Il Velo un marchio che impedisce di cogliere i mutamenti interiori

 

 

 

 

 

Fonte Rosa Guida Multiculturalismo

 

L'Islam secondo la battagliera Tamzali

Il velo è simbolo di dominio e le femministe sbagliano a difenderlo: avallano la sottomissione.

…. Per non farla diventare l'Europa dei califfi.”

 

 

 

Gilberto Gamberini

 

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Gran parte della Gauche francese è contraria al velo.

Gran parte della chiesa favorevole.

Il velo inteso come un marchio come una ostentazione della propria fede, di un qualcosa di profondo che fa parte dell’anima dell’individuo.

Una società multietnica si afferma quando si fondono i costumi ed il sentire diviene comune.

Al di la di questo vi è una implicazione psicologica comportamentale.

Il velo permette di distinguere i cattivi dai buoni, i frequentabili dagli infrequentabili, i nobili costumi dai cattivi costumi, ed allora inteso e frainteso come tale diviene un vero e proprio marchio, un giudizio di merito, un giudizio morale, che non permette o permette a seconda dei casi.

Come sosteneva Milton Erickson un uomo deve essere valutato per quello che si porta dentro e non per quello che  porta fuori.

Un marchio, a livello psicologico, impedisce una valutazione serena ed al momento, nel presente, dei mutamenti umani, impedisce nella psicologia individuale e collettiva la comunicazione di tale  mutamento, e diventa ghettizzante a livello psicologico.

Il Velo è un marchio che impedisce di cogliere mutamenti interiori.

E’ un apparente rifugio per disagi di altra natura,

ma in realtà rappresenta una grande manipolazione.

Gilberto Gamberini

 

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