Vietato uccidere i sogni
Gilberto Gamberini
Copyright ©
2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.

Vietato uccidere i sogni
Un
sogno realizzato da speranza.

Un
sogno solo sognato fa coltivare le illusioni.
Lo strano sogno del Signor Zanella,
dal cognome sembrerebbe di origine
italiana,
ma importa poi l’origine delle persone o conta
i sogni che hanno dentro?

Les citronnies, Lemon Three,
di Riklis
il sogno di Selma Zidane, araba
palestine,
sgonfiato dal prepotente di turno, in
questo caso,
nel
film, il ministro degli interni
israeliano.
Ognuno ha le sue ragioni,
come sempre,ma chi non coglie le ragioni
dell’altro, forse,
non comprende neppure le proprie,
ma trascina le ragioni con lo stesso
entusiasmo di chi trascina un carro carico di letame, in altre parole non è
felice neppure lui.

Una strana alleanza tra due donne
dignitose, grandi e vere,
Selma Zidane che difende i suoi alberi di
limoni piantati dal padre,
perché
la terra ha un’anima e anche i limoni ce l’hanno,
e i veri
"esseri umani" la comprendono,
e Mira, israeliana, moglie del
superficiale e “cattivo” ministro.

Le
anime si parlano anche a distanza, anche senza parole,
sussurri e grida che non diverranno mai
carezze,
ma potrebbero arrivarci se ce ne fosse
l’occasione,
perché sempre di più nelle storie l’uomo
appare sfuggente e fuggente,
limitato, triste nella sua incapacità di
capire.
Ricorda la Banda altro film che dovrebbe
essere fatto guardare nelle scuole,
e
non solo di Israele e dei paesi arabi,
ma nelle nostre, per i "nostri"
ignoranti di casa,
ignoranti di emozioni per una generazione
di genitori che parla altre lingue,
ma non quella del cuore.

Difendere
quegli alberi di Limoni è difendere un sogno….
come quello del signor Zanella, in
altro luogo, ma nella medesima dimensione…

Il signor Zanella è un semplice,
che non si è accontentato di aspettare il
regno dei Cieli…
Ha
voluto il suo sogno qui sulla terra…
Un sogno coltivato, lavorato, dal cuore
alle mani per 12 anni….

Cosa
può sognare un minatore di origini italiane della Lorena?
Semplice: costruirsi una nave da crociera
a più ponti di 35 metri, nel garage e poi necessariamente nel giardino di una
casa a 1000 kilometri dal mare!
Dall’impianto elettrico alle saldature,
dalle parti meccaniche a quelle idrauliche, senza alcun titolo di studio
specifico, ma inseguendo
un sogno, interrotto solo dalla morte del figlio in un incidente sul lavoro.

Gli operai, i direttori dei cantieri navali del nord quando ascoltavano
quel piccolo minatore che chiedeva consigli e ordinava pezzi di lamiere
sagomate credevano ad un pazzo,un mitomane ma poi si ricredettero….faceva sul
serio….la tv si occupò di lui….la voce si sparse….Oltre i cantieri del nord,
altri operai, disoccupati fornirono la manodopera, imprenditori e artigiani
pezzi, ricambi e materiali.
Fu possibile anche costruire un ascensore
in quella nave,
che collegava i diversi ponti,
che prendeva sempre di più forma.

Un
sogno che prendeva corpo ed anima.
Poi il gran giorno, un mezzo per il
trasporto verso il mare fatto venire dalla Germania, la benedizione del
vascello, e poi il varo in mare, fatto dalla marina militare, perché il piccolo
minatore non aveva mai navigato.

Il
sogno si avverava, in quel sogno continuava la sua vita il figlio
morto, e le lacrime erano come onde di speranza per l’umanità sia che
parli arabo o israeliano o bergamasco quando parla la lingua del
cuore.

Cosa c’è nel cuore oltre l’amore?
C’è un sogno che non muore

Vietato non realizzarli...
Specchiati in essi e vivi di loro.

Solo allora
sarai angelo ed infinito
Gilberto Gamberini
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