Caso Cogne il reality show Esserci sopra le righe

foto intervento Gilberto Gamberini

 

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Caso Cogne, il processo diventa show

Da Milano Lucia Bellaspiga AVVENIRE

I bagarini dell'orrore: erano presenti ieri davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, dove di lì a poco si sarebbe svolta la seconda udienza del processo d'appello alla Franzoni, e distribuivano bigliettini con il numero. Come fosse il loggione della Scala. Come dal macellaio se c'è coda. E infatti la coda c'era, si era formata dalle 6 del mattino per assicurarsi un posto: «Sono arrivato all'alba da Milano - un giovane si prestava alle interviste - perché la volta scorsa non avevano fatto entrare tutti nell'aula troppo piccola»........

In fila col ticket in mano per assistere al processo di appello

di Annamaria F.

 

Se fosse per solidarietà  umana o per capire

affinchè il fantasma della morte si sciolga per sempre

come neve al sole......

 

Ma se fosse solo curiosità morbosa o voglia di protagonismo?

 

Qualcuno degli spettatori risponde che la storia lo intriga

come la trama di un film....

Molti, indipendentemente dalla età e dal sesso,  

salutano con la manina per essere immortalati dalle telecamere…

 

La voglia di comparire sempre e comunque…

La paura di essere anonimi

E che l’anonimato li cancelli come un file sullo schermo di un computer...

Una sindrome dei "saremo famosi"....

 

L'importante è apparire

non importa per che cosa...

l'importante è esserci.

 

Esserci si …ma sopra le righe...in un modo che crea disagio.

 

In un eccesso che non distingue più la realtà dalla finzione...

partecipano alla vita e alla morte

come se fossero davanti allo schermo della tv,

ad assistere ad un reality show.

 

Passano da una scena all'altra della vita,

come  se avessero un telecomando in mano.

 

Sono fisicamente là....eppure non ci sono....

Sono dappertutto e da nessuna parte…

 

Forse non dipende solo da loro, ma da una confusione

tra realtà e finzione che la mente, subissata da immagini

che si sovrappongono, a livello inconscio, non riesce più

a distinguere.

 

 

Jacovitti raffigurava in alcuni  suoi fumetti uomini striscianti o rotellanti  e salami che sbucati dalla terra divenivano

parlanti e camminanti,

in una visione paradossale della realtà,

in cui  era animato chi non poteva esserlo.

 

Forse quei salami di Jacovitti oltre al movimento

col tempo hanno  acquisito anche un anima

rubandola agli uomini.

 

Gilberto Gamberini

 

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