IL DIRITTO A NON UCCIDERSI

 

 

Gilberto Gamberini

 

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Il caso....

Perché nessuno mi aiuta? Perché devo sentire questa angoscia dentro che mi impedisce di vivere?

Perché nessuno si occupa di me? Perché nessuno comprende questa angoscia che io sento dentro e che mi impedisce di vivere? Perché tutti mi sembrano così felici per strada?

Perché questo assordante silenzio intorno? Perché sono caduto in questo pozzo nero, dal quale non riesco più ad uscire?

Perché la luna non si specchia più? Non so neppure più quello che dico e a chi dirlo...

Perché quella bocciatura a scuola? Io di più non potevo fare.

Come spiegarlo a mio padre?

Perché il mio migliore amico, Luca, è morto in quell’incidente stradale, e mi ha lasciato solo ad affrontare tutto questo?

Ho fumato haschish, mi sembrava che…ma poi tutto è tornato come prima…ed io ora non riesco ad

affrontare un altro mese, un’altra settimana, un altro giorno, un’altra notte così….con questa angoscia

 Non ne ho parlato con nessuno. Nessuno mi capirebbe. Luca, che lo poteva fare, è morto in quel maledetto incidente stradale. Avrei voluto esserci anche io con lui, e morire insieme. Almeno sarebbe terminato per sempre questo tormento infinito.

Dovrei andare da qualcuno, ma non so dove andare Non so a chi e dove rivolgermi! E poi cosa devo dire Non so neppure io descrivere tutto e come è iniziato E poi non ho neppure la voglia di farlo.

Chi e come potrebbero aiutarmi? Non so neppure cosa dire…cosa fare Forse a questo punto non servono più le parole. Quando qualcuno mi parla, non lo ascolto più, la mia mente è altrove e le parole mi scivolano via e sento sempre questa angoscia infinita che ogni giorno prende sempre più spazio dentro di me.

E’ insopportabile. E’ tardi per parlare…è tardi per ascoltare…è tardi…Vorrei che gli altri mi capissero …ma chi può capirmi?

 

Nessuno mi ha mai veramente capito…eccetto Luca…ma Luca è morto….

Ho provato a dormire, non ci riesco…sono notti che non dormo.

La mia testa non riesce a pensare, a riflettere, non riesco a fare nulla.

E’ tardi ….è tardi oramai per qualsiasi cosa…

Un'altra notte così no…ho paura di mettermi a letto..la testa è come un labirinto…non trovo l’uscita..ma angoscia…angoscia…insopportabile angoscia…

Basta…ho deciso…andrò da Luca..raggiungerò Luca….con lui potrò parlare

…di lui mi fido…Luca mi capirà.

Mi sento sollevato da questa decisione che ho preso…ho trovato la soluzione….ora sto meglio…sono sereno..

Ora lascio due righe per la mia mamma…non so se capirà…lei sarà molto triste, ma….non riesco a pensare a lei..

Ora mi incammino verso il ponte, è vicino…e tra poco sarà tutto finito.

QUAL'E' L'ANTICAMERA DEL SUICIDIO?

 E’ sicuramente l’isolamento interiore totale ed assoluto, ed il desiderio progressivo ed inalienabile di porre fine a questa solitudine.

E’ la terza causa di morte nei giovani in Italia, preceduta da quella per malattie e da quella per incidenti stradali.

Quali sono i segnali, i segni che possono portare ad un suicidio in età giovanile e che possono essere interpretati, per effettuare una prevenzione.

Chi si occupa del problema, e in quale modo?

Esistono degli osservatori territoriali che cercano di inquadrare il fenomeno, a studiarlo, per prevenirlo?

Qual è l’habitus mentale predisponente al suicidio?

Nei giovani qualsiasi reazione è spropositata ai fatti, e tendenzialmente abnorme.

L’iper-razionalità, poi, comporta una elaborazione mentale ossessiva di qualsiasi problema.

La tendenza ad introiettare i problemi, a non comunicare, a tenersi tutto dentro,

 

in animi particolarmente sensibili ed emotivamente fragili, che presentano oscillazioni del tono dell’umore facili entusiasmi quando le cose vanno per il meglio, ma che per contro non trovano soluzioni e si deprimono quando le cose che affrontano non vanno per il senso sperato. E’ uno stato d’animo che conduce facilmente alla depressione, magari, non con le caratteristiche così eclatanti che noi in genere osserviamo, ma una depressione, meno chiara, meno evidente dal punto di vista esteriore: la Depressione Mascherata.

Che è subdola perché neppure chi la vive si rende conto di averla, per cui non chiede aiuto, non lo comunica ai familiari, non va dal proprio medico, ma tende a chiudersi ancora di più in se stesso, finchè non ce la fa più, perchè tutto diventa insostenibile e insopportabile.

Magari non succede nulla, finchè un evento scatenante fa precipitare all’improvviso la situazione, che era già in equilibrio precario.

Ciò che fa precipitare le cose può essere anche un evento relativamente normale che si inserisce in una situazione psichica di sofferenza in cui la soglia delle percezioni che causano dolore e sofferenza interiore è abnormemente abbassata.

Una bocciatura scolastica, il timore della reazione dei genitori, o di essere preso in giro dai compagni: il giudizio degli altri.

La fine della scuola, nel periodo delle vacanze estive, la perdita di un ritmo che non è sostituito da altri input nella propria vita personale.

 

La mancanza di prospettive di lavoro, il licenziamento, emulazione di fatti di cronaca analoghi, enfatizzati dai mass media.

Il suicidio di parenti o di amici.

L’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti e di cocaina.

Malattie psichice o fisiche, sopravalutate.Eventi che hanno un grosso impatto nella sfera emotiva e che si è incapaci di affrontare.Abbandoni affettivi.E’ importante tenere presente nella anamnesi personale: tentativi di suicidio precedenti.

In Italia vi è una scarsa attenzione preventiva sul suicidio giovanile, si cerca di comprendere dopo che tutto è già accaduto, ma non si effettua ricerca sul fenomeno prima che accada.

Le statistiche sono spesso incomplete e non esistono, allo stato attuale, degli Osservatori Nazionali che diano un quadro completo della situazione e che possano quindi operare in senso preventivo.

Tutto questo è peggiorato dal fatto che non se ne parla, come se non parlandone il fenomeno si estinguesse.

Solo i quotidiani se ne occupano quando fanno la cronaca, ma oltre alla cronaca vi un assordante silenzio.

 Gilberto Gamberini

 

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