempo,

i cui passaggi dall’uno all’altro sono determinati

dalla Analogia e dalla Assonanza,

di fatti accaduti in tempi diversi

o che devono ancora accadere…

 

 

Sensazioni,

che, si raggruppano insieme solo perché sono simili,

anche se avvenute in tempi diversi

o non ancora avvenute,

sensazioni inconsce

aspirazioni, desideri profondi,

che, la luce del giorno scioglie,

ma che la notte e determinate situazioni alimentano.

Immagini, suoni e voci si comportano allo stesso modo delle sensazioni.

Il sogno rappresenta una comunicazione globale

tra spazi e tempi diversissimi,

senza il limite che la razionalità impone.

 

 

 

Rappresenta una comunicazione globale

tra tempi già avvenuti e tempi ancora da venire,

tra spazi già occupati e spazi ancora da occupare.

E tutto è incredibilmente vero,

per cui possiamo essere ancora non nati,

nel grembo di nostra madre,

alimentati dai ricordi inconsci,

oppure passare oltre la morte,

la nostra morte,

nella vita che ci aspettiamo ancora da vivere,

secondo le aspirazioni che abbiamo,

di quella vita non ancora accaduta.

  

L’inconscio è un regista sceneggiatore,

che non ha limiti di spesa e non ha problemi di gradimento,

compone come lui vuole,

facendoci approdare dove lui vuole.

Per lui  particolari tecnici sono insignificanti,

e il materiale scenico,

fantastico, e della trama è infinito,

perché raggruppa l’intero ciclo della nostra vita,

raccolto a livello subliminale,

cioè con circa dieci volte i dati,

che, coscientemente,

pensiamo razionalmente di possedere

ed inoltre ingloba tutti i dati sensoriali,

di immagine e di suoni e di voci,

che raccoglie dagli altri intorno,

nelle comunicazioni inconsce interpersonali.

 

E questi dati,

li mette insieme senza alcun limite di fantasia,

in un tempo distorto,

non solo per i tempi del tempo considerato

(passato, presente, futuro)

ma, anche,

concentrandoli in un tempo,

in cui avvengono molte più cose di un tempo reale,

1 secondo del tempo inconscio

può essere equivalente a  10, 100, 1000,

10.000 secondi del tempo cosciente reale.

L’inconscio,

nel suo film del sogno,

comprime i suoi dati come in un file zip.

 

Come interpretare un sogno?

Interpretarlo secondo la nostra parte razionale

significherebbe ridurre un capolavoro cinematografico

ad un film spazzatura.

Bisogna affrontarlo

secondo gli schemi-non schemi

che l’inconscio propone,

cioè occorre capire il linguaggio della parte emozionale,

che si esplica essenzialmente attraverso

sensazioni, immagini e suoni,

assemblati tra loro in modo analogico e per assonanza.

Per comprendere correttamente un sogno,

è necessario ed essenziale comprendere noi stessi,

ascoltare il nostro profondo ed esserne in sintonia.

E’ necessario mantenere questa comunicazione aperta.

 

Nel film del Sogno,

possiamo interpretare diversi attori contemporaneamente,

essere diverse persone o cose o essenze,

ed assumere sessi diversi, senza alcun limite.

Nel sogno possono essere straordinariamente

invertite le valutazioni della vita e della morte,

a vantaggio di elementi scenici,

in cui i colori e le immagini e le sensazioni

acquistano una importanza preponderante

rispetto a questi concetti “terreni”

L’effetto scenico può catturarci completamente

e divenire protagonista,

a scapito di valori reali,

divenendo un film della non vita e della non morte,

in una quasi eternità.

Un seno può essere e diventare

quello che noi vogliamo che inconsciamente esso sia.

 

Nella chiesa di Muggia(TS),

la Madonna che allatta,

un simbolo di amore verso gli altri

che crea e che nutre.

 

Dipende dai sogni che hai dentro e da quello che sei….

 

http://guide.supereva.it/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2004/10/180063.shtml

 

Dentro di te troverai sempre molte più cose di quelle che pensavi di possedere.

E devi coltivare i tuoi sogni.

Sperimentare i tuoi sogni, portarli nella vita reale, affinché cessino di essere sogni.

Quello che tu pensi è solo una piccola parte dell’universo che possiedi dentro di te.

Il sogno è il desiderio della nostra anima, e quello che siamo ma non abbiamo ancora la voglia o la forza di essere.

Il sogno ti ricorda quello che puoi essere ma che non sei ancora..

Il sogno è il tuo inconscio, sono le tue sensazioni, le tue immagini, le tue parole mai nate e mai espresse…..

Aver paura a lasciarti andare ai tuoi sogni è allontanarti centinaia di miglia dalla tua felicità possibile

Il sogno è il tuo amico migliore che ti ricorda incessantemente quello che sei ma non sei ancora.

Se dimentichi i tuoi sogni….sei sospeso in un limbo, tra l’essere, che il sogno ti ricorda e il non essere della tua vita.

Solo quando avrai accettato i tuoi sogni, accetterai te stesso.

Solo quando avrai accettato te stesso, avrai capito che la felicità te la portavi dentro.

Cercavi lontano ed invece era li dentro di te, a pochi centimetri dal tuo cuore.

 

 

Gilberto Gamberini

 

www.gilbertogamberini.it

 

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