Censurare la violenza?

Gilberto Gamberini
Copyright ©
2004-2008 [Gilberto Gamberini]. Tutti i
diritti riservati.
La violenza e la censura
Vi sono delle valutazioni dal punto di
vista della comunicazione,
supportate dalle statistiche.
Sassi dal cavalcavia,
incendi delle auto sono, spesso,
risultati incentivati ed emulati,
dopo che se ne è parlato sui mass
media.

In un mondo dell’apparire a tutti
i costi,
in tal senso,
gli esempi negativi dovrebbero
essere censurati,
perché la notizia stimola
inconsciamente il fatto.
Bisognerebbe parlarne dopo che i
colpevoli sono stati presi.
Ciò garantirebbe la completezza della
informazione
e l’annullamento della notizia negativa
con quella positiva,
perché è l’impunità che risulta
dirompente.

In
Francia dopo il periodo degli incendi
alle auto e delle violenze nelle periferie
si è visto, statisticamente, che
gli incendi alle auto e le violenze aumentavano esponenzialmente alla
pubblicizzazione televisiva degli stessi,
chi incendiava le auto attendeva
la notizia e l’immagine televisiva
per rendersi più importante, ed
aumentare il proprio potere nel proprio gruppo.
Paradossalmente i gruppi entravano
in competizione tra loro per contendersi il primato delle violenze.

Un incitamento alla violenza
Anche il
parlarne e la violenza verbale fanno parte di questa istigazione,
subdola e inconscia.

e' dimostrato che chi
urla più forte è recepito come quello che ha più ragione.
Vi è un rapporto tra il nudo e la disponibilità della “donna
oggetto” in tv e l’aumento della violenza
alle donne?

Tutto fa audience, tutto fa violenza….
non facciamoci violentare….
Se
non per piccoli e condivisi baci….

Gilberto Gamberini
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