Fonte
Rosa Guida Multiculturalismo
L'Islam
secondo la battagliera Tamzali
Il
velo è simbolo di dominio e le femministe sbagliano a difenderlo: avallano la
sottomissione.
…. Per non
farla diventare l'Europa dei califfi.”

Copyright
© 2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti
i diritti riservati.
Gran parte
della Gauche francese è contraria al velo.
Gran parte
della chiesa favorevole.
Il velo inteso
come un marchio
come una ostentazione della propria fede, di un qualcosa di profondo che fa
parte dell’anima dell’individuo.
Una società
multietnica si afferma quando si fondono i costumi ed il sentire diviene
comune.
Al di la di
questo vi è una implicazione psicologica comportamentale.

Il velo
permette di distinguere i cattivi dai buoni, i frequentabili dagli
infrequentabili, i nobili costumi dai cattivi costumi, ed allora inteso e
frainteso come tale diviene un vero e proprio marchio,
un giudizio di merito, un giudizio morale, che non permette o permette a
seconda dei casi.
Come sosteneva
Milton Erickson un uomo deve essere valutato per quello che si porta dentro e
non per quello che porta fuori.
Un marchio, a
livello psicologico, impedisce una valutazione serena ed al momento, nel
presente, dei mutamenti
umani, impedisce nella psicologia individuale e collettiva la comunicazione
di tale mutamento, e diventa
ghettizzante a livello psicologico.
Il Velo
è un marchio che impedisce di cogliere mutamenti interiori.

E’ un
apparente rifugio per disagi di altra natura,
ma in realtà
rappresenta una grande manipolazione.
Gilberto Gamberini
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