ARCIMBOLDO L’uomo d’autunno

 

Gilberto Gamberini

 

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Arcimboldo,

 

1527-1593, pittore rinascimentale,

che rappresenta l’uomo, nei suoi dipinti,

non secondo la logica.

 

ma per analogia e per assonanza,

come ha  fatto Milton H. Erickson,

in tempi moderni,

con la Psicoterapia.

 

Analogia ed assonanza

col suo mondo interiore e con  quello che lo circonda.

 

L’uomo e le sue stagioni,

l’uomo e le diverse stagioni della sua vita.

 

L’uomo rappresentato come cibo,

cibo d’amore e da gustare a tavola.

 

L’uomo autunno, l'uomo e i suoi colori,

 

fatto di zucca, dal sapore dolce interiore,

 

di tartufo, dal gusto forte,

che lo contraddistingue se vive e sogna,

 

di grappoli d’uva,

che hanno, ancora, in se il calore dell’estate e la sua ebbrezza,

 

le foglie,

che si colorano della sua vita

e che si staccano da lui e che si spargono attorno come letto e sipario,

 

i funghi,

labili e fragili,

ma saporiti quanto la sua esistenza,

 

e patate,

il sale della terra e del suo ingegno,

 

le castagne,

oltre gli aculei del suo ritrarsi,

 

il calore della sua anima,

che ha bisogno del fuoco per liberarsi.

 

Calda fiamma che brucia ancora d’Inverno.

 

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