Gilberto Gamberini
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2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.
Il caso....
Perché nessuno mi aiuta? Perché devo
sentire questa angoscia dentro che mi impedisce di vivere?
Perché nessuno si occupa di me? Perché
nessuno comprende questa angoscia che io sento dentro e che mi impedisce di
vivere? Perché tutti mi sembrano così felici per strada?
Perché questo assordante silenzio intorno?
Perché sono caduto in questo pozzo nero, dal quale non riesco più ad uscire?
Perché la luna non si specchia più? Non so
neppure più quello che dico e a chi dirlo...
Perché quella bocciatura a scuola? Io di
più non potevo fare.
Come spiegarlo a mio padre?
Perché il mio migliore amico, Luca, è
morto in quell’incidente
stradale, e mi ha lasciato solo ad affrontare tutto questo?
Ho fumato haschish, mi sembrava che…ma poi
tutto è tornato come prima…ed io ora non riesco ad
affrontare un altro mese, un’altra
settimana, un altro giorno, un’altra notte così….con questa angoscia…
Non ne ho parlato con nessuno.
Nessuno mi capirebbe. Luca, che lo poteva fare, è morto in quel maledetto
incidente stradale. Avrei voluto esserci anche io con lui, e morire insieme.
Almeno sarebbe terminato per sempre questo tormento infinito.
Dovrei andare da qualcuno, ma non so dove
andare Non so a chi e dove rivolgermi! E poi cosa devo dire Non so neppure io
descrivere tutto e come è iniziato E poi non ho neppure la voglia di farlo.
Chi e come potrebbero aiutarmi? Non so
neppure cosa dire…cosa fare Forse a questo punto non servono più le parole.
Quando qualcuno mi parla, non lo ascolto più, la mia mente è altrove e le
parole mi scivolano via e sento sempre questa angoscia infinita che ogni giorno
prende sempre più spazio dentro di me.
E’ insopportabile. E’ tardi per parlare…è
tardi per ascoltare…è tardi…Vorrei che gli altri mi capissero …ma chi può
capirmi?
Nessuno mi ha mai veramente capito…eccetto
Luca…ma Luca è morto….
Ho provato a dormire, non ci riesco…sono
notti che non dormo.
La mia testa non riesce a pensare, a
riflettere, non riesco a fare nulla.
E’ tardi ….è tardi oramai per qualsiasi
cosa…
Un'altra notte così no…ho paura di
mettermi a letto..la testa è come un labirinto…non trovo l’uscita..ma
angoscia…angoscia…insopportabile angoscia…
Basta…ho deciso…andrò da Luca..raggiungerò
Luca….con lui potrò parlare
…di lui mi fido…Luca mi capirà.
Mi sento sollevato da questa decisione che
ho preso…ho trovato la soluzione….ora sto meglio…sono sereno..
Ora lascio due righe per la mia mamma…non
so se capirà…lei sarà molto triste, ma….non riesco a pensare a lei..
Ora mi incammino verso il ponte, è
vicino…e tra poco sarà tutto finito.
QUAL'E' L'ANTICAMERA DEL SUICIDIO?
E’ sicuramente l’isolamento
interiore totale ed assoluto, ed il desiderio progressivo ed inalienabile di
porre fine a questa solitudine.
E’ la terza causa di morte nei giovani in
Italia, preceduta da quella per malattie e da quella per incidenti stradali.
Quali sono i segnali, i segni che possono
portare ad un suicidio in età giovanile e che possono essere interpretati, per
effettuare una prevenzione.
Chi si occupa del problema, e in quale
modo?
Esistono degli osservatori territoriali
che cercano di inquadrare il fenomeno, a studiarlo, per prevenirlo?
Qual è l’habitus mentale predisponente al
suicidio?
Nei giovani qualsiasi reazione è
spropositata ai fatti, e tendenzialmente abnorme.
L’iper-razionalità, poi, comporta una
elaborazione mentale ossessiva di qualsiasi problema.
La tendenza ad introiettare i problemi, a
non comunicare, a tenersi
tutto dentro,
in animi particolarmente sensibili ed
emotivamente fragili, che presentano oscillazioni del tono dell’umore facili
entusiasmi quando le cose vanno per il meglio, ma che per contro non trovano
soluzioni e si deprimono quando le cose che affrontano non vanno per il senso
sperato. E’ uno stato d’animo che conduce facilmente alla depressione, magari,
non con le caratteristiche così eclatanti che noi in genere osserviamo, ma una
depressione, meno chiara, meno evidente dal punto di vista esteriore: la Depressione
Mascherata.
Che è subdola perché neppure chi la vive
si rende conto di averla, per cui non chiede aiuto, non lo comunica ai
familiari, non va dal proprio medico, ma tende a chiudersi ancora di più in se
stesso, finchè non ce la fa più, perchè tutto diventa insostenibile e insopportabile.
Magari non succede nulla, finchè un evento
scatenante fa precipitare all’improvviso la situazione, che era già in
equilibrio precario.
Ciò che fa precipitare le cose può essere
anche un evento relativamente normale che si inserisce in una situazione
psichica di sofferenza in cui la soglia delle percezioni che causano dolore e
sofferenza interiore è abnormemente abbassata.
Una bocciatura scolastica, il timore della
reazione dei genitori, o di essere preso in giro dai compagni: il giudizio
degli altri.
La fine della scuola, nel periodo delle
vacanze estive, la perdita di un ritmo che non è sostituito da altri input
nella propria vita personale.
La mancanza di prospettive di lavoro, il
licenziamento, emulazione di fatti di cronaca analoghi, enfatizzati dai mass
media.
Il suicidio di parenti o di amici.
L’abuso di alcool e di sostanze
stupefacenti e di cocaina.
Malattie psichice o fisiche,
sopravalutate.Eventi che hanno un grosso impatto nella sfera emotiva e che si è
incapaci di affrontare.Abbandoni
affettivi.E’ importante tenere presente nella anamnesi personale:
tentativi di suicidio precedenti.
In Italia vi è una scarsa attenzione
preventiva sul suicidio giovanile, si cerca di comprendere dopo che tutto è già
accaduto, ma non si effettua ricerca sul fenomeno prima che accada.
Le statistiche sono spesso incomplete e
non esistono, allo stato attuale, degli Osservatori Nazionali che diano un
quadro completo della situazione e che possano quindi operare in senso
preventivo.
Tutto questo è peggiorato dal fatto che
non se ne parla, come se non parlandone il fenomeno si estinguesse.
Solo i quotidiani se ne occupano quando
fanno la cronaca, ma oltre alla cronaca vi un assordante silenzio.
Gilberto Gamberini
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