Caso Cogne il reality
show Esserci sopra le righe
Gilberto Gamberini
Copyright © 2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti
riservati.
Caso Cogne, il processo diventa show
Da Milano Lucia
Bellaspiga AVVENIRE
I bagarini dell'orrore: erano presenti ieri
davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, dove di lì a poco si sarebbe svolta
la seconda udienza del processo d'appello alla Franzoni, e distribuivano
bigliettini con il numero. Come fosse il loggione della Scala. Come dal
macellaio se c'è coda. E infatti la coda c'era, si era formata dalle 6 del
mattino per assicurarsi un posto: «Sono arrivato all'alba da Milano - un
giovane si prestava alle interviste - perché la volta scorsa non avevano fatto
entrare tutti nell'aula troppo piccola»........
In fila col ticket in mano per assistere
al processo di appello
di Annamaria
F.
Se fosse per solidarietà umana o per
capire
affinchè il fantasma della morte si
sciolga per sempre
come neve al sole......
Ma se fosse solo curiosità morbosa o
voglia di protagonismo?
Qualcuno degli spettatori risponde che la storia
lo intriga…
come la trama di un film....
Molti, indipendentemente dalla età e
dal sesso,
salutano con la manina per essere
immortalati dalle telecamere…
La voglia di comparire sempre e comunque…
La paura di essere anonimi
E che l’anonimato li cancelli come un file
sullo schermo di un computer...
Una sindrome dei "saremo
famosi"....
L'importante è apparire
non importa per che cosa...
l'importante è esserci.
Esserci si …ma sopra le righe...in un modo
che crea disagio.
In un eccesso che non distingue più la realtà
dalla finzione...
partecipano alla vita e alla morte
come se fossero davanti allo schermo della
tv,
ad assistere ad un reality
show.
Passano da una scena all'altra della vita,
come
se avessero un telecomando in mano.
Sono fisicamente là....eppure non ci sono....
Sono dappertutto e da nessuna parte…
Forse non dipende solo da loro, ma da una
confusione
tra realtà e finzione che la mente,
subissata da immagini
che si sovrappongono, a livello inconscio,
non riesce più
a distinguere.

Jacovitti raffigurava in alcuni
suoi fumetti uomini striscianti o rotellanti e salami che sbucati dalla terra divenivano
parlanti e camminanti,
in una visione paradossale
della realtà,
in cui
era animato chi non poteva esserlo.
Forse quei salami di Jacovitti oltre al
movimento
col tempo hanno acquisito anche un anima
rubandola agli uomini.
Gilberto Gamberini
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