Gilberto Gamberini

 

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Copyright © 2004-2008  [Gilberto Gamberini]. Tutti i diritti riservati.

 

 

Razionale ed Emozionale Inconscio

 

foto intervento

La parte razionale

elabora i dati in modo centripeto, convergente.

I dati, come i pensieri,  si raccolgono a spirale,

come un filo che si avvolge su se stesso.

Un rito antico che non conosce vie diverse.

La parte razionale, è una via quasi obbligata, che, paradossalmente, ha  un qualcosa

di ipnotico.

Il pensiero razionale è assoluto, deve scegliere necessariamente fra cose definite e chiare, in maniera drastica.

Il problema è che non sempre ci troviamo a scegliere fra cose ben definite, come il giorno  e la notte, ma tra sfumature di colori, tra sensazioni simili, tra voci che si confondono.

La razionalità è quercia che si sradica  e muore, vittima della sua apparente forza.

Il pensiero razionale è limitato per le ferree regole che la sua logica gli impone.

 

La parte emozionale inconscia

 

ha la vaghezza delle cose che evolvono,

sono fiori che debbono ancora sbocciare

e che possono assumere forme e colori diversi

ed avere differenti profumi.

 

Cose che possono divenire quello che noi vogliamo.

 

Sono Sintonia e Armonia.

 

La forza

della parte emozionale

sta nella sua curiosità,

tutto è nuovo e tutto è da scoprire, come nella mente di un bambino,

nella sua duttilità,

plasmabile come terracreta,

nella sua continua evoluzione

in qualcosa che continua a mutarsi e a stupirsi senza mai fermarsi,

oltre il limite apparente della morte.

 

 

La  sua apparente fragilità,

canna che si piega e che tocca la terra per poi rialzarsi.

 

E’ una idea

centrifuga

che non puoi imprigionare,

uno spirito libero zingaro

che diverge in tutte le direzioni,

come un raggio di sole

 

E’ un ventaglio,

un girasole,

una mano che si apre,

dita che si schiudono,

come uova di uccello.

 

Inno e sapore della vita.

 

E’ un concetto relativo che evolve,

senza codificarsi in roccia e senza celebrarsi.

 

 

E’ un dato che assume significati diversi

a seconda del tempo e delle stagioni.

 

E’ un dubbio,

che viene superato,

uscendo dal dilemma del questo o del quello.

 

Perché posso fare prima una cosa e poi fare l’altra.

 

E’ una dimensione parallela di non spazio

in cui le cose possono accadere in luoghi diversi contemporaneamente.

 

Una dimensione di non tempo

in cui posso essere quello che ancora non  sono

o ritornare a essere essenza

che ricerca ancora un corpo in cui materializzarsi.

 

E’ un linguaggio diverso,

che usa l’analogia,

la concatenazione,

la simmetria,

l’incastonarsi di elementi

che unendosi l’un l’altro

danno luogo ad una figura chiara,

che riassume e supera l’intero contenuto.

 

E’ assonanza

come l’uso delle parole nelle canzoni di Paolo Conte,

Macaia scimmia di luce e di follia,

parola che brilla di luce propria al di la dei suoi significati.

 

Parola come sussurro,

soffio leggero del vento,

che ti trascina dentro

e al di là della tua memoria.

 

Gilberto Gamberini

 

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